Ayo the Clown – Recensione

Sviluppatore: Cloud M1 Publisher: eastasiasoft Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS5) Genere: Azione Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 19,99 €

I platform sono sempre dei grandi classici nel panorama dei videogiochi. Riescono sempre a intrattenere, chi con meccaniche mai viste prima, chi con personaggi carismatici. Alcuni sono cupi, altri pieni di gioia, alcuni ancora si ispirano al passato. I protagonisti sono dei più vari, con animali come in Marsupilami: Hoobadventure, o con piccoli eroi come i PJ Masks. Ayo the Clown è diverso, utilizzando un piccolo e abile circense come protagonista dell’avventura oggetto della nostra recensione.

Ayo the Clown -  Recensione

Scusi, ha per caso visto il mio cane?

Ayo vive in una cittadina tranquilla. Accompagnato da Bo, il suo cane circense, Ayo fa il giocoliere nel parco, gironzola per la fiera e spasima per la nipote del calzolaio. Poi, un giorno, Bo scompare misteriosamente e Ayo sente il mondo crollargli addosso. Con questo incipit inizia la nostra avventura con il simpatico Ayo. Poche sono le informazioni su di lui, è probabilmente un bambino o un giovane adulto e non teme nulla pur di trovare il suo amato cagnolino.

Sviluppato da Cloud M1, ci troveremo in una notte buia e tempestosa, in cui dovremo accompagnare il piccolo clown per le strade. Nessuna abilità ci accompagna, nemmeno il semplice salto. Questa è una caratteristica peculiare, ossia quella del fornire al giocatore passo passo quello che è necessario. Potremo superare i dislivelli mediante interruttori o piattaforme mobili, oppure grazie a piccole rane elastiche.

Una volta appresa l’abilità del salto, le cose diventeranno sempre più complesse. Otterremo le prime, simpaticissime, armi. Una spada realizzata con un palloncino, ad esempio. O un gavettone. Nonostante l’apparente inutilità e inoffensività, queste hanno comunque uno scopo ben preciso.

Ayo the Clown -  Recensione

Tanti amici sulla mia strada

I livelli che compongono i vari mondi di gioco sono costellati da personaggi secondari, di proporzione minuta, che possono fornirci aiuti, missioni o abilità. Sarà così che impareremo a tirare testate, ad esempio. Queste potranno servire per rompere certi oggetti e per infilare nel terreno alcune carote che sbloccano dei passaggi secondari. Come è facile supporre, le carote si trovano in campagna. Ogni mondo è infatti a tema. Ci sarà un mondo fatto di palloncini, uno ambientato in campagna, uno anche nella giungla, ma non solo. E ognuno di questi, nella sua piccola sfera, racchiude un lavoro certosino, coordinato e ben amalgamato.

Nel livello campestre potremo vedere maiali, sacchi di farina e galline che ci metteranno i bastoni tra le ruote. Nella giungla vermi e scimmie, mentre nel mondo dei palloncini saremo ostacolati da piccole entità zompettanti. Ma non mancano gli alieni e molti altri simpatici nemici che strapperanno più di qualche sorriso.

Ayo the Clown -  Recensione

Dolce, bello e rilassante

Al netto degli aspetti oggettivi, quello che colpisce principalmente di Ayo the Clown è la sua vena spensierata, gioviale e carica di emozioni infantili. Il gioco è infatti rivolto principalmente a un pubblico di giovani, data anche la tendenziale facilità alla difficoltà minore. Tuttavia, anche un adulto potrà trovare ampio spazio per vivere una avventura senza troppe meccaniche, senza particolari frustrazioni e solo per il gusto di giocare.

Il level design è basilare, con salti, interruttori e piattaforme da scalare. Saranno quasi sempre presenti due o più strade da seguire, una più immediata e l’altra più impegnativa. I livelli sono costellati di gemme di vario colore, le quali verranno anche fornite in seguito all’eliminazione dei nemici. Non mancheranno vite extra, collezionabili di vario tipo e bauli dai quali raccogliere ricchi premi.

Alcuni livelli saranno sorprendenti e ribalteranno la certezza di doversi muovere sempre verso destra. Sfruttare la verticalità capita spesso nei platform, ma mai ci è capitato di percorrere una sezione intera attaccati a un palloncino, con il dubbio costante di aver scelto il lato giusto dello schermo. Allo stesso modo, la giungla è fortemente votata alla scalata delle liane che scendono e che, in base ai nemici su di esse poggiati, obbligano un continuo susseguirsi di salti da misurare con attenzione.

Piano, banjo e flauto

Le musiche di sottofondo e gli elementi sonori rispecchiano e traducono in piccoli piaceri uditivi quello che la vista offre. È chiaro l’intento di creare una coordinazione e un amalgama che restituisca una esperienza di qualità, pur nella sua semplicità. Nelle ore di gioco in compagnia di Ayo non abbiamo mai trovato sostanzialmente nulla fuori posto, anzi.

Alcune sezioni d’intermezzo narreranno parte della storia con l’ausilio d’immagini dipinte ad acquerello, voce narrante in lingua inglese e traduzione scritta in italiano. Anche i vari personaggi secondari godono di questa particolarità, infatti non ci sarà nessuna difficoltà data dalle barriere linguistiche. L’assenza di voci durante il gioco e di doppiaggio in lingua italiana è perfettamente compensata dalle parti scritte.

Trofeisticamente parlando: verso un gioioso e semplice Platino

La lista trofei di Ayo the Clown è basata sul prosieguo della storia. Non serviranno infatti imprese mirabolanti ma semplicemente completare la storia e sconfiggere i vari boss che ci si presenteranno davanti. Si tratta di un platino automatico rispetto al gioco e, per una volta, siamo felici che sia così. I cacciatori di trofei possono quindi dedicarsi interamente al gioco, senza pensare a troppe faccende o a dover utilizzare particolari artifizi.

VERDETTO

Ayo the Clown è un platform ispirato, bello, simpatico e alla portata di tutti. Dotato di uno schema comandi di facile utilizzo, con livelli basilari ma che richiedono una piccola capacità di analisi degli stessi, è un acquisto praticamente obbligato per gli amanti dei platform. Le atmosfere dolci, date da un tema fanciullesco, lo rendono una esperienza che non può lasciare delusi.

Guida ai Voti

Andrea Pasqualin
Nato e cresciuto tra benzina e gasolio, è il classico "petrolhead". Appassionato di tutto quello che corre e vola, sta vivendo il suo sogno scrivendo di videogiochi e pensandoci dalla mattina alla sera. Nei momenti liberi guida la sua moto supersportiva e si diverte a spaventare le vecchiette ai semafori.