Sviluppatore: Pendulo Studios, YS Interactive Publisher: Anuman Interactive, Microïds Piattaforma: PS4 Genere: Avventura Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 39,99 €

Tra il sacro e il profano

Citando perle come Runaway, ma anche pensando ai più recenti Deponia, ci vengono in mente avventure grafiche di stampo classico, votate alla raccolta di oggetti, alla loro combinazione e alla risoluzione di enigmi spesso complicati. Blacksad è invece un’avventura moderna che si rifà a quelle soluzioni di gameplay già viste nei lavori di Quantic Dream o, per restare sullo stesso genere, agli ultimi giochi della serie Sherlock Holmes. Da quest’ultimo ha sicuramente preso in prestito il sistema che permette di raggruppare gli indizi e le intuizioni di John Blacksad, per poi collegarli e ricavarne le deduzioni che permettono di proseguire nella fase investigativa. I sensi di gatto sono un ulteriore strumento per raccogliere prove che altrimenti passerebbero inosservate, come rilevare un particolare odore addosso a uno dei sospetti per capire dove è stato e chi ha incontrato, o aguzzare la vista per rilevare dettagli fondamentali nell’ambiente circostante.

Blacksad: Under the Skin

Alzi la mano chi, nel sistema di movimento, ci ha ritrovato l’intramontabile Grim Fandango. Ebbene sì, stiamo parlando degli amati (solo da Tim Schafer) e odiati comandi tank che, in ogni caso, accompagnati da una telecamera che svolge egregiamente il suo dovere, non ci hanno creato particolari disturbi. Le movenze di Blacksad sono lente e pigre (beh, è un gatto) ma l’ampiezza degli spazi giustifica la scelta di non introdurre alcun comando per incrementare il passo del protagonista. Per aggiungere un po’ di azione sono stati introdotti numerosi eventi Quick Time Event, spesso imprevedibili, che richiedono al giocatore massima attenzione anche nelle scene più insospettabili.

Tra l’altro, non è detto che il vostro comportamento debba essere per forza buono. Il gioco permette di modellare il vostro personalissimo Blacksad, temprando vari aspetti del carattere in base a scelte morali che capiteranno di tanto in tanto. Qui arriva uno dei tanti difetti di questa produzione e di tante altre: ha senso poter scegliere chi essere, se poi quelle scelte incidono poco sul corso degli eventi? E’ una domanda alla quale è difficile rispondere in modo corretto e obiettivo. E poi ancora: può esistere una bella storia senza un filo conduttore dettato dall’autore stesso? Probabilmente no. In Blacksad: Under the Skin c’è questo filo conduttore che prende per mano la trama e resta estraneo alle scelte, anche se potete concludere l’avventura con diverse morti sulla coscienza e assistere a qualche finale alternativo. Nel menù di gioco sono distribuite altre due perle: alla voce Progressi possiamo trovare l’avventura appena vissuta sotto forma di fumetto e, eventualmente, ritornare a un checkpoint precedente per fare scelte diverse. La Hall of Fame, invece, è oro colato per gli amanti dei collezionabili; ogni ambiente di gioco nasconde al suo interno figurine riguardanti i campioni della boxe, del football, dell’hockey e del baseball da inserire nei rispettivi album.

Blacksad: Under the Skin

Qualche incidente di percorso

Prima è stato pubblicato per errore con una settimana di anticipo sul PlayStation Store, poi è arrivata la prima patch che, tuttavia, non è riuscita a sistemare le numerose difficoltà tecniche di questa produzione. In generale Blacksad: Under the Skin sembra avere qualche problemino di troppo, ma nulla che vi costringa ad abbandonare il gioco o a non poter andare avanti nell’avventura. Fortunatamente la seconda patch ha sistemato gli importanti glitch grafici che affliggevano le sezioni in cui si usavano i sensi di gatto.

Graficamente il gioco non è assolutamente all’ultimo grido, ma adattare a un videogioco uno stile particolare come quello dei disegni di Canalez e Guarnido era davvero difficile e, secondo noi, Pendulo Studios ci è riuscita. Nel suo piccolo il prodotto riesce a mantenere l’originale atmosfera noir del fumetto. Purtroppo è impossibile non notare le tante texture di scarsa qualità. Il comparto audio è molto soddisfacente, con una colonna sonora, caratterizzata perlopiù da tromba e contrabbasso jazz, che accompagna alla perfezione l’avventura e un doppiaggio inglese veramente ottimo. Sono presenti i sottotitoli in italiano.

Trofeisticamente parlando: sotto la tua pelle

Se siete amanti delle avventure e allo stesso tempo cacciatori di trofei, Blacksad è il gioco che far per voi. Gran parte della rigiocabilità del titolo è dovuta alla presenza di alcuni trofei impossibili da ottenere con una sola run; alcuni di essi promettono tempesta, come quello che otterrete soltanto non morendo mai durante la storia. Tra l’altro il sistema di salvataggio automatico e l’impossibilità di saltare le scene d’intermezzo non facilitano l’impresa. Per ulteriori informazioni, date un’occhiata all’elenco trofei sul forum di PlayStationBit.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8/10
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Salvatore Terlizzi
E' legato ai videogiochi da quando per la prima volta mette le mani su Monkey Island, da allora comincia ad interessarsi sempre più a titoli di ogni genere e ogni piattaforma. Il suo genere preferito sono indubbiamente le avventure grafiche. Ha una discreta passione per il cinema trash ma niente di serio.