Quattro chiacchiere con Shiro Games, autori di Evoland – Intervista

Quello di Evoland è un nome che riecheggia ancora nel panorama videoludico. Nonostante l’età, il gioco è sempre apprezzato e mai dimenticato grazie all’incredibile abilità di Shiro Games nel concepire dinamiche così assuefacenti e nel legarle tra loro nonostante un’iniziale incompatibilità. Gli stessi autori hanno però preso le distanze da quel genere con due nuovi titoli altrettanto di successo: Northgard e Darksburg. Shiro Games è una piccola, grande realtà con una storia affascinante, che, per noi di PlayStationBit, meritava un approfondimento tramite intervista.

Shiro Games

Andrea Letizia: La vostra, di Shiro Games, è nata come una piccola realtà nell’industria del gaming, ma velocemente ingranditasi grazie all’incredibile impatto mediatico dei vostri giochi. Com’è nata la vostra avventura da sviluppatori?

Shiro Games: Shiro Games nasce grazie a un incontro tra il nostro attuale CEO, Sebastien Vidal, e il direttore tecnico Nicolas Canasse, incontro in cui si è discussa l’idea di creare una società costruita intorno all’utilizzo delle loro forti conoscenze e passioni per l’industria dei videogiochi; da qui prende vita un nuovo studio di produzione. I primi passi sono stati la partecipazione di Nicolas, e addirittura la vittoria, nella competizione del 2012 Ludum Dare, con il suo omaggio alla storia gaming “Evoland” (anche se non si trattava proprio dell’Evoland che tutti conosciamo, ma più un concept di quel che hanno poi rappresentato Evoland 1 e 2). Poco dopo l’evento si è formato un team di quattro persone, che ha dato il via allo sviluppo dell’edizione retail di Evoland. E così è nata Shiro Games!

AL: Come siete riusciti a sviluppare un’idea intricata quanto affascinante come Evoland? Vi aspettavate tale successo dal vostro primissimo gioco?

SG: Evoland è una lettera d’amore neppure troppo velata a giochi e generi con cui il team di sviluppo è cresciuto, che prende ovvia ispirazione da Final Fantasy, Zelda, Pokémon e tante altre serie cult. Naturalmente ci siamo preoccupati di offrire tributo e rispetto a quelle iconiche serie, e nel mentre di assicurarci che il gioco finale mantenesse una propria identità e rispecchiasse quella del nostro talentuoso team di sviluppo. Il successo del gioco ci ha stupiti tutti, ma siamo stati incredibilmente fieri di constatare come Evoland fosse entrato in sintonia con i giocatori di tutte le età; la domanda era alta al punto da condurci a sviluppare Evoland 2, e la stessa continua ancora oggi per ulteriori capitoli della serie.

Evoland 2

AL: Subito dopo il genere RPG siete passati agli strategici in tempo reale con Northgard, un gioco dallo stile sia visivo che di gameplay completamente diverso. L’esperienza nello sviluppo maturata dai due Evoland vi ha aiutati nella creazione di Northgard o avete dovuto concepire le fondamenta del gioco da zero?

SG: Ha aiutato senza alcun dubbio. Sia Evoland 1 che 2 ci hanno posto sfide e ostacoli da superare completamente diversi, sia dal punto di vista dello sviluppo che puramente aziendale. Nonostante l’esperienza di varia entità nello stesso settore del nostro piccolo team, abbiamo imparato alcune lezioni di inestimabile valore grazie al tempo che abbiamo dedicato a questi progetti e ci siamo assicurati di prendere in considerazione ogni singola lezione e applicarla al nostro prossimo progetto, ovvero Northgard (stesso concetto vale per Darksburg).

Questo modo di fare ha dato vita a quello che è di sicuro il nostro progetto di maggior successo; Northgard conta a oggi circa due milioni di copie vendute, una community fantastica e un supporto al gioco di tre anni dal suo rilascio, con pubblicazione regolare di nuovi contenuti e update gratuiti, patch di stabilità e uscite di DLC.

AL: Congratulazioni per l’uscita ufficiale di Darksburg, ora uscito dall’accesso anticipato. Con quest’ultimo titolo siete nuovamente riusciti a cambiare genere, da strategico in tempo reale a survival cooperativo. Avete in mente qualche altro progetto slegato da questi generi, al momento?

SG: Una bella fetta dell’identità di Shiro è la volontà di esplorare nuovi generi e provare una formula diversa con ogni gioco che sviluppiamo. Ci piace creare giochi che noi stessi giocheremmo, e solo per estensione che anche i nostri utenti vorrebbero giocare. Naturalmente qui in Shiro Games abbiamo tutti gusti e preferenze diversi quando si parla di videogiochi, ma proprio per questo cerchiamo di unire in ognuno dei nostri giochi qualcosa che piace ai singoli membri dello studio, senza badare minimamente a quale sia il genere di gioco di tendenza del momento.

Questa filosofia ha giocato un grosso ruolo nel concepimento di Northgard e Darksburg, ed è una filosofia che intendiamo mantenere per i nostri progetti futuri. Ma non possiamo dirvi altro, al momento 😉

Northgard
Andrea Letizia
Cresciuto a pane e Crash Bandicoot, deve la sua conoscenza dell'inglese grazie a uno studio intenso dei dialoghi sottotitolati nei videogiochi. Grande amante degli action RPG e dei platform, dei cani e del wrestling.