Poker Club – Recensione

Sviluppatore: Ripstone Publisher: Ripstone Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS5) Genere: Simulazione Giocatori: 1 (Online: 2-6) PEGI: 18 Prezzo: 24,99 €

Non sono molti i titoli dedicati al poker su PlayStation 4 e Ripstone propone la sua interpretazione della più famosa delle specialità. Gli amanti del Texas hold ‘em saranno felici di poter giocare su PlayStation 4 un titolo interamente dedicato a questa disciplina. Abbiamo provato per voi Poker Club e questa è la nostra recensione.

Poker Club

Cinque carte al centro e due in mano

Poker Club è – attenzione spoiler – un gioco dedicato al poker, al Texas hold ‘em per l’esattezza. Con una veste grafica tutto sommato carina verremo introdotti alla magia di questa disciplina con un sontuoso filmato iniziale. Creeremo il nostro avatar con un editor piuttosto articolato e apprenderemo le basi del gioco, nel caso non le conoscessimo. Il tutorial è adatto a entrare nelle meccaniche abbastanza complicate (per un novizio) del Texas hold ‘em, ma viene spiegato tutto in maniera abbastanza chiara. A questo punto avremo modo di spaziare attraverso una varietà di scelte nel menù principale. Il focus principale è la modalità carriera, in cui partiremo da zero e punteremo a vincere ogni torneo per arrivare a competere ai massimi livelli mondiali. Ogni evento avrà delle stelle da poter guadagnare con determinate azioni e con le quali poter ottenere bonus o sbloccare le tappe successive.

Poker Club

Intelligenza artificiale non ti temo. Ah no aspetta…

Poker Club è un gioco always online. Significa che dovremo sempre essere connessi a internet per poterlo giocare e la competizione sarà con avversari in carne e ossa. Questo accade, abbastanza inspiegabilmente, anche durante la carriera. Ora, è pur vero che nella realtà si gioca sempre contro persone online e in un videogioco l’intelligenza artificiale possa essere criticata per mille motivi, ma obbligare a giocare contro avversari reali dall’inizio ci è parso un pochino troppo. La curva di apprendimento è praticamente verticale e la possibilità di vincere è dettata solamente dalla nostra fortuna e dalla nostra abilità. Come nella realtà, dopotutto. Stiamo quindi tecnicamente parlando di un simulatore duro e puro.

Poker Club

Bello, ma non bellissimo

Poker Club dovrebbe puntare tutto su intelligenza artificiale e mimiche facciali, per poter smascherare i sentimenti dei nostri avversari. Beh, ci hanno provato, ma è andata abbastanza male. Le espressioni dei visi degli avversari appaiono quelle d’inizio generazione PlayStation 3 e sono esagerate, grottesche e robotiche. Trasmettono tutto, ma non i sentimenti che un avversario al tavolo possa provare o far trasparire. Esiste una visuale in prima persona, piacevole a onor del vero, che dona un senso d’immersione al titolo. Inutile dire che però si riveli abbastanza superflua in un titolo statico di questo tipo. Forse con PlayStation VR potrebbe avere più senso.

Sai che c’è? All-in

A livello di giocabilità Poker Club non può certo definirsi un titolo vuoto. Le partite personalizzate danno modo di settare tutti i parametri preferiti nella maniera che ci fa più comodo, per fare il nostro gioco. Questo sarà l’unico modo in cui giocare solamente contro l’intelligenza artificiale e nel quale farci le ossa. Esistono diverse modalità di gioco disponibili, tra cui Torneo, Freezeout e Shootout, Partita a soldi. Potremo impostare anche la velocità di gioco, uno dei talloni d’Achille del titolo. La modalità carriera PCC Tour è sicuramente ricca e corposa, proponendo una buona quantità di ambientazioni diverse e di situazioni, pur rimanendo confinata al solo tavolo da poker.

Poker Club

Con queste carte? Lascio

Poker Club non è esente da difetti. Uno dei principali che si nota dall’inizio è la scarsa cura per il modello del nostro avatar, che presenta grosse difficoltà di rendering. Pur essendo pubblicizzato per un titolo che punta addirittura al 4K e al ray tracing bisogna rendersi conto che la totale staticità del gameplay va a rendere abbastanza inutile questa caratteristica. A proposito di staticità, la lentezza del gioco è davvero esasperante, diventando più una noia che un piacere già dopo la terza partita. L’apice si raggiunge nelle partite contro il tavolo pieno, in cui possono passare diversi minuti tra una nostra giocata e l’altra. Esiste un tempo massimo per ogni giocata ma questo è ampiamente esagerato, portando il supplizio a livelli estremi. Nemmeno contro l’intelligenza artificiale è possibile saltare i turni, rendendo il gioco lento ed esasperante durante ogni partita. Solo un vero appassionato può realmente apprezzare la competizione online basata sui lunghi tempi di attesa tra una giocata e l’altra. Non abbiamo notato particolari problemi grafici, ma tenendo conto che non ci sono grandi movimenti ci è parso anche abbastanza normale.

Poker Club

Trofeisticamente parlando: una mano dopo l’altra, sperando di pescare la carta del Platino

Per concludere la recensione di Poker Club, parliamo dei trofei. La lista trofei di Poker Club è nutrita e si compone di quarantatré coppe, divise in trenta bronzi, otto argenti, quattro ori e uno scintillante Platino. La caccia sarà molto lunga e basata interamente sulla fortuna. Serviranno almeno cento partite e una corposa serie di azioni fortuite per guadagnare la maggior parte delle coppe. Inoltre dovremo raggiungere il livello cinquanta, guadagnando punti esperienza e vincere la finale PCC Showdown. Una impresa non da tutti, ma per chi sa come muovere le carte sarà un gioco da ragazzi.

VERDETTO

Poker Club cerca d'innovare una formula di gioco puntando tutto sulla simulazione più pura nella maniera più semplice: giocatori reali. Ci riesce abbastanza bene, ma i tempi di gioco troppo lenti e una pulizia grafica non proprio da urlo vanno un po' a minare l'esperienza. La mancanza di un'intelligenza artificiale durante la carriera dà un po' fastidio, specie per i novizi del settore, spingendo a dover imparare a perdere da subito contro avversari online. Il fatto che il gioco sia cross-gen e cross-platform favorisce almeno il riempirsi in fretta delle lobby.

Guida ai Voti

Andrea Pasqualin
Nato e cresciuto tra benzina e gasolio, è il classico "petrolhead". Appassionato di tutto quello che corre e vola, sta vivendo il suo sogno scrivendo di videogiochi e pensandoci dalla mattina alla sera. Nei momenti liberi guida la sua moto supersportiva e si diverte a spaventare le vecchiette ai semafori.