Sviluppatore: iNK Stories Publisher: Digerati Piattaforma: PS4 (disponibile anche per Mobile) Genere: Film Interattivo Giocatori: 1 PEGI: 18 Prezzo: 11,99 €

1979 Revolution è un titolo storico che racconta fatti realmente avvenuti, e come tale va preso. Il biennio 1978-79, in Iran, è stato caratterizzato dalla rivolta popolare contro lo Shah e la polizia statale segreta (chiamata SAVAK) che ha ribaltato l’Iran dall’essere una monarchia, capitanata per l’appunto dallo Shah, al divenire una repubblica islamica sciita avente la propria costituzione. Il percorso è stato segnato dal sangue e 1979 Revolution è un’avventura grafica che ha voluto portare nelle nostre console quel clima. Progetto ambizioso, forse troppo. La nostra recensione.

1979 Revolution: Black Friday

La rivoluzione è…

Il gioco si apre con Reza, protagonista della nostra avventura, che si chiede cosa pensi realmente della rivoluzione, lasciando al videogiocatore la possibilità di concludere la frase scegliendo fra quattro alternative molto differenti fra loro. Reza verrà catturato dalla polizia e portato in un interrogatorio dove subirà delle torture che, presumibilmente, lo condurranno alla morte. L’interrogatore chiederà alla vittima di svelargli il nascondiglio della leader dell’opposizione e quali sono i suoi piani. Vivremo quindi una serie di flashback che ci condurranno all’inizio dell’avventura di Reza e a come questi sia stato coinvolto nella rivoluzione inconsapevolmente. Reza è un fotoreporter e, a sua insaputa, scoprirà che le sue foto vengono utilizzate dai leader dell’opposizione come prove inconfutabili dei misfatti compiuti dallo Shah e dalla SAVAK.

Gli eventi raccontati sono realmente accaduti, così come sono realmente esistite le persone che incontreremo durante l’avventura. Si tratta dunque di un caso particolare in cui ci risulta difficile criticare o esaltare la trama, poiché gli autori hanno avuto pochissimo spazio di manovra. Quel poco che sono riusciti a inserire, relativo ai rapporti personali dei protagonisti e qualche colpo di scena, ci è piaciuto. Ma…

1979 Revolution: Black Friday

La rivoluzione silenziosa

Ma a livello narrativo si poteva e si doveva fare qualcosa di più. La regia è di buon livello, le inquadrature durante i dialoghi sono studiate e ci permettono di immergerci nell’ambiente circostante ed essere coinvolti dalla discussione. Anche il doppiaggio fa la sua figura, risultando credibile nei momenti concitati. Ciò che danneggia la produzione è la narrazione. Il gioco ha una longevità che si aggira intorno alle tre ore. Anche solo il pensiero di raccontare una rivolta popolare, dalla sua genesi alla sua battaglia più iconica, in sole tre ore, è assolutamente inconcepibile. Il risultato è un’accozzaglia di citazioni e di momenti forti che vengono gettati in faccia al videogiocatore senza un briciolo di contestualizzazione.

Coloro che hanno studiato o conoscono le vicende iraniane dell’epoca potrebbero apprezzare la riproposizione videoludica realizzata da iNK Stories; ma chi, come noi che lo abbiamo giocato, cerca in 1979 Revolution anche un mezzo per accrescere la propria cultura, si ritrova inevitabilmente spiazzato e deluso. Inoltre, il Black Friday, evento storico che è stato inserito nel titolo dell’opera, è stato trattato in maniera troppo frettolosa.

1979 Revolution: Black Friday

Scegli il tuo destino… o forse no

Il gameplay di 1979 Revolution è ridotto, volutamente, all’osso. La maggior parte del tempo saremo chiamati ad assistere ai dialoghi fra il protagonista e i molteplici personaggi secondari, dovendo prendere qua e là scelte in tempo reale, modellando quindi il carattere e l’ideologia di Reza. Abbiamo notato, tuttavia, che il buon 90% delle scelte non comporta alcun tipo di cambiamento. Questa sensazione di potere apparente e illusorio che molte avventure grafiche trasmettono al videogiocatore è opprimente e, per scelta personale del recensore, viene condannata. Sarebbe stato decisamente meglio inserire meno opzioni di dialogo, aventi però un impatto sulla storia, piuttosto che riempire i capitoli con scelte fini a sé stesse.

Quando saremo invece chiamati a giocare, si alterneranno due fasi: i quick time event e l’esplorazione. Per quanto concerne la prima, ci ha davvero deluso. Decisamente migliore l’esplorazione, libera e capace di farci interagire con molti oggetti e persone che ci permettono di fare conoscenza della società iraniana dell’epoca e della vita di alcuni personaggi. Chicca di questo gioco sono i collezionabili, ossia le foto che Reza potrà scattare di tanto in tanto. Le foto del gioco saranno affiancate alle foto reali delle vicende che iNK Stories ha riprodotto nella maniera più fedele possibile. Questo trasmette la sensazione di “toccare con mano” la realtà, quello che sicuramente risultava essere l’obiettivo prioritario degli sviluppatori.

1979 Revolution: Black Friday
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2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
6/10
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Catalizzatore di flame sul web e drogato seriale di fantacalcio, Giovanni vede il videogioco come un'espressione artistica piuttosto che come un mero intrattenimento privo di contenuti significativi. Per questo motivo, ripudia il 90% dei AAA e si tuffa sfacciatamente nel mercato indipendente, rimanendone il più delle volte scottato seppur senza rimorsi. Amante della musica di qualità, delle narrazioni articolate e di design ispirati, si è tuttavia mostrato fin dall'adolescenza ossessivamente attratto dai personaggi femminili antropomorfi, mistici o animati, universalmente conosciuti come waifu. Rappresenta orgogliosamente la vena toscana del Bit.