Vesper: Zero Light Edition – Recensione

Sviluppatore: Cordens Interactive Publisher: Fantastico Studio Piattaforma: PS5 (disponibile anche per PS4) Genere: Platform Giocatori: 1 PEGI: 7 Prezzo: 6,99 € Italiano: N/A

Abbiamo vestito i panni di uno strano alieno per la recensione di Vesper: Zero Light Edition. Il team italiano di Cordens Interactive, in collaborazione con Fantastico Studio, porta i giocatori in un mondo pieno di luci, ombre e pericolosi mostri meccanici. Saremo riusciti a sopravvivere a tutte queste minacce? Scopritelo continuando la lettura.

Là fuori è un inferno

Se vi aspettate una lunga introduzione costellata di linee di testo, Vesper vi stupirà. L’avventura ideata da Cordens Interactive non ha infatti alcun tipo di dialogo, ma si affida alle immagini per svelare al giocatore la trama. Sono passati millenni dall’attivazione di quello che viene chiamato Vesper Protocol. Un piccolo androide, chiamato semplicemente Seven, è riuscito a salire su una capsula di salvataggio e scappare da un mondo in fase di distruzione.

Atterrato su un pianeta misterioso, viene inseguito da macchine senza pietà, desiderose di eliminarlo per sempre. Il nostro piccolo ma coraggioso protagonista sa però che esiste un potere in grado di decidere il destino della sua razza: è quello della Luce. Per questo si mette in marcia, vagando su una terra post apocalittica, per cercare un potente strumento andato perduto e in grado d’incamerare e guidare questa preziosa risorsa.

Quello che colpisce subito il giocatore è la chiarezza, nonostante la già accennata assenza di testo, degli eventi a schermo. Far comprendere ai giocatori gli avvenimenti era un’impresa tutt’altro che semplice, ma lo studio è riuscito alla perfezione nel suo intento. Il focus su quello che accade a livello visivo aumenta inoltre il pathos e il coinvolgimento del giocatore nelle vicende in cui il povero Seven si troverà invischiato.

Squadra che vince non si cambia

Una volta superata l’introduzione di Vesper, la prima cosa che colpisce il giocatore è l’assenza di qualsivoglia hub. Lo schermo viene dominato dagli splendidi scorci ambientali, che alternano aree naturali a zone più industriali. Non mancano nemmeno enormi strutture fatiscenti, segni del passaggio di un popolo ormai sull’orlo dell’estinzione. Sono inoltre presenti, ben nascosti, una serie di video diari che mostrano gli accadimenti del passato.

Tutto è contestualizzato in maniera egregia, accompagnato da una predominanza di nero, in contrasto con gli sfondi colorati del gioco. Per certi versi, Vesper ricorderà agli appassionati opere come Limbo e tanti altri platform bidimensionali. Dalla sua, però, il titolo di Cordens Interactive offre una serie di meccaniche che lo rendono unico e che approfondiremo più avanti.

Inizialmente, infatti, il povero Seven non ha nessun tipo di abilità, se non quella di saltare. Dovrà quindi evitare qualsiasi tipo di conflitto e utilizzare l’ambiente e il cervello per superare eventuali ostacoli. Molto spesso però dovrà anche incrociare il percorso con le macchine. Fortunatamente potrà chiudere il suo unico occhio luminoso per confondersi con l’ambiente e nascondersi. Si tratta di una pensata decisamente furba, che valorizza anche artisticamente il gioco.

Una pistola guidata

Dopo alcuni momenti fatti di mimetizzazioni e di fughe rocambolesche, il nostro Seven riuscirà a (ri)mettere le mani su un potente strumento appartenuto al suo popolo. Si tratta della Drivegun, una sorta di ibrido tra spada e pistola in grado di assorbire la luce dell’ambiente. Quest’abilità ha la doppia funzione di creare zone d’ombra per nascondersi ed, eventualmente, essere utilizzata per attivare determinati congegni.

Con l’acquisizione dell’arma, il gameplay di Vesper cambia radicalmente, dando modo al piccolo androide di modificare l’ambiente anche senza la presenza di elementi ambientali specifici. Sfruttando la Drivegun, inoltre, il nostro eroe può riempire di luce le macchine che gli sbarreranno la strada, prendendone temporaneamente il controllo.

Questa nuova possibilità obbliga il giocatore a meditare a lungo sulle mosse da fare, dato che le variabili aumenteranno esponenzialmente. Per proseguire potrebbe infatti essere necessario far sì che un nemico faccia scattare una trappola, oppure attivi terminali dedicati per muovere piattaforme o aprire porte. In tutto questo, il gioco non rinuncia a una certa dinamicità, con sezioni che obbligheranno a muoversi rapidamente e richiederanno una buona coordinazione.

Tecnica sopraffina

La varietà che Vesper riesce a regalare al giocatore con un numero limitato di elementi è davvero stupefacente. A lasciare però davvero a bocca aperta è, come già anticipato, il comparto tecnico del gioco. La grafica riesce a colpire nel segno grazie a uno stile unico, che esalta sia le ambientazioni che gli effetti di luce. L’interazione con l’ambiente è davvero pregevole, così come certe scelte che valorizzano l’intera opera.

Altrettanto di qualità la colonna sonora, che offre tracce sempre adeguate alle situazioni in cui Seven si trova e non risulta mai troppo pensante o indigesta. Nota di pregio per la scelta degli sviluppatori di abbassare automaticamente il volume quando il nostro androide si nasconderà. Inutile dire che il tutto può essere apprezzato al meglio con un buon paio di cuffie.

Ottima anche la gestione dei controlli, che non offrono mai il fianco a critiche e risultano precisi quanto basta per non generare frustrazione. Discreta la longevità generale, con l’avventura principale che si completa in circa quattro ore. Chi volesse recuperare tutti i collezionabili, allungherà al massimo di un’ora l’esperienza. Pressoché nulla, purtroppo, la rigiocabilità, ma vista la qualità generale e il prezzo più che contenuto non ci si può davvero lamentare.

Trofeisticamente parlando: luci e ombre

La lista trofei di Vesper: Zero Light Edition vanta la bellezza di venticinque trofei. Tra le coppe, oltre a quelle classiche ottenibili proseguendo con la storia, trovano spazio sfide legate ai collezionabili e non solo. I ragazzi di Cordens Interactive hanno infatti creato una serie di coppe mancabili legate a specifiche azioni nel gioco. Con un po’ di attenzione, comunque, ottenere il Platino sarà una sfida alla portata di tutti, considerata anche l’assenza di trofei legati a speedrun o simili. Prendetevi il vostro tempo e potrete aggiungere alla vostra bacheca una nuova, scintillante coppa blu.

VERDETTO

Vesper: Zero Light Edition è un titolo ingegnoso, che mischia sapientemente sezioni stealth e platform a una serie di enigmi ambientali basati su luci e ombre. Il team italianissimo di Cordens Interactive ha dato vita a una piccola perla che, seppur senza utilizzare parole, racconta una storia emozionante che è davvero degna di essere vissuta. Il gameplay basilare ma intelligente permette inoltre a tutte le tipologie di giocatore di apprezzare quest'avventura al meglio. Se non sapete ancora quale sarà il prossimo titolo che affronterete, vi suggeriamo caldamente di puntare sul racconto di Seven.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.