PlaySys è un nuovo publisher italiano ma è attivo come sviluppatore di videogiochi e strumenti software per la produzione da oltre tredici anni. Abbiamo avuto il piacere di sottoporre al team alcune nostre domande su Dreamers, il nuovo videogioco di PlaySys in uscita nell’autunno del 2021 su PlayStation 5, e più in generale sul mondo dei videogiochi. Ne è uscita fuori una chiacchierata davvero interessante!

playsys project dream

PlayStationBit: Non sappiamo quanto potete rivelare di Dreamers. Tra le cose che ci piacerebbe sapere, però, c’è sicuramente il target; a quale pubblico sarà rivolto?

PlaySys: Ciao a tutti e grazie per quest’intervista, è un piacere poter approfondire con voi gli aggiornamenti sul nostro nuovo titolo. Abbiamo tante novità da condividere e nel giro di qualche settimana potremo svelarvi di più. Per adesso possiamo dirvi che Dreamers è un videogioco pensato per essere giocato da tutti; possiamo definirlo come un’avventura grafica in terza persona con più personaggi presenti, anche se è difficile identificarlo con un genere specifico.

PB: Dal comunicato stampa si deduce che Dreamers è un’avventura 3D open world. Sarà più orientato verso il sandbox o lo story driven? Ci sono altri titoli che vi hanno influenzato nel processo creativo?

PS: Nel creare il nostro titolo, abbiamo voluto puntare molto sul realizzare, come dicevamo prima, un prodotto che possa essere giocato da tutti, il che vuol dire anche allontanarsi un po’ dal concetto rigido delle avventure grafiche canoniche, puntando invece su un videogioco che prende spunto dagli elementi classici, introducendo però anche delle contaminazioni da altri generi. Nel videogioco, oltre all’esplorazione, ci saranno molte attività da fare: completare quest, risolvere enigmi e puzzle presenti nella storia principale e nei minigiochi, interagire con i personaggi presenti nelle varie ambientazioni, collezionare elementi e tanto altro che non vogliamo anticiparvi per non rovinare la sorpresa.

Non c’è l’elemento del game over e l’open world è guidato, molto ampio e con diversi territori da esplorare, anche più volte, ma sicuramente basato sullo story driven. L’influenza di altri titoli, tra cui le storiche avventure grafiche, è indubbiamente parte del processo creativo, anche perché i videogiochi che hanno fatto la storia sono parte di noi e del nostro passato di videogiocatori, che ormai ci accompagna in tutti gli approcci futuri.

project dreams

PB: Siete sviluppatori di videogiochi, qual è la novità che vi ha più colpito della nuova generazione?

PS: Sì, siamo sviluppatori di videogiochi e di software per la produzione. Sicuramente le possibilità che queste nuove piattaforme offrono agli sviluppatori sono esponenziali rispetto alla precedente generazione, ma occorre una buona dimestichezza per potervi accedere. Noi, dal nostro punto di vista, oltre a sfruttare tutte le potenzialità delle nuove console, stiamo puntando molto sulla creazione e implementazione di un nostro set di strumenti proprietario, nato proprio per la realizzazione di Dreamers, ma che verrà poi utilizzato per tutti i nostri successivi titoli.

Internamente ci riferiamo a questo set di strumenti col nome di PlaySys Interaction Framework e questo rappresenta una vera e propria piattaforma di sviluppo di videogiochi caratterizzata dall’utilizzo di strumenti nati appositamente per ottenere le massime prestazioni per i nostri prodotti.

PB: Sempre a proposito di videogiochi e next-gen, secondo voi è ancora possibile inventare feature o addirittura generi del tutto inediti?

Sì, assolutamente, come detto prima le possibilità sono immense. Si dibatte spesso su questo tema, anche a livello di studi di sviluppo. Indubbiamente il discorso è molto attuale, proprio perché siamo stati abituati a confrontarci sempre con generi ben definiti. Ma basta considerare il fatto che, come potete vedere dalla risposta precedente, anche per il nostro titolo facciamo fatica a inquadrarlo in uno specifico genere. Forse bisognerebbe pian piano allontanarsi dalle rigide caratterizzazioni e lasciare spazio alla creatività correlata alle nuove performance tecniche. Siamo solo all’inizio, vedremo sicuramente sviluppi esponenziali, sia a livello di programmazione che di contenuto. Oltre a continuare a farne parte, siamo curiosi di vedere quello che succederà.