Baldur’s Gate and Baldur’s Gate II: Enhanced Editions – Recensione

Sviluppatore: Beamdog Publisher: Skybound Games Piattaforma: PS4 Genere: Gioco di Ruolo Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 54,99 €

C’è stato un tempo dove i nerd si ritrovavano insieme per giocare a un nuovo passatempo, chiamato Dungeons & Dragons. C’è stato un tempo in cui i giochi di ruolo erano il non plus ultra dell’industria dei videogiochi. C’è stato un tempo in cui, sopra a tutti, svettava un nome che riprendeva in pieno queste due caratteristiche. Il suo nome era Baldur’s Gate, sviluppato dalla ora illustre BioWare. Ora, dopo vent’anni, è giunto il momento di tornare in azione, di riunirsi alla gilda, di combattere malvagi nemici, di riportare in vita il mito. E’ giunto il momento di giocare a Baldur’s Gate e Baldur’s Gate II: Shadows of Amn: Enhanced Editions, sviluppato da Overhaul Games, divisione della software house canadese Beamdog, e pubblicato da Atari e Skybound Games. Questa nuova edizione contiene i due giochi principali, Baldur’s Gate e Baldur’s Gate II: Shadows of Amn, e in aggiunta tutte le espansioni uscite. Se non avete mai avuto modo di giocare a questa leggenda, siate pronti a essere partecipi della più grande ed epica avventura della vostra vita.

Baldur's Gate 1

Bentornati a Candlekeep

Il protagonista è un orfano cresciuto nella fortezza di Candlekeep, nelle sponde occidentali del continente di Faerun. Insieme a lui è sempre presente la sua amica Imoen e il padre adottivo Gorion, potente stregone che diventerà nostro maestro. Strani avvenimenti si stanno verificando in tutta la regione: il ferro sta diminuendo e la sua qualità è pessima giorno dopo giorno di più, i banditi sono sempre dietro l’angolo e mercenari si aggirano all’interno della fortezza. A causa di questi problemi, Gorion e il protagonista si apprestano durante la notte ad abbandonare Candlekeep verso una località più sicura per dare spiegazioni su quanto sta accadendo. Durante il viaggio verso la Locanda del braccio amico, luogo del nascondiglio segreto, i due vengono sorpresi in un’imboscata da un malvagio individuo e dai suoi scagnozzi. Al termine della battaglia, Gorion, pochi attimi prima di morire, ordina al protagonista di scappare verso la loro destinazione, dove troverà degli amici del mentore ad attenderlo: Khalid e Jahiera. Questa è l’inizio della nostra avventura nel cuore delle terre di Fareun, il cui obiettivo è quello di vendicarsi dell’assassino del povero Gorion.

In Baldur’s Gate II: Shadows of Amn, il nostro protagonista si risveglia, anni dopo la fine del primo capitolo, in una gabbia e non ricorda minimamente come sia stato rinchiuso lì. Tutto ciò che gli viene in mente sono losche figure che lo catturano in maniera rapida e silenziosa. Nella stessa stanza si trova un mago che si confida dicendo che vuole fare esperimenti di resistenza, senza che si possa ben capire gli intenti di questo santone. Nel mezzo del monologo, un guardiano riferisce al mago che stanno avvenendo degli scontri all’interno delle mura della prigione, costringendo i due a intervenire e a lasciare il protagonista da solo. Proprio in quell’istante si manifesta Imoen, la vecchia amica d’infanzia, che libera il protagonista, e, dopo aver esplorato parte dei sotterranei, i due si ricongiungono con i loro vecchi amici. Il loro obiettivo, questa volta, è liberare tutti gli altri prigionieri sotto le grinfie del pazzo mago, trovare il motivo per cui sono stati sottoposti a queste torture e, infine, vendicarsi di tutte le malefatte inflitte ai componenti della gilda. Sarà tutta una costante ricerca del mago, che scapperà da una parte all’altra del territorio di Amn per sfuggire al suo destino.

Baldur's Gate 2

Scegli il tuo personaggio

Come ogni gioco di ruolo che si rispetti, prima di cominciare si plasma la scheda personaggio. La creazione del protagonista non lascia spazio a dubbi ed è, in tutta sicurezza, il processo di realizzazione più complicato di sempre. La personalizzazione apre le porte a un vasto mondo di variabili e parametri che fa rabbrividire. Le scelte si dividono in: sesso, classe, razza e successiva sottoclasse, allineamento, caratteristiche, abilità, aspetto e, per ultimo, il nostro nome. E’ un processo lungo, macchinoso e poco accessibile per chi non ha confidenza con i giochi di ruolo.

L’introduzione al gioco e il tutorial sono necessari per il proseguimento e l’inizio vero e proprio dell’avventura. La moltitudine di meccaniche presenti è complicata da gestire ed è assolutamente essenziale comprenderne le tecniche in tutte le sue forme. Le proprietà uniche di ogni personaggio, che scopriremo minuto dopo minuto, e la navigazione non intuitiva, sia tra i menù che tra le ambientazioni di gioco, non aiutano minimamente la comprensione di chi si affaccia per la prima volta a questo genere e alza ancora di più il coefficiente di complessità del vasto mondo di Baldur’s Gate.

Labirinti e draghi

Dopo un breve riassunto di un mastodontico gameplay, non possiamo fare altro che ammirare una colossale mappa da dover esplorare in lungo e in largo. Parlando di un titolo uscito almeno venti anni fa, si può immaginare che non si tratta di un open world, bensì di un gioco con una mappa divisa in una gran quantità di aree e, per viaggiare tra due località distanti tra loro, occorrerà accedere in molte di esse prima di arrivare alla meta designata. Stiamo parlando di un gioco potente e poderoso in ogni sua parte, in grado di divertire i più appassionati di questo genere e di non annoiare mai a causa delle dimensioni geografiche epiche e della marea di missioni secondarie che si staccano completamente dalla trama principale, creando filoni sempre unici e autonomi. L’unica cosa che potrebbe annoiare, alla lunga, sono i testi di dialoghi e monologhi, presenza costante e importantissima per un qualsiasi gioco di ruolo degno di questo nome. I dialoghi possono durare anche diversi minuti e la miriade di righe che sarà indispensabile leggere è veramente smisurata. Spesso le singole battute all’interno di un dialogo sono talmente lunghe che è necessario ingrandire il box dedicato alla lettura nell’interfaccia grafica. Insomma, ci sarà tanto, tanto, tanto, sia da leggere, che da ricordare.

Baldur's Gate 3

Se Baldur’s Gate Enhanced Edition sotto l’aspetto del gameplay è un gioco tripla A a tutti gli effetti, sull’aspetto tecnico mostra qualche imprecisione, per lo più dovuta al porting per una console come PlayStation 4. La grafica è impeccabile e non si può avere niente di meglio per un titolo che è invecchiato benissimo con il tempo. I video iniziali e durante le fasi di gioco sono in alta definizione e i caricamenti immediati danno grande forza e valore aggiunto a una leggenda del settore. Si vede però un limite navigando nell’interfaccia grafica. L’unico elemento non customizzabile è proprio l’hub visivo, dove le poche opzioni a nostra disposizione non potrebbero soddisfare tutti i giocatori e potrebbero affaticare parecchio giocatori inesperti o casuali.

Il sonoro, d’altro canto, non ha nessun tipo di disturbo. Le musiche, solenni e maestose, sono realizzate egregiamente e hanno tempi che scandiscono in maniera puntuale le singole attività durante le fasi di gioco. Anche gli effetti sonori sono gestiti in maniera ottimale, in modo da coinvolgere il giocatore in determinati e specifici momenti, come una battaglia o all’interno di un dialogo. Qual è, quindi, la caratteristica che non ci soddisfa in questa recensione? Semplice: Baldur’s Gate non è un gioco adatto a una console. Molto spesso, e qui parlo in prima persona, mi sono trovato di fronte a comandi decisamente scomodi, sebbene dovessi compiere azioni semplici. E anche se effettuavo la giusta combinazione di tasti, non si aveva mai la sensazione di aver fatto l’azione corretta perché l’input nel gioco non è mai immediato.

Baldur's Gate 4

Fino a quando siamo di fronte a mouse e tastiera, si hanno a disposizione una pletora di tasti a cui corrisponde una precisa azione, così come per il movimento basta puntare e cliccare il punto preciso dove far muovere il personaggio o il gruppo. Su PlayStation 4, i tasti a disposizione sono limitati e selezionare un personaggio non è naturale come potrebbe esserlo su PC. Sotto questo punto di vista ci sarebbe un ampio margine di miglioramento, perché al momento la giocabilità è insoddisfacente.

Trofeisticamente parlando: trono di ferro

Baldur’s Gate and Baldur’s Gate II: Shadows of Amn Enhanced Editions, visto che si tratta di un double pack a cui portare rispetto, vanta due set di trofei differenti, uno per ogni capitolo canonico della serie. Baldur’s Gate prevede ben cinquantacinque trofei, gran parte di questi di bassa rarità. Sono pronti a essere ottenuti ben quarantasette bronzi, sei argenti, due ori e il più ambito Platino. Baldur’s Gate II: Shadows of Amn offre, invece, addirittura cinquantotto trofei, divisi rispettivamente in cinquantadue bronzi, tre argenti, due ori e l’indiscusso Platino. Per entrambi i titoli, la strada per arrivare all’ottenimento del più scintillante dei trofei è ardua e difficoltosa; ciò è dovuto per lo più al livello di difficoltà che dovremo affrontare per ottenere un trofeo oro relativo alla difficoltà Legacy of Bhaal, decisamente impossibile per giocatori con poca dimestichezza e bravura nei giochi di ruolo. I restanti trofei sono, per lo più, eventi, obiettivi e completamenti legati alle missioni principali e secondarie oppure azioni da compiere basate sulle caratteristiche del personaggio e sulle scelte che compieremo.

VERDETTO

Il bundle Baldur's Gate and Baldur's Gate II: Enhanced Editions riporta in alto il nome della leggenda che ha fatto impazzire milioni di giocatori alla fine degli anni Novanta. La storia e il gameplay sono gli stessi di quanto già visto venti anni fa, con migliorie sotto l'aspetto tecnico e stilistico. Peccato che tutto questo potenziale venga perso con una gestione dei comandi non troppo intuitiva e amichevole per i meno appassionati. Stiamo parlando di una istituzione e chiunque se lo sia perso è obbligato a recuperarlo per non perdersi il gioco di ruolo per eccellenza dedicato alla saga di Dungeons & Dragons.

Guida ai Voti

Antonino Gennaro
Appassionato di videogiochi di nuova generazione e collezionista di giochi retrò che hanno fatto di PlayStation il prodotto d'eccellenza che conosciamo oggi. Sono un nerd a 360 gradi: oltre ai videogiochi, apprezzo tutto ciò che è arte per gli occhi. Adoro guardare anime preferibilmente in giapponese, leggere manga di ogni genere, amante del cinema cult e fanatico della fotografia.