Encodya – Recensione

Sviluppatore: Chaosmonger Studio e Nicola Piovesan Publisher: Assemble Entertainment Piattaforma: PS4 Genere: Avventura Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 29,99 € Italiano:

A meno di un anno dall’uscita su PC, finalmente anche i videogiocatori su console possono giocare questa splendida avventura grafica di Chaosmonger Studio e Nicola Piovesan. Encodya è tutto quello che un amante delle avventure grafiche cerca da un prodotto di questo genere. Lo analizziamo insieme, fra pregi e difetti.

He’s a pig!

Rumpf ha trasformato Neo Berlino in una città grigia e triste per costringere gli abitanti a perdere il contatto con il mondo reale in favore del più comodo cyberspazio. Un modo come un altro per mantenere alti i consensi e avere il controllo sui cittadini. Badate bene, l’assonanza fra il nome del sindaco di Neo Berlino e quella di un personaggio realmente esistito sulla scena politica degli ultimi anni non è casuale.

E’ il 2062 e Tina, orfana di padre e di madre, ha nove anni. A Neo Berlino è un giorno come un altro in cui la protagonista deve lottare per ripararsi dalle intemperie e per trovare del cibo commestibile. Fortunatamente al suo fianco c’è SAM-53, un fidato robot che si prende cura di lei fin dalla nascita e con cui la bambina ha stabilito un rapporto davvero speciale. SAM-53 è anche custode del destino di Tina, programmato per esserle rivelato al compimento del decimo anno di età.

Encodya, dunque, da tipica avventura grafica punta a raccontare una trama ben definita. Nelle circa otto ore necessarie per portarlo a termine, il gioco affronterà tematiche importanti ma sempre cercando di strapparci un sorriso. Le innumerevoli citazioni alle avventure da cui prende ispirazione, poi, sono un ulteriore gioia per chi è cresciuto con questo genere.

Sa bene cosa vuole essere

Encodya non inventa nulla di nuovo. Sa bene da quale genere attingere e a quali produzioni ispirarsi. E’ una chiara lettera d’amore alle avventure LucasArts degli anni Novanta ma anche a tante altre perle uscite in quel periodo d’oro per le avventure grafiche.

Il gameplay è praticamente quello, ma con qualche variazione specifica. La prima cosa che salterà all’occhio sarà la possibilità di muoversi impersonando sia Tina che SAM-53; premendo uno dei dorsali del pad, infatti, scambieremo rapidamente il personaggio da controllare. Questo sarà utile in certi casi (ma non troppe volte) per scoprire delle interazioni specifiche e risolvere certi enigmi. SAM, per esempio, sarà utile per interfacciarsi con altri robot o per intraprendere conversazioni di un certo tipo. Allo stesso tempo, tutti gli oggetti potranno essere utilizzati da entrambi i personaggi (l’inventario è condiviso), ma alcuni di questi avranno efficacia solo con SAM o con Tina.

Ti serve questo? Cosa mi dai in cambio?

Come da tradizione, giocare consiste sostanzialmente nel portare a termine task funzionali all’avanzamento. Per fare un esempio concreto, un robot può fornirci olio per gli ingranaggi di SAM-53 ma in cambio ha bisogno di un nuovo banco di ram. A quel punto parte la fatidica domanda: quale personaggio che abbiamo incontrato può aiutarci? Via con la ricerca!

Il backtracking, però, non è eccessivo. Le ambientazioni sono facili da ricordare e i personaggi importanti solo una manciata. Il tutto è messo insieme molto bene e seguendo una logica ben precisa che quasi mai vi metterà in difficoltà con enigmi assurdi. Tuttavia, Encodya non vuole essere un’avventura guidata come quelle un po’ più moderne, ispirandosi anche sul fattore difficoltà ai capisaldi del genere. All’inizio del gioco avremo subito la possibilità di scegliere due tipi di difficoltà (in stile Monkey Island per intenderci): con la difficoltà più facile avremo la vita più semplice, potendo chiedere anche suggerimenti a SAM-53; con la più difficile ci imbatteremo in una sfida totale alla ricerca di oggetti chiave e azioni fondamentali per proseguire.

Un grave difetto

In questo senso è utile riprendere un discorso che, poi, sfocia anche in una discussione sulla realizzazione del porting su console. Spesso, verremo messi in condizione di fare pixel hunting, ovvero di scandire ogni angolo dello schermo per cercare delle azioni o degli oggetti fondamentali. Purtroppo, il modo in cui sono stati implementati i controlli sulla versione console non permette di essere davvero precisi durante queste azioni. I punti di interesse appaiono come pop-up quando ci si muove nei loro paraggi, ma il sistema è impreciso e spesso è davvero difficile beccare una determinata azione.

Graficamente la versione PlayStation 4 di Encodya è molto meno pulita della versione PC, ma è comunque godibilissima. Gli scenari di Neo-Berlino sono suggestivi e trasmettono una vera atmosfera cyberpunk grazie anche alle musiche, davvero azzeccatissime. Per quanto riguarda la localizzazione, Encodya vanta i sottotitoli in italiano.

Trofeisticamente parlando: il Platino si è perso nel cyberspazio

Sfortunatamente, Encodya dal punto di vista dei trofei delude i cacciatori con l’assenza del trofeo di Platino. E’ presente solo un 100% che, tra le altre cose, ci chiederà di terminare il gioco senza usare suggerimenti e una speedrun da meno di quattro ore. Sono presenti anche trofei mancabili che riguardano azioni facoltative. Sul nostro forum l’elenco completo.

VERDETTO

Avremmo dato un nove senza troppi dubbi a Encodya ma non possiamo sorvolare sull'implementazione dei controlli, che risultano un pelo troppo imprecisi per un titolo di questo genere. Tuttavia, un difetto su innumerevoli pregi non deve farvi rinunciare a una delle avventure grafiche più belle degli ultimi anni. Oro colato per chi cerca una bella storia e un bel po' di enigmi da risolvere.

Guida ai Voti

Salvatore Terlizzi
Scopre i videogiochi con Monkey Island e Indiana Jones, per poi rimanere legato a vita al genere delle avventure grafiche. Grazie a PlayStationBit scopre, quasi per caso, la serie Yakuza e finisce per innamorarsene. Ha ancora l'immenso piacere di farsi sorprendere da un settore in continua evoluzione. Ehi guarda laggiù! Sisi, c'è una scimmia a tre teste...