El Hijo: A Wild West Tale – Recensione

Sviluppatore: Honig Studios Publisher: Handy Games Piattaforma: PS4 Genere: Stealth Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 19,99 €

“Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, quello con la pistola è un uomo morto. Avevi detto così. Vediamo se è vero. Raccogli il fucile, carica e spara.”
– Per un pugno di dollari

Iniziare questa recensione con una delle frasi più famose prese dalla filmografia di genere western era quasi d’obbligo. Certo, in El Hijo non impersoneremo Joe, non avremo pistole, fucili o il carisma di Clint Eastwood, ma avremo una fionda, vari trucchetti e un bambino molto coraggioso. Sviluppato da Honig Studios, in El Hijo ci ritroveremo appunto nel vecchio e selvaggio West, abitato da tantissimi cattivoni e altrettanta gente onesta, soggiogata dai malvagi. A prendere le loro difese ci saranno un bambino e sua madre, che con grande maestria nell’uso della furtività e trucchetti vari, si dovranno muovere tra deserti desolati e villaggi rurali salvando innocenti e sabotando i piani di questi banditi. Mettetevi comodi quindi, oggi vi racconteremo la storia di El Hijo!

Per un pugno di dollari

La storia inizia con il piccolo protagonista, che giocando insieme alla madre, insegnerà ai giocatori le basi della furtività e dei comandi del titolo. I due si allontaneranno dalla loro casa e al ritorno la troveranno in fiamme a causa dei banditi locali. El Hijo è assolutamente un titolo non violento, ma probabilmente i banditi non avevano ben chiaro in mente il fatto di non dover far innervosire una madre single. Portato il piccolo al sicuro in un monastero, la donna inizierà il suo percorso verso la vendetta, con il giovanissimo protagonista pronto a evadere dalla custodia dei monaci per dare man forte alla madre.

Tutto il gioco è caratterizzato dalla non presenza di dialoghi ma lo storytelling sarà di egregia fattura, con animazioni e disegni ben fatti e che faranno scorrere tranquillamente i filmati. Gli unici momenti di approccio verso altri personaggi saranno quelli in cui si salveranno i bambini imprigionati, “ispirandoli” e facendoli ribellare alla routine imposta dai cattivi di turno. Una simpatica distrazione alla suspense che si creerà durante i vari di livelli di gioco dove i giocatori saranno impegnati a non farsi scoprire. Sam Fisher sarebbe veramente orgoglioso.

Per qualche dollaro in più

Come dicevamo nel paragrafo precedente, tutti i livelli del gioco saranno basati su meccaniche stealth, in cui l’obiettivo sarà completare varie azioni o semplicemente arrivare in un punto prestabilito della mappa per fuggire indisturbato. Purtroppo non ci sarà modo di attuare varie tattiche per superare i livelli, lo schema da seguire sarà lo stesso per ogni giocatore, ma sicuramente non tutti troveranno semplice l’attraversare ogni livello senza farsi scoprire.

I nemici avranno dei percorsi fissi, qualcuno varierà nelle azioni e inizierà a controllare i vari nascondigli, ma con un po’ di visione dall’alto e lo schema ben fisso in mente sicuramente si avanzerà senza molti problemi. Una piccola variazione al semplice raggiungimento del goal sarà quella di salvare i bambini imprigionati, che lasceranno al giocatore oggetti e gadget che potranno semplificargli la vita. Menzione d’onore alla meccanica di luce e ombra che i più ferrati del genere non potranno non amare, ricordando i vecchi tempi passati tra le fila di Third Echelon insieme al buon Sam Fisher.

I comandi, seppur molto semplici, alle volte faranno dei capricci, con un input lag non da poco e che vi lascerà in balia dei nemici che, una volta inquadrato il bersaglio, inizieranno a inseguire il giovane protagonista fino a catturarlo, salvo che i giocatori non siano rapidi nel dileguarsi. Non un problema che possa influire negativamente sull’esperienza di gioco, ma comunque qualcosa a cui gli sviluppatori potevano dare un maggior riguardo.

Il buono, il brutto e il cattivo

Per chiunque cerchi un titolo con del carattere, non semplicissimo e che possa divertire senza molti fronzoli, El Hijo è probabilmente ciò che fa a caso di quel tipo di videogiocatore. Se si è anche amanti dello stealth sono garantite ore e ore di panico per cercare di capire come affrontare anche la situazione più rischiosa senza far scattare nessun allarme. Con una durata media di sei ore, El Hijo potrebbe offrirne anche il doppio per i completisti e i veri veterani del genere.

Sorvolando il problema con l’input lag dei comandi, il gioco è capace di offrire veramente momenti altissimi, con una qualità audio/video veramente eccezionale e che sicuramente gli amanti dell’animazione apprezzeranno. La difficoltà media del titolo non sarà semplicissima, alcuni livelli daranno filo da torcere anche ai più navigati, portando i giocatori a ripetere più e più volte un dato momento di gioco per cercare di superare quella sezione ostica di cui non si ha ancora ben chiaro lo schema.

Sicuramente un ottimo lavoro per gli sviluppatori di Honig Studios, che hanno dato nuova linfa vitale a un genere ambientato in un periodo storico non amato da tutti, con delle buone idee e tanta voglia di fare.

Trofeisticamente parlando: il Platino più veloce del West

El Hijo conterà ben ventitré trofei, compreso il tanto amato Platino. Puntare alla coppa non sarà un’impresa così ardua, a patto che il buon cacciatore di trofei abbia pazienza e voglia di rigiocare i livelli per completarli senza farsi mai vedere da nessun nemico. Oltre ciò, non ci sarà altro da fare che salvare tutti i bambini e competere con i vari trofei di miscellanea, poi potrete sfoggiare una nuova e scintillante coppa di Platino nella vostra bacheca trofei. Ding!

VERDETTO

El Hijo: A Wild West Tale è una piccola perla stealth che accompagnerà e metterà alla prova il videogiocatore attraverso ventinove livelli. Sorvolando sui piccoli problemi di input lag dei comandi, il gioco divertirà i giocatori anche non veterani del genere. Insieme a un comparto audio/video di egregia fattura, passare un paio di ore insieme ai due protagonisti potrebbe essere una bella variazione ai classici titoli a cui si è abituati a giocare. Sam Fisher approverà sicuramente.

Guida ai Voti

Raffaele Verde
Cresciuto a pane e videogiochi, mastica qualsiasi genere videoludico che non sia sportivo. Lettore di fumetti. Fa il cuoco e studia lingue straniere!