Sono passati ormai la bellezza di quattro anni da quando i ragazzi di Ivory Tower, in collaborazione con Ubisoft, lanciarono sul mercato videoludico The Crew, titolo automobilistico che aveva l’obiettivo di rinnovare un genere fin troppo ancorato a meccaniche storiche. Il sistema a squadre e la presenza di potenziamenti droppabili ed equipaggiabili gli valsero la classificazione di primo MMO automobilistico. Nonostante tutte queste buone premesse, The Crew non riuscì del tutto a conquistare il pubblico, principalmente per colpa di un mondo di gioco eccessivamente vuoto e di un sistema di guida troppo impreciso e poco soddisfacente. Ora, grazie all’arrivo del secondo capitolo, avremo modo di capire se gli errori passati avranno permesso agli sviluppatori di creare un titolo degno di nota.

Elogio dei motori

Grazie all’invito mandato da Ubisoft per la prova della versione beta, abbiamo passato un intenso week-end in compagnia di The Crew 2. La trama principale, totalmente slegata dalle vicende del primo capitolo, ruoterà attorno a un organizzatore di eventi chiamato LIVE. I boss di questa azienda specializzata nell’organizzare eventi estremi, trasformeranno tutto il territorio degli Stati Uniti d’America in un’enorme circuito dove darsi battaglia a bordo dei più disparati mezzi motoristici. Come al solito ci toccherà prendere possesso del primo sconosciuto di turno, personalizzabile grazie ad alcuni modelli selezionabili all’inizio dell’avventura, che dovrà guadagnarsi notorietà e rispetto a suon di vittorie e like.

Avete capito bene: like. Questo secondo capitolo abbraccia appieno alcune meccaniche da classico social network, in cui ogni vostra azione dovrà avere come unico scopo racimolare quanti più fan possibili. Aumentare il numero di fan non porterà solo all’essere riconosciuti per strada, ma garantirà l’accesso ad alcune opzioni e modifiche, precluse durante questa closed beta. The Crew 2 prende quanto di buono fatto vedere dal primo capitolo, DLC inclusi, e riesce a portarlo al livello superiore.

Gli oltre ducento veicoli pilotabili saranno divisi in quattro grandi categorie, ciascuna divisa a sua volta in altre specifiche sotto-categorie. Street Race, Freestyle, Off Road e le gare acquatiche saranno le quattro discipline principali in cui verranno suddivisi tutti gli eventi che ci toccherà fronteggiare. L’affrontare eventi di una particolare disciplina porterà inevitabilmente il giocatore a guidare veicoli particolari come motoscafi, monster truck e aereoplani acrobatici. La più grande innovazione riguarda proprio l’introduzione dei mezzi acquatici e degli aeroplani che, grazie anche a un sistema di guida semplice e immediato, riuscirà a regalare sessioni di puro divertimento.

L’esplorazione di tutto il territorio americano rimane come sempre uno degli aspetti per cui bisognerebbe giocare a questo titolo. La riproduzione abbastanza fedele delle principali location statunitensi e la possibilità di creare veri e propri itinerari per raggiungere le più famose cittadine americane rappresenta, come per il precedente capitolo, l’aspetto più riuscito di questa produzione. A migliorarne l’esperienza ci penserà anche la maggior ampiezza dei corsi d’acqua e delle catene montuose poiché adesso, grazie proprio alla presenza di aerei e motoscafi, sarà possibile esplorare per filo e per segno ogni anfratto della mappa di gioco. Chicca finale per rendere veloce e immediata l’esplorazione, oltre alla velocità dei caricamenti, dobbiamo segnalare la possibilità, come in occasione della prima gara che ci troveremo ad affrontare, di switchare velocemente tra mezzo aereo, acquatico e stradale con la pressione di un semplice tasto.

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