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Lo Hobbit: La Battaglia delle Cinque Armate – Speciale

Casa di produzione: New Line Cinema, MGM, Warner Bros. Distribuzione: Warner Bros.
Durata: 144 minuti Genere: Fantasy/Avventura Regia: Peter Jackson

E’ ormai diventato un appuntamento fisso che qui, su PlayStation Bit, verso Natale, si parli del nuovo film dedicato a Lo Hobbit. Lo avevamo fatto con “Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato” e “Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug“, tutte trasposizioni filmiche dell’omonimo racconto scritto dal sempreverde J. R. R. Tolkien. E lo facciamo anche, quest’oggi, con Lo Hobbit: La Battaglia delle Cinque Armate, uscito nelle sale il 17 dicembre ma tutt’ora disponibile, qualora ve lo siate perso.

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Umani contro Nani contro Elfi contro Orchi contro Troll

A differenza della consuetudine delle più disparate trilogie, secondo la quale ad un insieme di riferimenti e collegamenti generali corrispondono un inizio e una fine in ogni episodio per quanto riguarda ogni “sottosequenza” narrativa, La Battaglia delle Cinque Armate comincia con un il drago Smaug in procinto di distruggere Pontelagolungo. Un inizio brusco, in medias res, dunque, che coglierà un po’ di sorpresa chi non ha visto i primi due capitoli ma (un po’ inspiegabilmente, a dirla tutta) si è ritrovato a vedere il terzo. Una volta acquisito un minimo di cognizione di causa, comunque, anche chi non ha mai sentito parlare di Bilbo Baggins riuscirà a seguire le vicende che si susseguiranno a schermo. Vicende che, per la cronaca, riguarderanno soprattutto Thorin e la sua affannosa ricerca dell’Arkengemma, così come il tentativo da parte di Azog il Profanatore e, di conseguenza, quello di Sauron, per mettere a ferro e fuoco e conquistare tutta la Terra di Mezzo.
Al di là di qualche “sbavatura” a livello di “grammatica cinematografica”, comunque, constatiamo con piacere che, a parere del sottoscritto, l’ultimo capitolo è anche il migliore. E’ vero, non abbiamo dei “picchi” come gli incontri tra Bilbo e Gollum prima e Smaug poi, ma nel complesso La Battaglia delle Cinque Armate è più godibile e pervasa da meno “tempi morti”, che era il problema principale degli episodi precedenti. Anche i lunghi scontri non si risolvono in uno sterile dispiegamento di effetti speciali tipicamente hollywoodiane (malgrado le riprese siano state effettuate in Nuova Zelanda), che avrebbero accontentato pochi e annoiato molti, ma sono funzionali allo scioglimento progressivo di nodi narrativi accumulatisi durante le peripezie.

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Vedere come andrà a finire l’avventura di Thorin Scudodiquercia e i compagni Nani, accompagnati dallo “scassinatore” Bilbo, in quali mani giungerà l’Arkengemma, come si concluderà l’offensiva di Azog il Profanatore o ancora sapere se il rapporto tra l’elfa Tauriel e il nano Kili avrà degli sviluppi sono tutti punti interessanti che tengono “attaccato” allo schermo lo spettatore.
Anche in questo terzo film sono presenti delle significative differenze tra libro e film, che se da un lato potrebbero fare storcere il naso a qualche purista, dall’altro potrebbero indurre anche chi ha già letto il libro a visionare la pellicola per apprezzarne le differenze. Le più macroscopiche riguardano la differente composizione delle Cinque Armate presenti nel titolo: mentre nello scritto di Tolkien erano presenti i Mannari, nel film di Jackson questi sono stati “rimpiazzati”, per così dire, da Troll e Vermi Mangiaterra. Inoltre, in quest’ultimo sono presenti inedite scene che ritraggono la progressiva pazzia di Thorin. Non possiamo elencare ulteriori divergenze al fine di salvaguardarvi dal pericolo di spoiler, per questo ci fermeremo qui: se invece volete conoscerle perché avete già visto il film o perché eventuali anticipazioni non vi spaventano, vi consiglio di dare un’occhiata all’apposita pagina della sempre ottima Wikipedia.

httpvh://www.youtube.com/watch?v=yDE_p_n1Do0

Conclusione

Non siamo un sito specializzato nel recensire film, ma i videogiochi allo stesso tempo non sono così dissimili dalla “settima arte”. Per cui, tirando le fila del nostro discorso, la visione de “Lo Hobbit: La Battaglia delle Cinque Armate” è assolutamente consigliata. Attenzione, non stiamo parlando di un capolavoro assoluto, da vedere a prescindere da tutto, ma certamente gli amanti del fantasy e coloro i quali, soprattutto, hanno visto i due precedenti capitoli, non possono proprio lasciarselo scappare, magari approfittando del maggiore tempo libero a disposizione in queste vacanze natalizie.

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Dario Caprai
Non capisce niente di videogiochi ma, dal momento che non lo sa, continua a parlarne, imperterrito. Tanto è vero che il tempo preferisce passarlo a scrivere, a leggere, a vedere un film, a seguire e praticare sport, a inveire per il fantacalcio, a tenersi informato su tecnologia e comunicazione piuttosto che con un DualShock in mano. In tutto questo è, però, uno degli admin di PlayStationBit da tempo ormai immemorabile.