Punto primo: siamo un sito di videogiochi, dunque non pubblicheremo la recensione, in senso stretto, di un libro. Punto secondo: spesso, anche se non sempre, le valutazioni su un testo non comportano degli articoli sullo stile di ciò che si potrebbe attendere un videogiocatore medio da una recensione. Niente voto, tanto per cominciare. Perché I promessi sposi con metascore pari a 100/100 non si può sentire. Dunque, in un certo senso, la recensione di un libro la pubblichiamo. Vattelapesca.

Pronto giocatore uno

Il titolo del paragrafo fa riferimento al fatto che da più parti, non del tutto a torto, si legge che il libro in questione è una sorta di Ready Player One (romanzo di Ernest Cline da cui Steven Spielberg ha tratto il noto film) italiano. Ma, a scanso di equivoci, ribadiamo subito che tra le due opere non c’è alcun collegamento. Intermundia Genesis è invece l’opera prima, e finora unica, del trentenne Giorgio Catania, attualmente in forza in quel di AESVI, la nota associazione che, tra le altre cose, promuove Milan Games Week e Italian Game Awards (il vecchio Drago D’Oro). Intermundia Genesis è però anche il primo tassello della più classica delle trilogie fantasy, almeno nei piani attuali; il perché è presto detto. Genesis costituisce il mondo fantasy di Intermundia, con spade, goblin, maghi e quant’altro; Exodus, il secondo mondo, strizza invece l’occhio alla fantascienza; Apocalypsis, come facilmente intuibile, è una landa desolata in cui il più forte schiaccia il più debole. Ma che cos’è Intermundia?

Intermundia è il gioco in realtà virtuale più famoso del momento, in un futuro lontano ma non troppo – ci troviamo nel 2031. E’ il Fortnite del domani con il supporto alla realtà virtuale, almeno a numeri, potremmo dire, anche se, a livello di quello che chiameremmo il gameplay, ci troviamo praticamente in un gioco di ruolo. Il protagonista, Mar, è uno dei giocatori più forti del globo, in virtù delle innumerevoli ore passate sopra Intermundia. E anche del suo talento, per carità. Questo nel virtuale, perché poi, nella dura realtà, è “solo” un commesso di un negozio di elettronica.

Fatto sta che il nostro, nonostante l’ossatura di Intermundia spinga verso un approccio multigiocatore, preferisce cavarsela da solo. Ha sempre fatto così, o quasi. Fino a che non ci rimane secco. Tempo di respawnare e le peripezie subiranno una brusca accelerata, perché un major update è stato da poco rilasciato, ma qualcosa sembra non quadrare. Qualcuno ha sfruttato un bug e ne sta combinando di ogni; e per capire cosa sta succedendo, non potrete fare altro che darvi alla lettura.

Lettura che si rivela piuttosto leggera a livello di contenuti e forma (salvo qualche leziosismo che stona parecchio con tutto il resto del libro), un po’ meno a livello di mole visto che, tra una cosa e l’altra, ci attestiamo sulle trecento pagine. Alcune pagine sono impreziosite dalle bellissime illustrazioni realizzate da Stefano Manieri, così riuscite che ci è dispiaciuto vederne solo una manciata, e nemmeno come inserto in carta fotografica; visto che si tratta di un videogioco trasformato in un libro, o quasi, inserirne di più non avrebbe certo stonato.