Beat Cop – Recensione

Sviluppatore: 11 bit studios Publisher: 11 bit studios Piattaforma: PS4 (disponibile anche per Mobile) Genere: Azione/Avventura Giocatori: 1 PEGI: 18 Prezzo: 14,99 €

Una delle tipologie di serie televisive più famose degli anni Ottanta è sicuramente quella dei polizieschi, con capolavori come Miami Vice, Chips e chi più ne ha più ne metta, tutte capaci di dare un taglio spettacolare al lavoro in divisa. Beat Cop ricalca questo stile per offrire ai giocatori un titolo particolare e a tratti decisamente irriverente.

Beat Cop

Agente Kelly a rapporto

Jack Kelly è appena stato trasferito nel nuovo corpo di polizia di Brooklyn, New York, sotto il controllo del rigido sergente Holloway che lo assegna al problematico Distretto 69, dove riceverà una formazione di base per eseguire tutti i compiti di un bravo poliziotto. Sfortunatamente, però, proprio quando il primo giorno sta per concludersi, l’agente preposto alla nostra formazione, prossimo alla pensione, viene freddato da misteriosi sicari in auto e inizierà, così, quella che sarà un’avventura non lineare dotata di finali multipli all’interno della quale dovremo decidere che tipo di poliziotto essere, mentre cercheremo di svelare una serie di misteri.

Per quanto non eccessivamente complicata, la trama di Beat Cop svolge in maniera egregia la funzione di accompagnare il giocatore all’interno di una serie di giornate lavorative nella quale andranno progressivamente ad aumentare la quantità e la complessità delle richieste e in cui dovremo sostanzialmente eseguire la ronda della città, completando una serie di incarichi. Pur non trattandosi di una struttura di gioco esageratamente complicata, Beat Cop sorprende fin dalle prime fasi per un’innata capacità di tenere il giocatore incollato allo schermo.

Beat Cop

Ti dichiaro in arresto

Il gameplay di Beat Cop riflette la trama di gioco. Nei panni di Kelly dovremo pattugliare il quartiere svolgendo i compiti base della polizia, come ad esempio multare e far rimuovere le auto in sosta vietata oppure fermare i taccheggiatori. Le varie tipologie di crimine verranno introdotte gradualmente, partendo dalle semplici multe a veicoli con un parchimetro scaduto oppure parcheggiate in zone non consentite per passare poi al controllo di gomme e fari, fino ad arrivare alle perquisizioni dei bagagliai di auto con targhe sospette. Lo stesso discorso vale per quello che riguarda le altre tipologie di reati. Dopo un paio di giorni ci verrà spiegato come bloccare ladri fuggiaschi, mentre superata la settimana dovremo cercare di gestire richieste giunte improvvisamente via radio, magari da portare a termine entro un tempo limite, proprio come accade nella vita reale.

Durante la nostra ronda giornaliera capiterà però di imbattersi anche in eventi decisamente particolari, come la visita di un poliziotto dall’estero a cui dovremo fare da balia oppure un problema da risolvere al ristorante. Tutto risulta però essere amalgamato alla perfezione con lo stile di gioco. La semplicità generale dei compiti, i comandi che potranno essere padroneggiati da chiunque e soprattutto la breve durata di ogni giornata permetteranno di godersi l’avventura a piccole dosi, senza mai essere sopraffatti dagli eventi.

Baffi e Ferrari

Proprio come nei migliori telefilm, anche Beat Cop offre un lato oscuro che farà da rovescio della medaglia alle nostre azioni. Di tanto in tanto potremo scegliere di prendere la via del poliziotto corrotto e fare scelte che ci permetteranno di favorire noi oppure le gang del quartiere. Oltre alle mazzette che la gente ci offrirà per chiudere un occhio sulle multe e che saranno dei graditi introiti extra, dato che dovremo periodicamente anche pagare gli alimenti alla nostra ex-moglie (quanta triste verità in questa meccanica), le due associazioni criminali della zona tenteranno di corromperci chiedendo favori in cambio di aiuti o denaro. I rapporti con la Mafia e la Crew – una banda di criminali – dovranno essere gestiti al meglio dal nostro Kelly che, oltre a trovarsi tra due fuochi, dovrà cercare di non inimicarsi nessuno per poter fare il suo lavoro nella maniera più costante possibile, soprattutto evitando di ritrovarsi con le classiche scarpe di cemento in fondo a un fiume.

Ogni azione che faremo, buona o cattiva che sia, andrà a influenzare a fine giornata il livello di socievolezza con gang, gente del quartiere e polizia, fornendo al giocatore una serie di bonus e malus che andranno a intaccare il nostro portafoglio e, sulla lunga distanza, a modificare la storia, conducendoci verso uno dei numerosi finali presenti. Nonostante una generale brevità dell’avventura, dato che parliamo di un totale di ventuno giorni su cui andremo a spalmare l’avventura di Kelly, la rigiocabilità sarà decisamente alta, complici anche le scelte multiple a cui andremo di tanto in tanto incontro.

beat cop

Vietato ai minori

L’aspetto senza dubbio più intrigante di Beat Cop è la voglia di 11 bit studios di creare quella che di fatto è una celebrazione del poliziesco anni Ottanta, con tutte le sue caratteristiche ben visibili e molto spesso esagerate o addirittura stereotipate, comprensibili peraltro a tutti grazie a un’ottima localizzazione in italiano. Il poliziotto indagato che cerca di ripulire la sua fedina, le gang da tenere a bada e il quartiere da pattugliare sono solo alcuni degli elementi che strapperanno un sorriso agli appassionati di vecchi telefilm. La macchina di Hazzard parcheggiata sul ciglio della strada, i coloriti dialoghi tra agenti, le missioni fuori di testa e più semplicemente una costante sensazione di déjà-vu saranno uno dei motivi per cui giocare questo titolo.

La scelta degli autori di utilizzare una grafica retrò in cui le facce dei personaggi saranno a malapena distinguibili contribuisce a dare questa sensazione di richiamo al passato, così come una colonna sonora incredibile in grado di rimanere in testa per delle ore. A livello tecnico, detto della grafica e della storia, tutto risulta più che in ordine: tempi di caricamento quasi a zero, assenza totale di cali di frame rate e soprattutto una generale pulizia per un gioco che non mostra evidenti difetti, se non quello di un’eccessiva brevità, dato che i giocatori potranno completare la storia impegnando una decina di ore totali. La già indicata alta rigiocabilità, comunque, darà modo di ripetere l’avventura di Kelly più e più volte per svelare tutti i finali disponibili e soprattutto per diventare i poliziotti migliori (o peggiori) della città.

Trofeisticamente parlando: agente a terra!

La lista trofei di Beat Cop comprende un po’ a sorpresa anche un interessante trofeo di Platino, per ottenere il quale sarà sufficiente giocare il titolo un paio di volte oppure sfruttare la modalità di riavvolgimento per giocare determinati punti della storia. Tante coppe legate a particolari eventi nei vari giorni, altre generiche decisamente più facile per un Platino fattibile senza problemi grazie alla nostra dettagliatissima guida ai trofei.

VERDETTO

Se siete appassionati di serie poliziesche degli anni Ottanta e state cercando un degno tributo, allora Beat Cop è il titolo che fa per voi. L'avventura di Jack Kelly, per quanto breve, è decisamente intensa e ricca di citazioni e momenti divertenti, che strapperanno più di un sorriso a chi ama questi telefilm. Le meccaniche di gioco semplici e mai troppo profonde permetteranno a chiunque di divertirsi, diventando poliziotti amati oppure odiati a seconda delle scelte. Tra criminali da acciuffare e ronde da completare, il titolo di 11 bit studios saprà sicuramente farvi divertire.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.