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GameStop: crisi senza fine e licenziamenti per l’azienda statunitense

C’era una volta GameStop. Una catena che, sopo il cambio di nome dal vecchio EB Games, riuscì di fatto a diventare il punto di riferimento dei videogiocatori. Il fallimento di Blockbuster ha consentito alla multinazionale texana di ottenere grandissima fama e introiti, che hanno portato all’apertura di numerose sedi. Sfortunatamente, però, il mondo del gaming si è evoluto velocemente: il periodo di pandemia ha fatto scoprire le gioie dell’e-commerce e dei download digitali, portando GameStop in un baratro senza fine.

Si arriva così ai giorni nostri, momento in cui GameStop ha licenziato in un anno oltre 3000 dipendenti, a causa di un fatturato sceso di ben 500 milioni di dollari. Una caduta verticale che sembra inarrestabile, a meno che la catena non riesca a dare la giusta svolta. L’inserimento a listino dei celebri Funko Pop (a proposito, vi ricordiamo che è ancora attivo il Marzo Pop del nostro partner, Il Covo del Nerd) e dei giochi da tavolo non è bastato.

Se GameStop non riuscirà a trovare un modo per riportare i videogiocatori nei negozi, il rischio è quello che lo storico brand fallisca, come il già citato Blockbuster prima di lui. Questo è anche il pensiero del noto analista Michael Pachter, che ha dichiarato che se GameStop non riuscirà in questa impresa, “è altamente improbabile che i ricavi possano riprendersi”.

Resta quindi da capire cosa ne sarà di GameStop: si riprenderà oppure a breve dovremo volgere il nostro sguardo altrove per l’acquisto di prodotti fisici? Vi dispiacerebbe non potervi più recare in uno di questi negozi? Fateci sapere la vostra!

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Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.