Digimon Survive – Recensione

Sviluppatore: Hyde Inc. Publisher: Bandai Namco Piattaforma: PS4 Genere: Visual Novel Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 49,99€ Italiano:

A distanza di quattro anni dal suo annuncio, Digimon Survive ha visto finalmente la luce ed è protagonista della nostra recensione. Il nuovo titolo dedicato ai Digital Monsters non ha però avuto vita facile. Progettato come un videogioco indie, pian piano ha subito svariati rinvii. Infine, è diventato un prodotto molto diverso da quello che si era auspicato inizialmente. Secondo le prime informazioni del tempo infatti, il titolo doveva essere un RPG tattico con elementi survival. Ciò che doveva essere molto simile alla serie XCOM, con il tempo ha preso la forma di una visual novel con combattimenti tattici a turni che arriva su PlayStation. Scoprite con noi se la scelta di Bandai Namco è stata vincente.

Cambio stile anche questa volta!

A differenza dei videogiochi della serie Pokémon, realizzati da Game Freak, quelli basati sui Digimon non hanno mai avuto un vero e proprio stile di gioco. Tra i tanti cambi, la serie ha infatti peccato di continuità nel tempo. Dopo il primo Digimon World, uscito nel 1999 su PlayStation sono uscite parecchie produzioni interessanti più o meno interessanti. Tra queste impossibile non citare l’apprezzato Digimon Story: Cyber Sleuth.

Con cadenza quasi annuale, abbiamo quindi potuto sperimentare diverse visioni che gli sviluppatori hanno voluto dare a Digiworld. Giochi di carte, simulatori di guida, rumble arena, e vari tipi di GdR. Tutti hanno provato dare alla trasposizione della serie animata quell’identità che al giorno d’oggi ancora non ha. Siamo così arrivati nel 2022, ed è arrivato il momento di cambiare ulteriormente genere, sperimentando qualcosa che timidamente si è visto in Occidente. Stiamo parlando, come anticipato, di una visual novel.

Digimon Survive propone uno stile di gioco decisamente di nicchia. L’avventura è basata sull’interazione fra personaggi, con sezioni di gameplay ridotte all’osso. Presenti invece un’impressionante mole di linee di testo da leggere e scelte da compiere, con solo una piccola percentuale (stiamo parlando di un rapporto 70-30%) di battaglie tattiche.

Catapultati a Digiworld

Come gli appassionati della serie sapranno, i nostri protagonisti si ritrovano all’improvviso catapultati in un nuovo mondo digitale popolato a strane creature chiamate Digimon. Per riuscire a tornare a casa, bisognerà sconfiggere il cattivo di turno, il quale sta puntualmente mettendo a soqquadro tutto il mondo digitale, chiamato Digiworld.

La trama di Digimon Survive non si discosta moltissimo dallo stile narrativo tipo della serie. Il nostro protagonista, Takuma Momozuka (con gli immancabili occhiali da motociclista) si ritroverà insieme ai suoi compagni di scuola a indagare su strani fenomeni ambientali durante una gita scolastica estiva. Tali fenomeni, che i cittadini additavano a dei demoni, in realtà sono dovuti a un collegamento fra il mondo reale e Digiworld. Ovviamente il nostro protagonista si ritrova nel posto sbagliato al momento sbagliato: una volta raggiunto un tempio, verrà catapultato nella versione alternativa della struttura, popolato da strane creature che lo attendevano da tempo.

Io parlo, tu parli, egli combatte

Data la sua natura, Digimon Survive si prende tutto il tempo per narrare il corso degli eventi. Dimenticatevi quindi open world e battaglie casuali: ogni singola cosa accade per un motivo e secondo scelta degli sviluppatori, salvo una maggiore (seppur ridotta) libertà verso la fine. L’unica variabile sta nel rapporto fra i personaggi, che muterà con il tempo grazie alle nostre scelte, e che potrà essere decisivo in alcuni momenti chiave. Proprio come da tradizione delle visual novel, anche in Digimon Survive interagiremo esclusivamente con i personaggi per cominciare un dialogo o raramente con l’ambiente per cercare degli indizi. Il resto del gioco è costellato di linee di testo da leggere, elemento che ovviamente può affascinare oppure annoiare.

In tutto questo, non abbiamo ancora parlato delle battaglie, che hanno reso famosa la serie Digimon. Proposte con il classico stile dei giochi tattici, potremo schierare fino a un massimo di sei mostri su una scacchiera. Una volta collocati, si avrà la possibilità di muoverli, attaccare e difendere. I Digimon sono presenti in quantità relativamente limitata: se ne contano giusto un centinaio compresi quelli più famosi. Le digievoluzioni, altro cavallo di battaglia della serie, si potranno invece attivare direttamente in battaglia. Queste saranno però influenzate dai punti karma, che si otterranno compiendo determinate azioni durante i dialoghi.

Le trasformazioni si basano, in maniera innovativa e alquanto furba, su moralità, armonia e rabbia. Agumon per esempio potrà digievolvere in Greymon (moralità) Tyrannomon (ira) o Tuskmon (armonia), qualora una delle statistiche precedente sia più alta delle altre. Tutto molto bello e perfettamente miscelato con le meccaniche da visual novel, anche se i fan più sfegatati potrebbero storcere il naso per alcune scelte. La difficoltà generale dei combattimenti invece è tarata un po’ troppo verso il basso. Nella nostra prova, difficilmente siamo usciti sconfitti e quasi mai abbiamo avuto quella sensazione di non potercela fare durante una lunga battaglia.

Questione di anime

A livello tecnico, Digimon Survive è realizzato con cura e dedizione. La grafica si divide in due stili distinti tra loro. Il giocatore passerà infatti la maggior parte del suo tempo nelle schermate di dialogo, dove vedrà i personaggi interagire fra loro. Qui, in pieno stile visual novel, avremo gli sprite dei personaggi, realizzati con splendidi disegni, accompagnati dalla grande mole di dialoghi. I menù di gioco sono molto intuitivi e ordinati ed è quasi impossibile fare confusione. In alcuni punti il racconto verrà mostrato come un anime, scelta azzeccatissima per aumentare l’immersività del giocatore.

Il rovescio della medaglia si ha sul campo di battaglia, dove lo stile cambia drasticamente. Gli scontri ci mostrano un’ottima grafica in 2.5D con visuale isometrica. Qui i Digimon sono molto dettagliati e vantano animazioni davvero credibili, tanto da far rimpiangere l’assenza di un maggior numero di scontri. Ottima anche la componente audio, che propone musiche di sottofondo armoniose e mai invadenti, salvo poi animarsi durante le lotte tra Digimon. Interessante anche il doppiaggio, sfortunatamente solo in lingua giapponese. Vincente invece la scelta di localizzare il gioco interamente in italiano, permettendo così a tutti gli appassionati di Digimon di godere appieno della splendida trama, di cui non vi abbiamo volutamente svelato troppo.

Trofeisticamente parlando: bronzo digievolve… Platino!

Quarantasei trofei divisi in trentaquattro bronzi, otto argento tre ori e l’immancabile Platino. Questo il conteggio delle coppe di Digimon Survive. Il completamento della lista non è assolutamente un’impresa impossibile, ma richiederà un po’ di tempo. Portare a livello mega alcuni Digimon e incontrare tutti i mostri presenti nel gioco sono infatti sfide che obbligheranno a qualche sforzo aggiuntivo. I trofei legati alla storia invece si sbloccheranno dopo aver sconfitto i boss e proseguendo con l’avventura, dunque ordinaria amministrazione per ogni cacciatore che si rispetti.

VERDETTO

Digimon Survive è una visual novel piacevole e molto divertente. Gli sviluppatori hanno tentato l'azzardo, puntando su meccaniche di gioco che in Occidente faticano a decollare: superata la fase iniziale di smarrimento, questa nuova avventura riesce però a conquistare quasi come se fosse una serie animata nuova di zecca. I combattimenti probabilmente restano la nota dolente del pacchetto, in quanto potevano essere gestiti meglio sul lato difficoltà. La quantità ridotta degli scontri, inoltre, potrebbe far storcere il naso ai fan che non vedevano l'ora di vedere i propri Digimon preferiti darsi battaglia. Anche così, comunque, Digimon Survive resta un prodotto consigliatissimo a tutti gli appassionati della serie. Se poi siete degli amanti delle visual novel, non fatevi scrupoli ad alzare di un punto pieno il nostro voto.

Guida ai Voti

Gianfrancesco Maturo
Fin da piccolo ho sempre avuto una curiosità immane per i videogiochi. Nel 1999 ho ricevuto come regalo di compleanno (dopo vari capricci) la mia prima PlayStation. Sono passati gli anni, sono passate le generazioni, ma la passione è sempre qui, e probabilmente mi accompagnerà ancora a lungo.