Sviluppatore: Batterystaple Games, Fire Hose Games Publisher: Batterystaple Games Piattaforma: PS4 Genere: Roguelike Giocatori: 1-2 (Online: 1-2) PEGI: 7 Prezzo: 15,99 €

Le 500 lire (del carrello? NdD) allungate dal nonno al bar, da inserire nel cabinato all’angolo per cercare di arrivare un po’ oltre con i livelli. O la coloratissima confezione di una cartuccia del Super Nintendo, nei magici istanti che seguivano la sua apertura e precedevano l’inserimento nella console. Queste sono due delle primissime immagini evocate dall’avvio di 20XX sulla mia PlayStation 4. Disegni, colori, musiche, persino il font scelto per il titolo puntano tutti nella direzione di un gioco arcade che butta più di uno sguardo al passato. E, proprio come in quegli anni, ci troviamo al cospetto di un titolo complesso e capace di impegnare a lungo. Vediamo come.

Mega Man 20XX

Non serve un grande sforzo deduttivo per cogliere le citazioni che il gioco fa di Mega Man (recensita nella giornata di ieri la collection che ne celebra il compleanno, tra l’altro). Osservando distrattamente l’immagine principale si pensa subito al franchise Capcom, salvo poi concentrarsi sul titolo e riconoscerne l’errore. E’ sufficiente però iniziare l’avventura vera e propria per trovare una conferma; gli sviluppatori hanno avuto il chiaro intento di omaggiare un personaggio ormai storico, proponendone la loro versione, ma strizzando l’occhiolino all’originale in termini di grafica, gameplay, gunplay, sistema di potenziamenti e quant’altro.

20XX è un classico roguelike nel quale controlliamo il protagonista attraverso una serie di livelli generati proceduralmente a ogni partita. Gli elementi canonici del genere ci sono tutti, con piattaforme fisse, mobili e a comparsa, nemici aggressivi e in gran numero, potenziamenti rilasciati casualmente dagli avversari sconfitti o da casse sparse nei livelli, armi speciali da ottenere per facilitarsi la progressione e boss finali tosti al punto giusto. Parliamo, inoltre, di un gioco a morte permanente, dove la disattenzione viene pagata duramente ricominciando dall’inizio.

Frenesia portami via

20XX è un gioco più che buono, ma forse non è un gioco per tutti. Non è un titolo che permetta di rilassarsi e di ragionare, di esplorare e ponderare, di concedersi un calo di attenzione. L’azione è frenetica, con i pochi comandi (salto, scatto, arma primaria e arma speciale) da alternare con maestria e rapidità per superare le sezioni più ostiche. Le quali sono tutt’altro che infrequenti, sia quando si parla di semplici sequenze di piattaforme che quando si tratta di nemici veri e propri.

All’interno dei livelli procedurali dovremo giocare di coordinazione per passare da una piattaforma all’altra, magari mentre ruotano, o aspettando l’istante opportuno per evitare di intercettare un raggio laser mortale, o sfruttando il salto sulle pareti per risalire e raggiungere un appoggio troppo lontano, ma con il rischio di essere infilzati da rovi spinosi. Troveremo anche piattaforme scivolose, altre molto ristrette da centrare con precisione, portali per teletrasporto a breve distanza e pareti su cui camminare a testa in giù per superare alcune sezioni. I controlli rispondono con rapidità e precisione (consigliamo però la croce direzionale piuttosto che la levetta analogica per il movimento) e, quando falliamo, nulla potrà mai essere imputato al gioco, ma solo a noi stessi.

Più sono piccoli, più sono fastidiosi

I nemici, non tantissimi in termini di varietà e non certo insuperabili, diventano una spina nel fianco per i loro movimenti insidiosi, per come compaiono dal bordo dello schermo proprio mentre siamo impegnati in un’attraversata su piattaforme instabili, o per il modo in cui uniscono le forze in certe zone, costringendoci ad azioni rapide o al ricorso ad armi speciali. Oltre a quelli semplici eliminabili con un colpo dobbiamo tenere presenti quelli corazzati, quelli che ci attaccano a distanza o dall’alto e persino un lanciatore di bombe che si appiccicano al personaggio e vanno disattivate in apposite bolle verdi prima che esplodano. Il tutto con un occhio a raggi laser e palle infuocate che attraversano i livelli.

In un contesto tanto articolato i boss vengono accolti quasi come una liberazione. Quasi, perché all’atto pratico solo l’apprendimento dei loro pattern di attacco e dei loro punti deboli consente di sbarazzarsene senza morire miseramente nel tentativo. Posti alla fine dei livelli e preceduti da un corridoio tranquillo in cui spesso possiamo ripristinare energia e potenziare l’equipaggiamento, i boss richiedono attenzione e dimestichezza e il giusto corredo di armi speciali. Un approccio a testa bassa è destinato a terminare nella morte e, come si diceva, nel ritorno al quartier generale per ricominciare tutto da capo.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8/10
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Classe ’85, divido il tempo tra la moglie e i tre figli e le più svariate passioni. Amo la lettura, la scrittura e i videogiochi e recito dal 2004 con l'Associazione Culturale VecchioBorgo. Eterno bambino, amo la vita e guardo sempre allo step successivo, soprattutto se è più in alto del precedente.