Call of Duty: Modern Warfare – Recensione

Sviluppatore: Infinity Ward Publisher: Activision Piattaforma: PS4 Genere: FPS Giocatori: 1 (Online: 2-20) PEGI: 18 Prezzo: 69,99 €

Eccoci anche quest’anno a parlare della nuova iterazione di Call of Duty. Mentre Beenox era impegnata a confezionare lo scorso capitolo, Black Ops 4, e l’intramontabile Crash Team Racing Nitro-Fueled, il team di Infinity Ward è stato al lavoro su un progetto che, in un certo senso, segue il filone del revival delle mascotte PlayStation di questi ultimi anni adoperato proprio da Activision, proponendo un reboot della tanto amata saga del popolare sparatutto. Così nasce Call of Duty: Modern Warfare, una reinterpretazione dello storico capitolo inscatolata con tutta, ma proprio tutta l’esperienza che il team ha sviluppato in questi anni, con una grande dose di passione e voglia di mescolare ancora una volta le carte in tavola.

Si allontani chi guarda con pregiudizio questa saga o chi la considera una macchina macina-soldi. Con questo nuovo Call of Duty, Infinity Ward ha tenuto e tiene ancora a cuore la vicinanza con la community e il suo feedback, elemento che abbiamo già constatato con la nostra anteprima della beta, in visibile miglioramento giorno dopo giorno. Oggi abbiamo messo le mani sul prodotto finito, ed è finalmente tempo di tirare le somme.

Call of Duty: Modern Warfare

E gli americani vincono

In Call of Duty: Modern Warfare torna un grande assente dell’anno scorso: la campagna in single player. E più in forma che mai. Una storia che, con tantissimi riferimenti alle trame passate, un pizzico di humour mescolato a una forte drammaticità e una grandissima caratterizzazione dei personaggi, in particolar modo del carismatico capitano Price e della impavida leader Farah, riesce a intrattenere e incuriosire il giocatore per le prime ore di gioco per poi successivamente esplodere e diventare appassionante al punto da non voler farci più staccare gli occhi dallo schermo.

La trama del nuovo Modern Warfare quasi si slega dal titolo a cui “si ispira”, ambientata sì in un altro universo narrativo, ma che non disdegna citazioni alle vecchie opere o il riproporne alcuni personaggi. Impersoneremo Alex, un agente della CIA che collaborerà con Farah, capitana di una milizia ribelle, in missione per ristabilire l’ordine in Urzikstan, paese di fantasia, debellando la minaccia delle truppe russe capitanate dal generale Barkov e dei terroristi di Al-Qatala, ma gli attacchi non si limitano al Medio Oriente. Tra le vittime di alcuni attentati ci sono anche dei Paesi europei, come Londra. L’attacco smuoverà anche il SAS, corpo speciale britannico comandato dalla nostra “vecchia ma nuova” conoscenza John Price. Da qui la formazione di un’inarrestabile task force nata per fare giustizia, sbaragliare le organizzazioni terroristiche e farla pagare al generale russo per i crimini di guerra commessi.

Call of Duty: Modern Warfare

Probabilmente la trama non brilla per originalità, avendo al suo nucleo i soliti intrugli politici e terroristici, ma ciò che effettivamente appassiona sono i sottili messaggi che dipingono la crudeltà della guerra vista non solo con gli occhi dei soldati, ma anche di civili e bambini, racconto ancor più emozionante grazie alle vicissitudini di Farah Karim e i suoi flashback, ottimi per delineare il background e farci provare empatia con il personaggio. Piccola nota di demerito la riserviamo al voler allungare il brodo con alcune missioni forse troppo forzate, ma quelle poche si fanno perdonare da tanti scenari coinvolgenti. Ci riferiamo alla crudele missione di Londra e bene o male a tutte le operazioni in spazi stretti, come la sublime Tabula rasa, registicamente spettacolari. Non siamo rimasti delusi; i nemici sapranno tenderci agguati e organizzare trappole e accerchiamenti anche in aree aperte, specialmente alle difficoltà più alte, dove addirittura l’esperienza si fa frustrante.

Le sfide offerte dalla campagna, per nostra fortuna, non sembrano mai fatte con lo stampino. Ogni missione ha qualcosa di nuovo da far provare al giocatore, tra guerriglia classica, spionaggio, cecchinaggio, controllo di dispositivi vari e addirittura guidare civili verso la salvezza, e ha la peculiarità di essere strettamente legata alle altre modalità di gioco, ovvero il multiplayer e la cooperativa, rispettivamente per sbloccare gettoni EXP e per dare un concept più chiaro alla superficiale trama della modalità co-op. Tuttavia duole segnalare alcuni problemi un po’ grossolani per quanto riguarda i checkpoint. Questi si comportano come il (non troppo) buon vecchio Tomb Raider: Angel of Darkness, cioé salvano automaticamente la partita quando si raggiunge un determinato punto sulla mappa, ma non sempre quando è tutto sgombro o quando siamo al sicuro. Spesso e volentieri ci siamo beccati un headshot istantaneo ricaricando la partita, e l’unica soluzione, in quel raro caso, è ricominciare la mappa. Ma messi da parte questi trascurabili problemi tecnici, facilmente risolvibili con una patch, la campagna del reboot di Call of Duty 4 resta formidabile, intrigante e appassionante nonché un grandissimo trampolino di lancio verso le meccaniche di gioco, qualora vi stiate avvicinando per la prima volta alla saga.

Bravo Six, going dark

Il gameplay di Call of Duty: Modern Warfare prende quanto di buono sia stato fatto nell’intera serie e lo migliora. Viene abbandonato il modus operandi degli scorsi anni (anche se un accenno ce l’aveva già dato Black Ops 4), il nucleo del gioco è completamente rivisitato e quasi del tutto stravolto grazie a un engine grafico e tecnico del tutto svecchiato, ora più arcade nonostante lo stampo realistico. Merito di una velocità di puntamento fluida e immediata, aiutata dai movimenti dei personaggi intuitivi e veritieri e influenzati dal peso delle armi che trasportiamo. Lo shooting è una vera goduria tant’è frenetico, perfezionato nella gestione del rinculo, nella potenza di fuoco delle singole armi, nella fisica dei proiettili – ora minuziosa, in particolar modo nei fucili da cecchino – e del time to kill. Il gioco fa centro con la sua meccanica base, semplicemente perfetta.

Elasticità è la parola d’ordine per questo Call of Duty. Impossibile non menzionare la personalizzazione delle armi con le mod, che aprono a nuove esperienze di shooting. E’ ora inoltre possibile avere una visione più tattica del campo di battaglia grazie all’abilità di appoggiarsi a pareti e ripari per un puntamento di precisione, e con il minimo possibile di pelle esposta. Un’altra grande novità sta nel poter aprire e chiudere le porte degli edifici, perfetto per tendere trappole ai nemici, ripararsi dal fuoco o per nascondersi, anche se è una caratteristica limitata alle mappe strette. Abbiamo particolarmente apprezzato l’abbandono dei nomi fittizi per le armi, finalmente non più censurate, e la libertà di scegliere, personalizzare e modificare il proprio equipaggiamento in qualsiasi momento, anche in battaglia, mentre i fan storici potranno anche riabbracciare le kill streak, a rimpiazzo delle score streak (che preferivamo, ma sono gusti). Ci è voluto il coraggio di un leone anche solo per pensare di reinterpretare uno tra i Call of Duty più amati dalla community, eppure il team di Infinity Ward è riuscito a scomodare con successo il nome di Modern Warfare grazie, oltre al comparto narrativo, allo stile di gioco fresco e innovativo, alle nuove meccaniche di gioco e alle tante modalità aggiunte, un miscuglio capace di trasmettere effettivamente una guerra moderna, come riporta il titolo.

Call of Duty: Modern Warfare

Ma non c’è gunplay che tenga senza un’adeguata dose di modalità in cui metterci alla prova, cosa che anche in quel di Activision hanno pensato. Onnipresenti le classiche modalità come il deathmatch tutti contro tutti e a squadre o la playlist di dominio e cattura la bandiera, ma se ne aggiungono tante nuove al gioco, tra varianti e innovazioni. Tra le prime abbiamo il mastodontico multiplayer a squadre di venti giocatori – quaranta complessivi – in mappe più grandi del solito, o ancora il deathmatch in notturna per un gameplay dalla doppia prospettiva. Le seconde, ovvero le innovazioni, sono effettivamente pochine, ma lasciano il segno. Ci riferiamo alla Guerra Terrestre, un tipo di incontro che ci ha stupito per la sua portata. Si tratta a tutti gli effetti di una guerra, svolta tra due fazioni di trentadue giocatori l’una situata nelle mappe più grandi della storia di Call of Duty (una delle quali è arrivata di recente con il primo aggiornamento gratuito). Ci si battaglierà come se stessimo giocando più modalità allo stesso tempo, controlleremo le varie aree a mo’ di dominio per fare punti e fermeremo i nostri avversari alla vecchia maniera oppure a bordo di ATV o carri armati, da provare in compagnia.

L’ultima nuova modalità degna di nota, ma non certo per importanza, è il Gunfight 2v2. Senza esagerare, si tratta della tipologia di gioco più equilibrata di sempre in un Call of Duty. In compagnia di un altro giocatore, combatteremo in un’area stretta contro altre due persone armate dello stesso identico equipaggiamento che il gioco ci fornirà casualmente. Basta con le scuse da “aveva un’arma migliore della mia”, in Gunfight è tutta abilità, perfetta per mettersi alla prova.

Call of Duty: Modern Warfare

Sei proiettili, più che sufficienti per uccidere qualunque cosa si muova

Ma ogni medaglia, ahinoi, ha due facce. Per quanto si tratti di uno dei CoD più godibili di tutti i tempi, neppure Modern Warfare è esente da difetti, a cominciare da alcuni level design un po’ dubbi, non tanto per il comparto grafico, quanto per alcuni problemi di struttura. Si è parlato tanto dei favoritismi, per così dire, al camping, ed effettivamente le lamentele hanno un fondo di verità. Alcune mappe, specialmente quelle ambientate nel deserto, favoriscono quel tipo di cecchinaggio codardo e spudorato anche a causa dello spawn killing. Inoltre, nonostante le ambientazioni riescano a richiamare un senso di familiarità già con poche partite, è da riconoscere che le aree da esplorare non sono poi così tante, tolti gli scenari già scoperti con la modalità campagna, ma se non altro anche queste ultime presentano argute biforcazioni inedite. Un po’ aspro anche lo sblocco delle armi più potenti con il crescere di livelli, elemento che sbilancia il multiplayer competitivo a causa di un ranking online poco coerente. Un livello 1 può scontrarsi anche con un livello 50. Fortunatamente salire di livello è molto più facile rispetto al passato nonché aiutato dalle altre modalità di gioco. Grazie al level-up congiunto, anche giocare alla co-op darà i suoi frutti. Paradossalmente non dà il minimo problema il cross-play con gli utenti PC, in quanto limitato esclusivamente ai giocatori che utilizzano un gamepad. Nessun segno di lag e quant’altro tra le varie piattaforme, Modern Warfare è il degno pioniere del cross-play su PlayStation 4.

A proposito di co-op, sfortunatamente si tocca un altro tasto dolente. Quella cooperativa è la modalità meno riuscita dell’intero pacchetto, carina e appassionante se giocata con gli amici, ma con parecchie sviste tecniche. Facendo squadra con altri tre giocatori, il nostro compito sarà quello di debellare completamente tutto ciò che resta di Al-Qatala ma svolgendo missioni superficiali e troppo anonime. Queste sono generate nel corso della partita e solitamente consistono nel recarsi al punto prestabilito, uccidere o distruggere il bersaglio e tornare indietro. Sono missioni ripetitive e noiose nella loro struttura nonché difficili da portare a termine a causa di un esagerato spawn rate dei nemici. Le mappe in cui si svolgono queste attività in cooperativa sono parecchio vaste, ma di tanto in tanto prive di ripari; spesso e (non) volentieri ci ritroveremo accerchiati da un numero incalcolabile di nemici, che man mano diverranno sempre più aggressivi. Serve un forte spirito di squadra e tanta fortuna per riuscire a portare a termine tutte e quattro le missioni, che si collocherebbero dopo la campagna principale, ma sono sicuramente trascurabili ai fini della trama. La co-op è anche misteriosamente la modalità più colpita dai bug: compenetrazioni assurde, respawn potenzialmente letali (siamo morti un paio di volte semplicemente atterrando con il paracadute) e missioni e nemici assenti. Al momento il giudizio su questa finestra di gioco si aggira su una sufficienza, salvata in extremis dal survival a ondate, decisamente più frenetico, divertente e meglio studiato.

Non sapevo di essere al cinema

Non ci stancheremo mai di ripeterlo, il comparto grafico di Call of Duty: Modern Warfare è una goduria. Raggiunge il suo apice durante la campagna grazie agli scenari prestabiliti, tra porte e strutture danneggiate con precisione dalle pallottole, una visuale quasi sempre caratterizzata dalla messa a fuoco della telecamera che simula gli occhi dei personaggi, un’ambientazione resa credibile dai forti dettagli delle texture, tanta qualità dei volti e dei modelli, delle espressioni facciali e della regia ispirata capaci di strizzare l’occhio alle produzioni di Hollywood. La CGI dei filmati nella campagna ci farà credere di essere al cinema.

Call of Duty: Modern Warfare

Il tutto gira senza fronzoli a 60 fps, stabili e senza mai alcun picco. La cura per le armi è maniacale, dalla riproduzione delle loro forme e colori ai suoni, studiati e replicati alla perfezione in-game. Impossibile non menzionare la simulazione certosina dell’audio tridimensionale e il sublime doppiaggio in italiano, costituito da un cast di doppiatori talentuosi e più che azzeccati per i personaggi.

Trofeisticamente parlando: qui Echo 3-1, abbiamo il Platino in custodia

Per la fortuna dei cacciatori di trofei, Call of Duty: Modern Warfare conta sette coppe di bronzo, quindici d’argento, cinque d’oro e un Platino tranquillamente ottenibili offline. Nessun trofeo online, questa volta. Essenzialmente bisognerà finire la campagna a difficoltà Veterano o superiore e svolgere tutte le azioni secondarie richieste, come usare una sola pallottola per nemico in Tabula rasa o completare la galleria esclusivamente armati di 1911. Alcune coppe potrebbero dare qualche grattacapo, ma grazie al restart dal checkpoint è possibile provare ancora e ancora le missioni più ardue. Si tratta di un Platino relativamente semplice da ottenere e non troppo dispendioso. Per ulteriori informazioni sfogliate pure la nostra completa guida ai trofei.

VERDETTO

Call of Duty: Modern Warfare è uno sparatutto sopraffino, forse il migliore sul mercato. Condito da una storia coinvolgente e realistica, il gioco di quest'anno è il più frenetico di tutti i tempi, supportato da uno shooting pulito e vispo e dalle stupefacenti modalità di gioco. Grazie al continuo e gratuito supporto di Infinity Ward al prodotto, ci sentiamo di perdonare le piccole sviste del multigiocatore, ma è ancora difficile mettere una pietra sopra alla svogliatezza della co-op. Tutto sommato, se siete in cerca di un FPS in grado di offrirvi del sano divertimento anche sulla scena competitiva e di un gioco che vi faccia gridare al miracolo, Call of Duty: Modern Warfare è quello che fa per voi. Assegniamo una medaglia virtuale a Infinity Ward, che è riuscita con successo a svecchiare il brand e scomodare con successo il capostipite della saga più amata del genere Sparatutto.

Guida ai Voti

Andrea Letizia
Cresciuto a pane e Crash Bandicoot, deve la sua conoscenza dell'inglese grazie a uno studio intenso dei dialoghi sottotitolati nei videogiochi. Grande amante degli action RPG e dei platform, dei cani e del wrestling.

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