Intrepid Izzy – Recensione Speedrun

Sviluppatore: Senile Team Publisher: Ratalaika Games Piattaforma: PS5 (disponibile anche per PS4) Genere: Platform Giocatori: 1 PEGI: 7 Prezzo: 10,99 € Italiano:

Siamo andati all’avventura con Intrepid Izzy per una recensione Speedrun del titolo di Senile Team. I creatori di Beats of Rage and Rush Rush Rally, in collaborazione con Ratalaika Games, propongono agli appassionati un platform bidimensionale con meccaniche beat’em up. Avventuratevi con noi in questo mondo per scoprire quale minacce attendono la nostra eroina.

Dai finanziamenti alle console

Nonostante il supporto di un marchio noto come quello di Ratalaika Games, Intrepid Izzy è un gioco nato da una campagna crowdfunding. Nel lontano 2017 i ragazzi di Senile Team hanno infatti avviato la ricerca di fondi su Kickstarter, attirando l’interesse di oltre quattrocento giocatori. L’idea era quella di creare un platform in grado di mischiare classico e moderno.

Nasce così Intrepid Izzy, un titolo dalla trama semplice e dalle meccaniche immediate. I giocatori interpretano (ovviamente) la giovane Izzy, una ragazza intrepida intenta a esplorare un mondo colorato e pieno di nemici. Lo scopo del girovagare è quello di fermare una malvagia entità, liberata dalla stessa Izzy a seguito dell’apertura di un forziere. Si dovranno inoltre soddisfare le richieste degli abitanti del villaggio, desiderosi di ottenere una serie di oggetti particolari. Dall’aglio per il capitano alla tromba per l’uomo cetriolo: tutto è focalizzato a spingere il giocatore a muoversi nelle varie aree.

Si passa così senza soluzione di continuità da grotte claustrofobiche a zone spettrali, arrivando persino in un’area ispirata all’Antica Grecia. Durante il suo peregrinare, Izzy potrà anche attivare degli specchi magici per teletrasportarsi rapidamente da una zona all’altra e fare di tanto in tanto ritorno ad Awesometown, la città in cui vive anche la protagonista. Questa fa anche da hub principale, permettendo di migliorare la salute, curarsi investendo denaro e cambiare costume.

Come avviene in tanti platform sui generis, infatti, nel corso dell’avventura Izzy acquisirà capi di vestiario in grado di darle poteri speciali. Con l’abito da scoiattolo si potrà planare, con quello da vampiro trasformarsi in pipistrello e così via. Ogni travestimento permetterà di risolvere piccoli enigmi ambientali e superare aree altrimenti inaccessibili. Il backtracking si rivelerà quindi fondamentale per terminare l’avventura e scoprire ogni segreto.

Meniamo le mani

Quando non ci porta tra piattaforme mobili e buche piene di punte, Intrepid Izzy offre ai giocatori una serie di nemici da abbattere a suon di pugni e calci. Le mappe sono infatti costellate di mostri da eliminare, pronti a farci la pelle se saremo troppo disattenti o impavidi. Dagli scorpioni ai funghi velenosi, passando per scheletri, pipistrelli e tanti altri avversari. La varietà è più che ottima, così come la tematizzazione dei mostri che si affronteranno. Tutto si sublima poi nelle battaglie con i boss: grossi, cattivi e con una lunga lifebar. Per abbatterli sarà necessario memorizzare al meglio i (pochi) pattern d’attacco e fare un po’ di trial and error. Un peccato non si sia investito maggiormente sui combattimenti, legati perlopiù al mash-up sul tasto di attacco.

Come è facilmente deducibile, Intrepid Izzy non offre nessun elemento particolarmente innovativo. Nonostante questo, fa più che bene quello per cui è stato progettato. Le ambientazioni sono variegate, molto stratificate e piene di segreti. I nemici nel contempo fanno da giusto diversivo, mantenendo sempre alta l’attenzione, complice anche il numero limitato di vite (tre inizialmente, aumentabili proseguendo nell’avventura). Tutto è ben confezionato, anche grazie a una grafica che non si fossilizza sull’ormai intollerabile pixel art ma propone piuttosto uno stile in cel shading con personaggi e ambientazioni realizzate a mano.

Tutto restituisce una squisita sensazione retro, senza però realizzare una replica di grafiche obsolete ma sfruttando piuttosto la potenza delle nuove console. In maniera simile a quanto fatto dal recente Streets of Rage e altri titoli simili, anche Intrepid Izzy riesce a portare una ventata di freschezza nel genere. Questo anche grazie agli sforzi di Roel van Mastbergen, responsabile di disegni, illustrazioni e programmazione. La colonna sonora è altrettanto apprezzabile, realizzata da Ben Kurotoshiro.

Abbiamo davvero apprezzato le scelte di Senile Team, così come ci è piaciuta la realizzazione tecnica del gioco. Anche nei momenti più concitati i rallentamenti sono stati solo occasionali, garantendo la giusta fluidità sia nelle sezioni platform che nei combattimenti. Proprio sulle piattaforme abbiamo apprezzato la precisione dei comandi, che evitano una frustrazione eccessiva. Discreta infine la longevità: dalle tre alle cinque ore per completare la campagna sono forse un po’ risicate. Considerato anche il prezzo finale dell’opera, probabilmente si poteva fare qualcosa di più.

Trofeisticamente parlando: dall’inizio alla fine

La lista trofei di Intrepid Izzy è incredibilmente lineare: ventisei coppe, da sbloccare sostanzialmente proseguendo nella campagna. Oltre a trovare tutti i costumi bisognerà abbattere i boss, raccogliere tutti i frammenti di cuore e collezionare monete e uccisioni di nemici. La curva di difficoltà è davvero bassa, dunque anche se siete digiuni di platform non dovreste avere problemi a ottenere il Platino in una manciata di ore.

VERDETTO

Non vi nascondiamo che Intrepid Izzy ci ha piacevolmente sorpresi. L'etichetta di Ratalaika è tristemente legata a prodotti dalla realizzazione molto basilare, conditi da un Platino facile per ingolosire i cacciatori. L'opera di Senile Team non si limita invece al compitino, proponendo un gameplay semplice ma divertente condito da una grafica accattivante e da tanti poteri per risolvere enigmi ambientali. Il combat system non è dei più vari e il gioco soffre di una certa ripetitività di fondo. Nonostante questi problemi e una longevità non eccelsa, però, Intrepid Izzy riuscirà a intrattenervi per qualche ora, offrendo una sfida non esageratamente complessa adatta a qualsiasi tipo di giocatore.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.