Sviluppatore: Asobo Studio Publisher: Focus Home Interactive Piattaforma: PS4 Genere: Avventura Giocatori: 1 PEGI: 18 Prezzo: 49,99 €

Uomini, ratti, morte

Il terzo protagonista, dicevamo, perché il secondo è senza dubbio il Male. Un termine generico che ben si adatta ai due principali antagonisti che incontriamo nel viaggio di Amicia e Hugo. Ci sono gli uomini, prima di tutto: sia gli Inquisitori che hanno dato il via all’incubo dei due ragazzi e che si frappongono di continuo sul loro cammino, sia le persone normali, quel popolo sempliciotto e ignorante che, con poche eccezioni, non guarda oltre i confini del proprio cortile ed è pronto ad addossare alla prima malcapitata l’accusa di stregoneria e la responsabilità dell’epidemia di peste. E poi ci sono i ratti, introdotti nei primissimi capitoli e destinati a diventare uno degli elementi centrali del gameplay. Orde fameliche di ratti neri con gli occhi rossi, pronti a divorare in pochi istanti qualunque cosa si trovi malauguratamente accanto a loro.

Il gameplay vero e proprio è guidato da questi due poli di opposizione all’innocenza rappresentata dai due fratelli. Lungo i corridoi ben mascherati dietro alle splendide fattezze di ogni capitolo dovremo superare ronde nemiche nascondendoci nell’erba alta, lanciando pietre o vasi come diversivi e fuggendo a perdifiato tra stretti vicoli e sentieri boschivi. Superati gli uomini, però, potremmo trovarci minacciati dai ratti, che solo la luce di un fuoco può tenere alla larga. Recuperare rami e incendiarli, usarli per superare il fiume mortale dei topi e per accendere un braciere, produrre munizioni incendiarie o esche per la nostra fionda o anche usare una pietra per far cadere un prosciutto e distrarre gli animali saranno le armi a nostra disposizione.

plague tale review

Non mancano fasi di vera e propria azione, ma sono tutto fuorché centrali, inserite forse perché si temeva di non accontentare una certa fetta di pubblico e sottovalutando le potenzialità di una storia interessante e di un’ambientazione storico-geografica così potente. Ci troveremo, dunque, a usare la fionda per colpire direttamente un nemico con una pietra in testa, o per distruggere la sua torcia e lasciarlo in pasto ai ratti. Troveremo anche enigmi ambientali, di facilissima risoluzione, e persino mini-boss, davvero all’acqua di rose e per questo deleteri, più che arricchenti, ai fini di una trama per il resto credibile, pregna e coinvolgente.

Un piatto raffinato

La natura che potremmo definire “doppia A” del titolo pubblicato da Focus Home Interactive emerge in qualche dettaglio che riportiamo, per completezza, tra i difetti. Parliamo in particolare di un sistema di deambulazione non sempre immediato e talvolta meccanico, soprattutto quando si cammina piuttosto che correre. Anche le meccaniche di gioco, alla fine, si ripetono uguali a sé stesse, con variazioni sul tema che non rappresentano mai una vera e propria progressione rispetto a quanto appreso e applicato fin dall’inizio. Occorre poi una certa flessibilità mentale per accettare che una ragazzina riesca davvero a sfuggire all’Inquisizione, e che lo faccia semplicemente distraendo i soldati con una pietra contro a una pentola e passando loro alle spalle; oppure per credere che un cavaliere protetto da un’armatura completa possa essere ucciso a colpi di fionda. Personalmente, per perdonare queste leggerezze ci basta pensare alle intense sensazioni provate in ogni momento trascorso con il controller in mano.

A Plague Tale: Innocence ci convince su tutti i fronti, perché mantiene le promesse fatte nel periodo promozionale. La storia è intensa, i personaggi sono credibili, la durata è adeguata e l’ambientazione è sbalorditiva. In un mercato dominato da open world dai budget multimilionari e con una miriade di attività da completare e luoghi da esplorare, un gioco del genere merita i soldi che costa e la nostra fiducia come un piatto ricercato in un ristorantino nascosto dopo l’ennesima scorpacciata, più quantitativa che qualitativa, all’all-you-can-eat di turno.

plague tale review

Testato su PlayStation 4 Slim, il gioco si difende più che bene dal punto di vista grafico. Impossibile non perdersi ad ammirare i paesaggi intorno a noi: alberi dalle tinte autunnali e raggi di luce che si fanno largo tra le chiome, stretti cunicoli infestati dai nidi dei ratti, edifici di un mondo medievale vivo e credibile fanno da sfondo ai modelli di Amicia, Hugo e co-protagonisti, realizzati con delicatezza e realismo. Qualcosa da segnalare a livello di espressività e animazioni facciali, soprattutto nelle fasi in-game, ma niente di grave. Magistrale anche il comparto audio, con melodie medievaleggianti incentrate su strumenti ad arco che accompagnano l’avventura e un doppiaggio impeccabile, anche se solo in inglese (ma con una piacevole inflessione francese), francese e tedesco.

Trofeisticamente parlando: esplora, ne vale la pena

I trentasei trofei di A Plague Tale: Innocence, che includono il Platino, ruotano per metà intorno al completamento dei capitoli e per un’altra buona parte sull’esplorazione. Ci sono infatti trofei per i collezionabili e per il potenziamento dell’equipaggiamento, ottenibile solo raccogliendo materiali e recuperabile con una seconda run parziale, nel caso non si stia sufficientemente attenti. Il resto delle coppe richiede azioni specifiche, mai mancabili grazie alla selezione capitoli e alla nostra guida ai trofei.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
9/10
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Classe ’85, divido il tempo tra la moglie e i tre figli e le più svariate passioni. Amo la lettura, la scrittura e i videogiochi e recito dal 2004 con l'Associazione Culturale VecchioBorgo. Eterno bambino, amo la vita e guardo sempre allo step successivo, soprattutto se è più in alto del precedente.