Castle on the Coast – Recensione Speedrun

Sviluppatore: Big Heart Productions Publisher: Klabater Piattaforma: PS4 Genere: Platform Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 14,99 €

La nostra recensione Speedrun di Castle of the Coast racconta di un progetto ambizioso. Il team di Big Heart Productions, in collaborazione con Klabater, ha infatti creato un platform con il nobile intento di aiutare un ospedale pediatrico. Scoprite con noi le gioie di avventurarsi in un castello con la giraffa George.

Curioso come George

La descrizione di Castle on the Coast inquadra il titolo come un platform arcade da collezione, centrando con grande precisione lo stile dell’opera di Big Heart Productions. Il protagonista dell’avventura è la giraffa George, simbolo dell’ospedale pediatrico Valley Children’s Hospital di Fresno, in California. Il nostro eroe si muove in mondi tridimensionali da esplorare per raccogliere una serie di oggetti, indispensabili per accedere a nuove aree.

La trama è semplice quanto le richieste del gioco: su un’isola sperduta e misteriosa, alcuni maghi hanno creato un castello in cui passare il tempo in allegria. La comparsa di un terribile mostro ha però obbligato gli stregoni ad agire e combattere, scomparendo dalla faccia della terra. George decide di mettersi in viaggio, in quello che rimane a metà tra sogno e realtà, per scoprire le meraviglie del castello magico solo apparentemente disabitato.

Fin da subito si capisce che Castle of the Coast è un titolo progettato per giocatori molto giovani, con meccaniche semplici, ambientazioni colorate e personaggi stravaganti. Lo stile è quello dei classici platform tridimensionali per PlayStation 2, in cui saltare e superare ostacoli. Difficile (ma non impossibile) andare incontro alla morte, ma i checkpoint sono sufficientemente generosi da non rendere l’esperienza frustrante.

Parkour animalesco

Le meccaniche di Castle on the Coast comprendono l’ABC tipico dei platform. Tanti salti da eseguire con il giusto tempismo, nemici da eliminare con qualche attacco e anche aree speciali in cui nuotare, usare veicoli e simili. Il mondo di gioco si espande comunque in maniera abbastanza lineare, tanto che non sarà necessaria alcun tipo di mappa.

Anche le richieste non vengono mai chiarite, non essendocene mai davvero bisogno. In ogni zona bisogna infatti raccogliere oggetti speciali (come stelle, lune e simili) di dimensioni abnormi. Con queste è possibile sbloccare porte che permettono di accedere a nuove aree del castello. Questa dinamica viene comunque inizialmente spiegata in un semplice tutorial che illustra anche i comandi di George. La giraffa può saltare, eseguire wall jump e attaccare. Sparsi per i livelli anche dei fiori (la valuta del gioco), che possono essere scambisti con costumi speciali per cambiare l’aspetto del protagonista.

Tutto incredibilmente semplice, come già anticipato nella nostra premessa, ma perfetto per godersi un’avventura rilassante con una componente grafica dallo stile unico. Il rimando ai titoli del passato è infatti palese e accattivante. Meno azzeccati comandi e telecamera, che risultano legnosi e imprecisi, così come una colonna sonora non esattamente esaltante.

Anche i dialoghi, nella loro banalità, risultano fin troppo scontati e spesso superflui. Un vero peccato, perché Castle on the Coast avrebbe meritato una miglior contestualizzazione (e magari una traduzione in italiano). Anche così comunque, i giocatori più giovani si divertiranno per una decina di ore scarse. Doveroso poi ricordare lo scopo del gioco, che nobilita l’intera produzione pur non aumentandone il tasso tecnico.

Trofeisticamente parlando: collo lungo e coppe di bronzo

Da un platform semplice non era lecito aspettarsi trofei complicati. La lista di Castle on the Coast è super lineare, e richiede di raccogliere costumi, oggetti e ovviamente terminare l’avventura. Niente di complesso, tanto che i giocatori più esperti potrebbero completare la sfida in meno di cinque ore.

VERDETTO

Se state cercando un platform semplice, adatto magari a far avvicinare vostro figlio al mondo dei videogiochi, Castle on the Coast fa decisamente al caso vostro. Il titolo di Big Heart Productions è realizzato davvero col cuore, con tanti elementi interessanti supportati da un gameplay immediato. Sfortunatamente qualche lacuna tecnica non gli permette di eccellere, ma la causa nobile a cui è destinato il ricavato ci permette comunque di consigliarlo senza remore a tutti i giocatori.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.