Home ConsoleNews PS4Hogwarts Legacy: guida per sbloccare le Maledizioni senza Perdono

Hogwarts Legacy: guida per sbloccare le Maledizioni senza Perdono

Uno degli incantesimi più famosi del mondo di Harry Potter appartiene alle Arti Oscure: stiamo parlando della terribile Maledizione senza Perdono Avada Kedavra (o Anatema che Uccide). A fianco a questa mortoale magia trovano spazio anche la Maledizione Cruciatus (Crucio) e la Maledizione Imperius (Imperio), mostrate sia nei libri che nei film. Ma esiste un modo per avere accesso a questi incantesimi anche in Hogwarts Legacy.

Come sbloccare le Maledizioni senza Perdono

La risposta breve alla domanda è sì. Portkey Games e Avalanche Studios hanno infatti inserito nel loro open world magico un modo per accedere alle Maledizioni senza Perdono. Si tratta di un percorso oscuro (peraltro incredibilmente coinvolgente) che svela uno dei lati più terribili del Wizarding World. Chi volesse intraprendere la via oscura dovrà però portare pazienza e proseguire nella storia, fino a un punto curciale in cui si potrà origliare una conversazione decisamente interessante

Sbloccare la Maledizione Cruciatus

Dopo che il vostro personaggio avrà raggiunto il livello 16 sarà possibile iniziare il cammino verso le Arti Oscure, sbloccando dapprima la Maledizione Cruciatus e via via tutte le altre. Per accedere a questa missione secondaria non sarà tuttavia sufficiente raggiungere il livello indicato, ma bisognerà anche recarsi nella Sala Grande. Qui sarà possibile spiare il Serpeverde Sebastian Sallow, intento a parlare con un amico di argomenti scottanti. Una volta terminato il dialogo potrete parlare a vostra volta con Sebastian per avviare una missione dedicata alle Arti Oscure.

Seguite le richieste del vostro coetaneo per finire in un turbinio di eventi che vi porterà infine a sbloccare la prima delle Maledizioni senza Perdono, la terribile Crucio. Cercando di evitare gli spoiler, vi segnaliamo che quale che sia la vostra scelta nella parte finale della missione, sbloccherete comunque l’incantesimo.

Sbloccare la Maledizione Imperius

Per ottenere la seconda Maledizione senza Perdono, Imperius, non dovrà passare molto tempo dall’ottenimento di Crucio. Sarà infatti sufficiente raggiungere il livello 17 e completare alcune richieste di miscellanea di Sebastian. A questo punto si avrà accesso a una nuova missione oscura, che permetterà d’infiltrarsi nella casa d’infanzia dei Serpeverde.

Seguite la questline per riuscire a sbloccare senza alcuna fatica l’incantesimo Imperio, che permette di controllare i propri nemici con effetti devastanti sul campo di battaglia.

Sbloccare la Maledizione Avada Kedavra

L’Anatema che Uccide è l’ultimo incantesimo a cui si potrà avere accesso, nonché il più potente del gioco. Con un colpo sarà infatti possibile uccidere qualsiasi essere vivente. Sottolineiamo fin da subito che, a dispetto di quanto viene spiegato nei libri, utilizzare questa magia nel gioco non comporterà reali conseguenze per il nostro personaggio. Completare le missioni delle Arti Oscure non bloccherà inoltre nessun trofeo, dunque non sentitevi troppo colpevoli se sceglierete di seguire il cammino “malvagio”.

Per ottenere Avada Kedavra bisognerà innanzitutto arrivare a livello 28 e aver già sbloccato le due precedenti Maledizioni senza Perdono. A questo punto completate come di consueto una serie di richieste per conto di Sebastian, fino a quando non riceverete una nuova questline per sbloccare questo incantesimo. Seguite le informazioni per arrivare a una grotta dove troverete ad attendervi proprio Sebastian.

Per avere accesso all’Anatema che Uccide non sarà sufficiente interagire con Sebastian, ma bisognerà dargli delle risposte precise. Alla prima domanda dovremo selezionare l’opzione “Tutti quanti dovrebbero conoscere le maledizioni” e successivamente scegliere “Sì, grazie”. Fatto questo, Sebastian sarà ben lieto d’insegnarci i movimenti di bacchetta da eseguire per lanciare Avada Kedavra. In questo modo sbloccherete finalmente anche l’ultima Maledizione senza Perdono.

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Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.