Raptor Boyfriend: A High School Romance – Recensione Speedrun

Sviluppatore: Rocket Adrift Publisher: Eastasiasoft Piattaforma: PS5 (disponibile anche per PS4) Genere: Visual Novel Giocatori: 1 PEGI: 7 Prezzo: 13,99 € Italiano: N/A

Quanto può essere difficile realizzare la recensione Speedrun di Raptor Boyfriend: A High School Romance? Molto più di quanto si possa pensare, ma non per i motivi che immaginate. Il titolo di Rocket Adrift e eastasiasoft ci ha fatto vivere l’intensità dei rapporti tipici delle scuole superiori, con qualche stranezza di contorno. Zaino in spalla: è il primo giorno di scuola!

Driiiiinnn!

Per parlare a dovere di Raptor Boyfriend dovremmo addentrarci profondamente nella sua trama. Per rispetto però degli amanti delle visual novel, che come forse saprete si basano unicamente sulla storia, vi daremo solo qualche interessante dettagli. Ladle è la città del Canada che fa da teatro alle vicende che coinvolgono la giovane Stella. La protagonista del gioco si è trasferita a inizio anno in quella che è stata per anni solo una meta di vacanza.

I nonni della ragazza sono scomparsi, lasciando a lei e al padre la casa. La decisione di spostarsi non turba però Stella, entusiasta d’iniziare una nuova avventura scolastica. Il gioco non parte però, come ci si potrebbe aspettare, dall’arrivo a Ladle: Stella sta infatti parlando con il suo terapista immaginario (un orsetto di pezza) degli eventi dell’anno appena trascorso. Le vicende sono quindi un enorme flashback, in cui si andranno a dipanare le scelte fatte dalla giovane e le situazioni che l’hanno vista protagonista.

Dopo alcuni minuti piuttosto “normali”, vengono introdotti gli strani personaggi di Raptor Boyfriend, che coincidono con tre possibili romance. Robert Raptorson è un velociraptor che ama lo skate. Si tratta del compagno di scuola più carismatico, quello che ricorda i volti popolari delle scuole americane. Day Lilly è invece una fata, con tanto di ali scintillanti e antenne. Vuole sempre divertirsi, ma è anche seguita dal fantasma della sua fidanzata Ingrid. Chiude il trittico Taylor Tall-Toe che è un bigfoot ed è anche l’unico che conosce Stella dall’infanzia.

Amo le tue squame

Come è facile immaginare, Raptor Boyfriend ruota attorno a Stella e ai personaggi citati in precedenza, che formeranno uno strano gruppo (non strano come le coppie di Kaichu, ma quasi). I giocatori possono approfondire le relazioni con tutti e tre, scegliendo ad esempio a chi telefonare oppure chi spalleggiare durante gli eventi. Le scelte multiple, comunque, non sono così semplici e intuitive. Spesso sarà necessario ricordarsi di cosa un dato personaggio ci abbia detto nei precedenti dialoghi. Questa scelta porta a volte a sbloccare anche speciali collezionabili (vignette, cassette audio e poemi) legate alle passioni dei tre amici. Si tratta di una scelta affascinante, che aggiunge valore alla visual novel.

A darle ulteriore carisma ci pensa poi l’abilità di Rocket Adrift nel creare una storia fatta di personaggi con dei sogni, dei desideri e un passato da gestire. Le relazioni sembrano davvero autentiche, tanto che a volte diventerà quasi doloroso optare per scelte di dialogo che si è già certi deluderanno qualcuno del gruppo. Le tre romance sono caratterizzate a dovere, nonostante certi personaggi siano abbastanza stereotipati. In questo quadro, comunque, la più debole delle figure ci è sembrata per assurdo Stella, a volte sopra le righe o estremizzata. Le quindici ore necessarie a scoprire ogni segreto di Raptor Boyfriend scorrono comunque piacevolmente, nonostante la presenza della sola lingua inglese ad accompagnare il giocatore.

Decisamente d’impatto anche la grafica, che richiama uno stile anni Novanta (come del resto fa l’ambientazione) e propone tante linee nere pesanti e colori saturati. Nel complesso, l’occhio rimane decisamente appagato, con piccole chicche che sottolineano la grande cura che Rocket Adrift ha riposto nel suo progetto. Piccola nota di demerito invece per la colonna sonora, che riesce a intrattenere il giocatore ma diventa ripetitiva dopo qualche ora di gioco. Qualche traccia aggiuntiva non avrebbe sicuramente guastato.

Trofeisticamente parlando: ménage à trois

Per ottenere il trofeo di Platino di Raptor Boyfriend: A High School Romance, l’unico ostacolo sarà la grande mole di testo da leggere. Per il resto, infatti, la difficoltà è pari a zero. Come in ogni visual novel degna di questo nome, non saranno presenti prove di abilità o sfide a tempo. Tutto si limita alla scelta delle opzioni corrette per completare le tre romance e sbloccare i vari collezionabili. I meno pazienti potranno anche utilizzare lo skip automatico dei dialoghi: occhio però a fare le scelte giuste, pena dover ricominciare la storia da zero.

VERDETTO

A una prima occhiata, Raptor Boyfriend: A High School Romance ci aveva spaventato. Il rischio di trasformare un progetto interessante in una visual novel piena di cliché era davvero grande. I ragazzi di Rocket Adrift si sono rivelati però abilissimi nel gestire personaggi così strani, amalgamandoli in un racconto che riesce davvero a coinvolgere il giocatore. La presenza di sole tre romance riesce a condensare al meglio gli eventi, mentre la caratterizzazione dei personaggi è encomiabile, complice anche la decisione di creare vere e proprie storie, con problemi pregressi, emozioni e tanto altro. In tutto questo stonano un po' gli atteggiamenti della protagonista, ma si tratta di un neo su cui gli appassionati di visual novel chiuderanno sicuramente un occhio. Se avete sempre sognato di tornare a scuola, fatelo con un Raptor Boyfriend: non ve ne pentirete.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.