La BitMacchina del tempo – Resident Evil 2

Tabula rasa

Il nostro viaggio prosegue e arriva al 1997, anno in cui Capcom, con il benestare di Mikami, decide di cancellare tutto ciò che era stato prodotto fino a quel momento. Cosa? Ovviamente il secondo capitolo della saga, un titolo passato alla storia come Resident Evil 1.5. I lavori sulla seconda iterazione del brand partono direttamente nel 1996 e, nel momento in cui tutto viene cancellato, siamo a circa il 70% dell’opera. Insomma, un titolo quasi pronto a esser pubblicato, a cui mancavano solo gli ultimi affinamenti.

Il team di sviluppo era profondamente deluso da ciò che era stato creato, sia sotto il punto di vista tecnico, sia soprattutto da quello prettamente artistico, includendo quindi narrativa e scelte di game design. Inoltre diversi attriti si crearono tra lo stesso Mikami e Capcom: il producer nipponico intendeva infatti chiudere la trama della serie con il secondo capitolo, ma la compagnia era contraria, a causa, ovviamente, del suo successo, che la rendeva una potenziale gallina dalle uova d’oro. La produzione del titolo passò quindi a un nuovo team di sviluppo, più piccolo del precedente, composto sia da nuovi dipendenti, sia da lavoratori che avevano già operato sul primo, storico titolo.

Lo sviluppo dell’intero titolo venne affidato a Hideki Kamiya (un personaggio di cui spesso parleremo nelle nostre scorribande temporali), in collaborazione con il solito Mikami. Inoltre, per riuscire a trovare un trama convincente e in grado di trovare evoluzioni che avrebbero portato a nuovi capitoli, venne assunto uno sceneggiatore di serie televisive, Noboru Sugimura (autore di serie come Super Sentai e Metal Heroes). Il duo Kamiya-Mikami però non durò molto; il secondo infatti decise dopo pochi mesi di mettersi da parte, divenendo di fatto un semplice supervisore. Nonostante queste numerose peripezie, il titolo uscì nel 1998 e raccolse il solito, incredibile, successo. Ma andiamo, finalmente, a vedere nello specifico cosa davvero era Resident Evil 1.5.

Vittorio Iannotti
Classe '94, studente di Scienze Biologiche. Cresce a pane e videogiochi da quando ha memoria. Vive nel paradosso dell'amore per la natura e per tutto ciò che è intrattenimento, dal cinema, alla letteratura, fino al gaming (che lo costringe a chiudersi in camera). Insaziabile viaggiatore, specie verso Est. In segreto, di notte, prega dinnanzi ad una statua di Kefka Palazzo.