Sviluppatore: NiKo MaKi Publisher: NiKo MaKi Piattaforma: PS4 Genere: Party Giocatori: 1-4 PEGI: 3 Prezzo: 3,49 €

L’evoluzione del mercato videoludico, soprattutto dopo la diffusione degli smartphone e dei giochini reperibili sui relativi store, rende sempre più difficile capire che cosa possa essere definito videogioco. Il livello di interazione, le soluzioni grafiche, la profondità e la credibilità della trama sono solo alcuni dei criteri che consentono di inquadrare un titolo all’interno di un genere e di capire il pubblico a cui si rivolge e le sue potenzialità. Trovare qualcosa a cui aggrapparsi per capire che cosa sia Butter & Friends: Babysitter Sim e se sia, prima di tutto, un videogioco a tutti gli effetti, non è per nulla facile, eppure ci proveremo.

Butter & Friends: Babysitter Sim

Ciao. Gioca.

Non è sempre necessario avere un background per avere un buon gioco, perciò non ci scandalizziamo eccessivamente nel constatare come questo ci porti subito nella schermata di avvio e successivamente in quella di selezione di “bambini” e mani baby-sitter. Una selezione che di fatto dobbiamo fare alla cieca, non avendo ricevuto alcuna informazione preventiva, sperando di riuscire ad avviare il gioco e capire quello che ci viene richiesto cimentandoci direttamente sul campo.

Un minimo di contestualizzazione la troviamo, in effetti, subito prima di iniziare con l’azione vera e propria (se così si può definire). Un box testuale sullo schermo riporta le parole che, deduciamo, ci rivolgono i genitori dei piccoli protagonisti del gioco, le quali ci informano che dovremo occuparci di loro per dodici ore. Il problema è che ci sono numerosi pericoli pronti a mettere a repentaglio l’incolumità dei bambini e che loro stessi hanno una fastidiosa attrazione verso le porte che rischia di condurli fuori dalla nostra ala protettrice.

Butter & Friends: Babysitter Sim

Mamma, ho perso il gameplay

La schermata di gioco – è giusto descriverla perché sarà l’unica ambientazione che vedremo – è un disegno bidimensionale e piuttosto stilizzato che riproduce un salotto con due finestre e due porte alle estremità. Al centro della stanza troveremo il piccolo da accudire, che nello specifico sarà un cibo personificato: un panetto di burro, una pannocchia, una fetta di pane e così via, per un totale di nove varianti sbloccabili nel corso del gioco. Un orologio alla parete mostrerà invece lo scorrere del tempo e determinerà il raggiungimento del nostro obiettivo, ossia le dodici ore di baby-sitting.

Il nostro campo di intervento è estremamente limitato. Controlliamo una piccola mano guantata e colorata, che possiamo spostare sullo schermo come il cursore di un mouse e con cui possiamo afferrare il piccolo e trascinarlo per la stanza, oppure interagire con gli elementi di disturbo per liberarlo dalle loro grinfie. Non ci sono altre azioni disponibili ed è stato surreale trovarsi a premere tutti i tasti possibili (non esiste infatti alcun tutorial né alcun elenco di comandi, anche se abbiamo capito solo dopo il perché) nella speranza di scoprire qualche funzionalità aggiuntiva.

Gli elementi di disturbo già citati sono personaggi e oggetti che attraversano la stanza dall’uno o dall’altro lato dello schermo e che cercheranno in ogni modo di condurre all’esterno il piccolo protagonista lasciato alla nostra responsabilità. Le possibilità sono anche qui molto limitate; abbiamo un ufo, un’aquila, un ladro, un gatto, una palla e un palloncino fluttuante. Ognuno ha un effetto diverso. Ad esempio, l’ufo attrae il piccolo con il suo raggio, il ladro lo afferra e corre verso la porta, mentre il palloncino lo attira lentamente verso l’uscita. In caso di cattura, dobbiamo cliccare ripetutamente sull’oggetto o sul personaggio per riportare il piccolo a terra e possibilmente al centro della stanza.