Within the Blade – Recensione

Sviluppatore: Ametist Studio Publisher: Ratalaika Games Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS5) Genere: Action RPG Giocatori: 1 PEGI: 18 Prezzo: 10,99 €

Abbiamo indossato il cappuccio e ci siamo avventurati in una ricca recensione di Within the Blade. Con questo titolo, Ametist Studio e Ratalaika Games tentano di ravvivare la vena dei giochi dedicati ai ninja. Saranno riusciti a farci provare le sensazioni dei bei vecchi tempi?

Ne uccide più la spada che la penna

Se siete giocatori che non utilizzano esclusivamente PlayStation, avrete probabilmente adocchiato Within the Blade su Steam. Il titolo ha infatti maturato due anni di esperienza su PC prima di sbarcare anche su console Sony, dove arriva in una versione fruibile sia su PlayStation 4 che su PlayStation 5.

La trama di questo action RPG ricalca quella dei classici titoli dedicati ai ninja. Siamo in Giappone nel 1560, coinvolti in una violenta guerra civile. L’anarchia regna suprema, almeno fino a quando il clan Steel Claw e il suo daimyo Mamoru Imai si mettono a caccia di poteri oscuri. Mamoru, nel tentativo di maledire i suoi nemici, viene però infettato dallo spirito di un perfido e violento samurai. Il caos regna sovrano, complice anche l’alleanza tra Mamoru e nove malvagi demoni: sta al clan Black Lotus cercare di sconfiggere i nemici e ripristinare la pace.

Nulla di complesso, ma la narrazione riesce a regalare qualche emozione e ha il grande merito di tenere il giocatore incollato allo schermo, complice anche una buona dose di gore sicuramente apprezzabile viste anche le tematiche trattate.

Within the Guts

All’atto pratico, Within the Blade è un classico action RPG in due dimensioni, nel quale i giocatori prendono il controllo di un ninja che dovrà superare una serie di schemi nella maniera più silenziosa e letale possibile. Gli scenari, realizzati con una buona quantità di dettagli, pullulano infatti di guerrieri dello Steel Claw pronti a farci la pelle al minimo errore.

I comandi di gioco sono semplici quanto le sue meccaniche. Oltre a un tasto per saltare, uno per attaccare e uno per parare abbiamo la possibilità di sfruttare una serie di oggetti consumabili tipici dei ninja, come shuriken o bombe esplosive, perfette per uscire dalle situazioni più complesse. Come ogni buon guerriero ombra, inoltre, il nostro eroe può nascondersi nei cespugli abbassandosi o sfruttare l’oscurità per assassinare silenziosamente i suoi avversari.

Una delle particolarità di Within the Blade è legata proprio alla possibilità di affrontare i livelli combattendo ogni avversario senza remore oppure scegliere la via dello stealth, permettendo a ogni tipologia di giocatore di apprezzare il titolo. Interessante anche la possibilità di selezionare la difficoltà, per adattare la sfida passando dalla modalità facile alla morte permanente.

Mastro artigiano

Il combattimento ibrido non è l’unico elemento di spicco di Within the Blade. Ogni oggetto infatti, comprese le armi principali quali katane e kusarigama, saranno dotate di una loro resistenza. Una volta terminata, l’arma si romperà lasciando il nostro ninja armato solo dei suoi comunque letali pugni. Nel villaggio principale è però possibile dedicarsi al crafting, elemento che permette di creare il proprio equipaggiamento e adattarlo alle missioni.

I giocatori più pigri (o più danarosi) possono comunque acquistare oggetti, assortiti però casualmente, dai mercanti. Questa possibilità è in realtà in contrasto con la scarsa quantità di denaro ottenuto in missione, complici missioni secondarie impegnative e un malus legato ai danni subiti. Sfruttare al meglio gli oggetti sparsi nei livelli diventa quindi fondamentale per riuscire a fronteggiare ogni nemico e sopravvivere. Il discorso si applica, ovviamente, sia agli scenari standard che agli scontri con gli enormi boss, dotati sì di specifici pattern d’attacco ma comunque ostici da abbattere.

La via del ninja

A livello tecnico Within the Blade stupisce piacevolmente il giocatore con una grafica retro ma non eccessivamente compassata, che si discosta quindi dalla massa di titoli che abusano della pixel art. Ad appagare l’occhio non sono solo i modelli poligonali dei personaggi e gli scenari ottimamente realizzati, ma anche il già citato gore. Il famoso “effetto wow” legato a teste mozzate, smembramenti e divisione a metà dei nemici si ha soprattutto nelle prime ore di gioco, ma accompagna i giocatori senza mai annoiare.

Decisamente di qualità anche la colonna sonora del gioco, che offre pezzi a tema giapponese e una buona quantità di effetti legati all’utilizzo delle armi, di grida e lamenti dei nemici e ovviamente di suoni gutturali emessi dai demoni pronti a farci la pelle. Buona anche la durata di un titolo che, discostandosi da altri prodotti targati Ratalaika Games come ad esempio il fulmineo Bullet Beat, riesce a intrattenere il giocatore per alcune ore e offre anche una buona rigiocabilità.

Trofeisticamente parlando: a fil di spada

Oltre a offrire ai giocatori un’esperienza da veri ninja, Within the Blade regala anche una lista trofei piuttosto generosa. Il Platino del gioco può essere sbloccato anche giocando alla difficoltà più bassa, ma richiederà comunque un certo impegno e qualche ora di eliminazioni silenziose. Vista la qualità del titolo, comunque, si tratta di una richiesta tutt’altro che proibitiva.

VERDETTO

Within the Blade è una piacevole sorpresa per gli amanti degli action-RPG vecchio stile. L'opera di Ametist Studio unisce un gameplay semplice ma efficace a elementi intriganti, come la possibilità di potenziare il proprio ninja e di creare gli equipaggiamenti in base alle esigenze. La presenza di più difficoltà, unitamente a una longevità tutt'altro che risicata, lo rendono il gioco perfetto per passare le calde serate estive. Se poi siete dei cacciatori, l'attrattiva del Platino è sempre dietro l'angolo...

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.