Monster Hunter Stories – Recensione

Sviluppatore: Capcom Publisher: Capcom Piattaforma: PS4 Genere: Gioco di Ruolo Giocatori: 1-2 PEGI: 7 Prezzo: 29,99 € Italiano: Sottotitoli

Monster Hunter Stories fa il suo ritorno trionfale con una riedizione per PlayStation 4. Il titolo, originariamente uscito nel 2017 per Nintendo 3DS, ha infatti ricevuto un update di tutto rispetto, che ne ha migliorato il comparto grafico, sistemato leggermente la quality of life, reso disponibile in occidente tutte le espansioni uscite originariamente solo in giappone e introdotto un doppiaggio inedito in Inglese, e in Giapponese, oltre che la localizzazione dei testi in numerose nuove lingue.

Una “remastered” che era nell’aria fin dall’uscita, nel 2021, di Monster Hunter 2: Wings Of Ruin.

I Rider

Alcune compagnie hanno la capacità di rivoluzionare il mondo dei videogiochi, e Capcom è senza dubbio una di queste. Con il passare degli anni, ha ridefinito numerosi generi, dal survival horror all’action, imponendo nuovi standard per tutta l’industria. Fu nel 2004 che l’azienda lanciò il primo capitolo di Monster Hunter, un franchise che ha saputo attrarre milioni di giocatori con il suo gameplay avvincente e la possibilità di cacciare mostri giganteschi insieme agli amici.

Tra i vari spin-off usciti negli anni, c’è Monster Hunter Stories, che cambia il focus su un nuovo tipo di avventurieri: i Rider. Invece di limitarsi a sconfiggere i mostri per ottenere materiali per armi e armature, in questo spin-off si deve creare un legame con i Monstie, addestrarli e combattere al loro fianco.

Ovviamente tutto questo non vuol dire che non si cacciano i mostri, anzi. In Monster Hunter Stories si affrontano numerosi mostri e, seguendo la tradizione, si utilizzano i materiali raccolti per forgiare nuovi equipaggiamenti che potenzieranno il vostro personaggio. La particolarità però, come accennato prima, sta nel fatto che il protagonista, essendo un Rider, appartiene a quella categoria di cacciatori che preferiscono allevare i mostri per utilizzarli come mezzi di trasporto, o come alleati in battaglia. Quindi, anziché limitarvi alla caccia, dovrete impegnarvi nella ricerca delle uova all’interno delle tane. Trovato un uovo, potrete quindi farlo schiudere e iniziare a modificare i geni del Monstie, per migliorarne le abilità, i parametri sia passivi che attivi e le sue capacità di combattimento.

Monster Hunter Stories potrebbe apparire a prima vista come un gioco infantile, destinato a un pubblico molto giovane. I colori vivaci, il design dei personaggi in stile anime giapponese e un senso dell’umorismo evidente sin dall’inizio potrebbero indurre in errore, facendo credere che si tratti di un gioco per bambini. Tuttavia, possiamo assicurarvi che non è affatto così.

In questo titolo vestirete dunque i panni di un giovane ragazzo del villaggio di Hakum. La vostra avventura inizia dopo aver scoperto un enigmatico uovo di Rathalos insieme agli amici d’infanzia Lilia e Cheval, proprio quando una calamità nota come il Flagello Nero colpisce il villaggio. A un anno di distanza da quel tragico evento, mentre la ricostruzione è ancora in atto, il vostro eroe ottiene finalmente l’agognato titolo di Rider. In seguito, durante la cerimonia per avere la vostra Pietra del Legame, incontrerete Navirou, un Felyne molto particolare dal look insolito, che deciderà di unirsi a voi nella vostra missione: fermare il Flagello Nero e salvare il mondo.

La narrazione gioca un ruolo centrale come nel suo celebre seguito, trasmettendo messaggi universali e adatti a tutti, pur essendo a volte un po’ troppo didascalici nel trattare argomenti come il rispetto per la natura, l’elaborazione del lutto e il valore del coraggio.

Varietà di gameplay

Dal punto di vista del gameplay, Monster Hunter Stories si distacca notevolmente da ciò che si è abituati a giocare nella serie principale. Sebbene la caccia ai mostri sia ancora presente, come detto precedentemente, l’obiettivo principale diventa proteggere l’ecosistema e stringere amicizia con le creature. Esplorando le varie tane sparse nel mondo, si possono trovare uova da covare, ottenendo così nuovi Monstie per il proprio team. Ognuno possiede caratteristiche uniche, migliorabili attraverso il Rituale Sciamanico, che permette loro di apprendere il codice genetico di altri Monstie per acquisire nuove abilità o bonus statistici.

L’esplorazione è quindi un elemento chiave del gameplay. Alcune zone necessitano di Monstie specifici per accedervi, i quali grazie alle loro abilità uniche vi consentiranno di scalare pareti ripide, nuotare o addirittura volare attraverso il mondo. Nei diversi continenti si trovano materiali vari, utili per creare nuovi oggetti curativi o di supporto alle battaglie. Sconfiggendo i mostri, si possono inoltre ottenere materiali da scambiare presso il Fabbro per creare o potenziare armi e armature. A vostra disposizione avrete quattro tipologie di armi: Spada e Scudo, Spadone, Martello e Corno da Caccia, e potrete sbloccare nuove tecniche per ciascuna di esse completando le varie missioni secondarie disponibili.

Il risultato dello scontro dipenderà quindi anche dal set che deciderete di equipaggiare e dagli oggetti portati con voi in battaglia. È evidente quindi che il crafting è fondamentale per il progresso nel gioco. Il sistema è simile ma meno complesso rispetto al capitolo originale, con alcune evidenti limitazioni aggiuntive.

Il Combat System

Oltre alle uova, all’esplorazione e ai Monstie, un altro elemento cruciale di Monster Hunter Stories è indubbiamente il sistema di combattimento. Questo presenta le caratteristiche classiche dei giochi di ruolo, con un sistema di combattimento a turni. Durante gli scontri, potrete utilizzare tre attacchi base: velocità, tecnica e potenza, contrassegnati rispettivamente dai colori blu, verde e rosso. Combinando questi tre tipi di attacchi si darà vita alle combo, le quali infliggeranno danni significativamente maggiori.

Il protagonista entrerà in battaglia con un team di cinque mostri che, similmente a quanto accade nei famosi titoli di Game Freak, lo supporteranno durante la lotta seguendo l’ordine in cui sono stati aggiunti al team. Ogni turno poi, potrete decidere se cambiare mostro, usare un oggetto consumabile, sfruttare un’abilità speciale o attaccare scegliendo uno dei tre tipi di attacco elencati prima.

Inoltre, durante uno scontro, c’è la possibilità di montare il proprio fidato Monstie per eseguire attacchi speciali molto potenti. Tuttavia, questa azione è fattibile solo se si stabilisce un legame con il proprio compagno attraverso eventi speciali, come ad esempio i quick time event. Se sarete riusciti nell’azione, la barra del legame si caricherà e, una volta piena, vi permetterà di utilizzare le abilità legame con il Monstie.

Per coloro che non sono abituati ai classici combattimenti a turni, il sistema di Monster Hunter Stories può risultare a volte complesso. Gli scontri sono piuttosto imprevedibili e richiedono l’analisi dei vari parametri di attacco per non soccombere. Sarà necessaria quindi un po’ di pratica, anche per padroneggiare i diversi potenziamenti, ma una volta acquisito il ritmo, tutto diventerà tutto più facile. Come menzionato in precedenza, le fasi di attacco si basano su un sistema di debolezze e resistenze sempre attuale, tuttavia, soprattutto nelle fasi avanzate, gli scontri richiederanno molta strategia per essere vinti.

Sebbene molti elementi siano già stati visti in altre opere del genere, la formula adottata in Monster Hunter Stories è efficace e mai noiosa. Questo anche grazie a scontri equilibrati, una vasta personalizzazione dei mostri e la modalità “hardcore”, che necessita di una pianificazione dettagliata.

La narrazione è curata nei minimi dettagli, con sviluppi intriganti di trama, e la cattura dei mostri risulta coinvolgente e appagante. Gli unici aspetti ripetitivi emergono principalmente nella cattura, ricerca e collezione di tutti i mostri, che però conferiscono al gioco un’identità ben definita, rendendolo fresco, divertente e soddisfacente.

Uno sguardo al comparto artistico

Monster Hunter Stories ritorna con un’estetica rinnovata. Siamo sinceri: su uno schermo più grande, la sua natura di gioco portatile si fa sentire, con aree vuote e una cura dei dettagli non eccelsa. Tuttavia, ci troviamo di fronte a un titolo che già in passato era astuto e che riesce a mascherare questi difetti dietro colori vivaci, offrendo in cambio una fluidità apprezzabile e nessun rallentamento.

La versione rimasterizzata di Monster Hunter Stories conserva il fascino dell’originale migliorando notevolmente alcuni aspetti: modelli poligonali aggiornati, animazioni dei personaggi perfezionate, ambientazioni arricchite di dettagli, introduzione di nuove località, illuminazione completamente rifatta, colonna sonora rielaborata e miglioramenti alla quality of life.

È importante ricordare che si tratta di una remastered e non di un remake, quindi le modifiche grafiche, pur essendo fedeli al titolo originale, sono decisamente positive. Discorso a parte merita il comparto audio, che si distingue per un nuovo doppiaggio sia in inglese che in giapponese, un’aggiunta molto apprezzata che aumenta l’immersione nel gioco e dimostra l’attenzione di Capcom in questa riedizione. È stata inoltre confermata la presenza di sottotitoli in italiano.

Dal punto di vista dei contenuti, oltre agli aggiornamenti e alla nuova modalità hardcore, Monster Hunter Stories introduce anche piccoli miglioramenti alla quality of life (per compensare l’assenza del secondo schermo del Nintendo 3DS). Disponibile anche una nuova modalità Museo che consente ai giocatori di ascoltare la colonna sonora del gioco e di visualizzare alcune bozze preliminari realizzate dagli art designer.

La strada verso il Platino

La lista trofei di Monster Hunter Stories vanta ben 51 coppe, tra cui 38 di bronzo, 10 d’argento, 2 d’oro e ovviamente l’amato Platino.

Per raggiungere l’agognata coppa blu bisognerà spendere non poche ore ad allevare Monstie nel gioco. Parliamo di circa 50 ore, passate tra il completamento della trama principale e delle missioni secondarie, la caccia a ogni Monstie del gioco (un po’ come completare un pokedex), il ritrovamento di ogni ricetta possibile e l’allevamento di un Monstie fino al livello 99.

Se avete amato la serie di Monster Hunter e non disdegnate l’allevamento di mostri e il combattimento a turni, le ore richieste per il Platino passeranno in un baleno!

VERDETTO

Monster Hunter Stories vi darà la possibilità di immergervi in un’entusiasmante avventura, dove i combattimenti si fondono con l’amicizia e il lavoro di squadra, dando vita a una trama profonda. Non mancheranno di certo momenti comici e divertenti, e l’imprevedibilità dei combattimenti offrirà quindi un buon livello di sfida. La versione rimasterizzata di questo primo capitolo ha subito davvero tante migliorie, e la possibilità di poter finalmente giocare a tutti quei contenuti che erano rimasti bloccati in Giappone sono sicuro farà gola a tutti i fan del franchise.

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