What the Dub?! – Recensione

Sviluppatore: Wide Right Interactive, Mark Zorn, Kurt Wojda Publisher: Wide Right Interactive Piattaforma: PS4 Genere: Party Giocatori: 1 (Online: 2-12) PEGI: 12 Prezzo: 6,99 €

Quante volte avete ridoppiato una scena di un film solo con il pensiero? Quante volte avete provato a farlo con gli amici? Se siete appassionati di cinema e possedete un po’ di senso dell’umorismo siamo sicuri che vi è capitato di farlo spesso. Lo avranno pensato anche gli sviluppatori di What the Dub?!, tanto da farci un party game interessante che spreme al massimo la nostra fantasia e stuzzica, accresce o ridicolizza il nostro umorismo spicciolo. Curiosi di sapere di cosa stiamo parlando? Allacciate le cinture che si ride forte!

Tutto si trasforma in un cinepanettone, nel caso

Chi vi parla ha una discreta passione per quella fetta trash del cinema italiano degli ultimi decenni: il cinepanettone! What the Dub?!, almeno inizialmente, si è trasformato in un modo divertente di inserire quei famosi sketch che ormai conosciamo tutti su scene totalmente fuori contesto. A parte l’aver capito che certe battute stanno bene sotto qualsiasi cosa, quello che è emerso è che What the Dub?! ha un potenziale enorme. Ma andiamo per gradi.

What the Dub?! è molto semplicemente un party game, in cui voi e i vostri amici dovrete guardare uno spezzone di una scena e completarne la parte mancante. Ci sono oltre trecento scene diverse da sovraincidere, tutte provenienti da film a basso budget degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta o da spot dell’epoca. La varietà di situazioni è ampia, con scene che si prestano bene sia a battute un po’ più ricercate, sia a quell’humor spicciolo che sfocia molto velocemente nel becero. Insomma, probabilmente direte cose che vi faranno vergognare di voi stessi, ma è questo il bello del gioco.

Come si gioca? Semplicemente dovrete avviare What the Dub?! sulla vostra PlayStation 4 e condividere con i vostri amici il codice della stanza. A quel punto, collegandosi dal loro dispositivo al sito ufficiale, i vostri compagni di avventure dovranno inserire codice e nome per entrare in partita. Come funziona il ridoppiaggio? Il gioco si basa su un sistema che effettua una sintesi vocale in base al testo che inserite nella casella apposita. Oltre al testo si possono inserire diversi effetti sonori (beh, dalla classificazione PEGI potete ben immaginare quali). Fortunatamente, anche se l’interfaccia di gioco è in inglese, potrete selezionare la lingua italiana del text-to-speech e godere di esilaranti ridoppiaggi in italiano. Purtroppo, le clip da ridoppiare mantengono doppiaggio e sottotitoli in lingua originale, rendendo più difficile la comprensione della scena.

Ricapitolando, quindi, il gioco si basa su una sola modalità in cui voi e vostri amici dovrete ridoppiare una scena in un limite di tempo prestabilito (potete sceglierlo voi). Chi vince? Fondamentalmente chi fa ridere di più tutti gli altri, ma se proprio amate la competizione esiste anche quella. Ve ne parleremo più avanti.

Oltre il PlayLink, con una rivoluzione social

L’approccio alla componente multigiocatore è simile a quello ai giochi PlayLink come Sapere è Potere, Dimmi chi sei! e tanti altri, ma con orizzonti ben più ampi. Per giocare a What the Dub?!, prima di tutto, non è necessario essere nella stessa stanza e quindi essere collegati alla stessa rete. Inoltre, non è richiesto scaricare alcunché, ma solo collegarsi a un sito web dal sistema che funzionerà da terminale per interagire con il gioco principale. Morale della favola: potrete davvero giocarci su qualunque dispositivo provvisto di un browser web. Durante le nostre partite il collegamento è risultato sempre stabile e il sistema molto permissivo, consentendo all’host di mettere in pausa la partita e di consentire il rientro di un giocatore o fermare il conto alla rovescia. Si capisce che What the Dub?! è un prodotto creato per ridere in compagnia, più che per permettere a qualcuno di affermare la sua superiorità sugli altri. Non ci sono frasi giuste o sbagliate. Ci sono delle regole, sì, ma volendo si possono aggirare o parzialmente eliminare.

Vi dicevamo, appunto, che la competizione non è tutto. In ogni caso What the Dub?! permette di mettervi in mostra in modo molto social e al passo con i tempi. Di base, con un minimo di tre utenti nel party, entrerà in gioco la possibilità di votare le risposte e di entrare in una classifica. Il giocatore che riceverà più consensi otterrà più punti durante i round e vincerà la partita. What the Dub?! si interfaccia perfettamente con Twitch, permettendovi di usare la piattaforma più in voga del momento per trasmettere il gioco e consentire alla chat di votare. Insomma, i ragazzi di Wide Right Interactive l’hanno pensata davvero bene.

Trofeisticamente parlando: cacciatore di trofei simulatore

Sì, What the Dub?! ha un trofeo di Platino e non è neanche difficile da ottenere. Potete semplicemente giocare e prendere un bel po’ di trofei relativi a statistiche e quantità di partite giocate con o senza gli stessi giocatori. Essendo molto permissivo, in realtà, con un po’ di pazienza potreste anche simulare interi party usando più schede del browser o più dispositivi. Ovviamente, noi vi consigliamo di godervi il gioco. Trovate l’elenco trofei di What the Dub?! sul nostro forum.

VERDETTO

What the Dub?! è un party game che diverte infinitamente, pur non avendo praticamente quasi nulla di competitivo. L’unica cosa che conta è ridere, mettendo alla prova il vostro umorismo e la vostra fantasia nel ridoppiare le scene e proporre sempre qualcosa di diverso. Un grosso limite, purtroppo, riguarda i filmati originali in lingua inglese che potrebbero risultare difficilmente comprensibili per chi ha meno dimestichezza con la lingua. Da apprezzare anche il sistema, semplice ma efficace, che permette di partecipare a una partita semplicemente via browser web e l’ottima integrazione con Twitch.

Guida ai Voti

Salvatore Terlizzi
Scopre i videogiochi con Monkey Island e Indiana Jones, per poi rimanere legato a vita al genere delle avventure grafiche. Grazie a PlayStationBit scopre, quasi per caso, la serie Yakuza e finisce per innamorarsene. Ha ancora l'immenso piacere di farsi sorprendere da un settore in continua evoluzione. Ehi guarda laggiù! Sisi, c'è una scimmia a tre teste...