Darkestville Castle – Recensione

Sviluppatore: Epic Llama Publisher: Buka Entertainment Piattaforma: PS4 (disponibile anche per Mobile) Genere: Punta e Clicca Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 14,99 €

Se avete meno di vent’anni, forse stenterete a crederci, ma qualche tempo fa a dominare la scena nel mondo dei videogiochi non c’era uno shooter online. Fortnite, Fall Guys e simili ancora non esistevano e il multiplayer in rete era solo un sogno ancora lontano. Nel 1990, a catturare l’attenzione del pubblico fu The Secret of Monkey Island, un’avventura grafica sviluppata da LucasArts. L’epopea di Guybrush fece appassionare milioni di ragazzini, imponendo il genere come uno dei più apprezzati. Tuttavia, con i successivi passaggi generazionali e l’evoluzione del mercato, i punta e clicca hanno perso via via importanza, fino quasi a scomparire. Questo fino all’avvento di PlayStation 4, che si è rivelata un terreno fertile per il genere. L’effetto nostalgia, e l’indubbia qualità di titoli come Day of the Tentacle o Grim Fandango, ha spinto l’utenza a riportare in auge questa tipologia di videogiochi, anche grazie a eccezionali lavori di rimasterizzazione. E come un puro omaggio alle opere di LucasArts, ecco arrivare Darkestville Castle, avventura grafica sviluppata da Epic Llama e pubblicata da Buka Entertainment.

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Parola d’ordine: irriverenza

Darkestville Castle è il primo approccio della software house con i punta e clicca; buona la prima o semplice clone? Ve lo anticipiamo, il titolo non rivoluziona o sconvolge in alcun modo  il genere, eppure è una sorta di boccata d’aria fresca. Perché? Perché nella sua semplicità e immediatezza, proveniente da giorni passati, è in grado di lasciare un sorriso sul volto al termine di ogni sessione di gioco. Una sensazione andata persa nell’ultimo decennio. Il merito è tutto dello strambo protagonista e della sua buffa storia.

La città di Darkestville era un luogo pacato e accogliente, ma qualche volta i paesi cambiano le proprie tradizioni. E questo è il caso. Una notte accadde qualcosa di pazzesco, su Darkestville precipitò quella che sembrava una stella cadente. Gli abitanti del luogo rimasero sorpresi per lo strambo evento e avvicinandosi alla stella videro fuoriuscirne un bebè. Il suo nome era Cid, ma lui non era un neonato come tutti gli altri… era speciale. Era un demone. Nonostante l’aspetto inquietante, Cid crebbe nella città, sempre pronto a combinare guai. Gli anni passarono e in lui emerse sempre più la sua vera natura demoniaca. Malizioso, caotico, sempre pronto a far danni. I problemi degli altri cittadini erano per lui un gioco. Questo era Cid. Ma quando il male pervade una città, solo il male può porre fine ai tristi eventi. Qui comincia l’avventura di Cid, che tenete bene a mente, non avrà un finale felice.

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In Darkestville, i videogiocatori vestono i panni di Cid, un noto burlone dall’aspetto scheletrico che trae soddisfazione nell’infliggere pene ai suoi concittadini. Tuttavia, ben presto la tirannia di Cid giunge al termine. Il benefattore locale assume una banda di cacciatori di demoni per ucciderlo. Quello che ne segue è un’odissea piena di risate, in cui Cid è costretto a fuggire dai suoi inseguitori.

Una trama che non brilla certo per inventiva, ma che riesce comunque a tenere incollati allo schermo. Cid è il cattivo perfetto: dall’aspetto inquietante, ma sempre con il sorriso creepy stampato sul volto. Vestito come un ammiraglio della marina, i suoi occhi gialli trasmettono terrore. In tutte le circa sei ore di gioco richieste per completare il titolo, assumere le sue sembianze è pura goduria. Che gli abitanti di Darkestville si preparino alla nostra vendetta.

Degno successore

Darkestville Castle è un’avventura grafica piuttosto classica, ricca di dialoghi, interazioni e puzzle. Se spesso interagire con i vari oggetti presenti nello scenario risulta noioso, in questo titolo accade tutto il contrario. Tutto, dai dialoghi alle mere descrizioni, è follemente irriverente e spassoso. Un umorismo che prende spunto dalle opere passate di Tim Schafer, ma che riesce comunque a emergere da quell’immensa ombra.

Darkestville Castle

Per avanzare con la narrazione, i videogiocatori non sono solo chiamati a conversare con altri personaggi, ma anche a raccogliere e combinare elementi per poi poterli riutilizzare in altre ambientazioni, magari visitate in precedenza. Nel complesso, i numerosi enigmi e puzzle presenti sono abbastanza logici e relativamente semplici da risolvere. Proseguendo, essi diventano via via più complessi, ma la curva di difficoltà è tarata in maniera ottima. Pur costringendoci a pensare fuori dai binari, i puzzle non diventano mai così tanto difficili da dover richiedere l’utilizzo di una guida. Darkestville Castle è un buon punto di partenza per i novizi del genere, grazie alla trama spassosa e al gameplay semplice, ma anche un porto sicuro per i veterani dei punta e clicca, grazie al mondo di gioco profondamente ispirato.

Date le ambientazioni oscure ma al contempo ricche di colori – realizzate dall’artista Gonzalo Sayavedra – e il particolare design dei personaggi, dal punto di vista grafico il titolo sviluppato da Epic Llama sembra essere un prodotto della scuola visiva di Tim Burton. La stessa aria malvagia, ma allo stesso tempo bonacciona che circonda Cid rimanda fortemente alla figura di Jack Skeletron, protagonista di The Nightmare Before Christmas. Inoltre, graficamente il titolo si distingue per le animazioni facciali – per nulla scontate in questo genere, per i dettagli degli scenari, ricchi di citazioni, per i caricamenti sempre veloci e per la fluidità generale. Dal punto di vista audio, invece, Darkestville Castle è accompagnato da una colonna sonora praticamente perfetta, angosciante ma allo stesso tempo allegra. Per quanto riguarda il doppiaggio, il lavoro è riuscito solamente a metà.

Darkestville Castle

Mentre Cid e gli altri protagonisti riescono a esprimere appieno le loro emozioni tramite la tonalità della voce, altri personaggi minori sono doppiati con meno convinzione, rendendo il risultato finale piuttosto ambiguo. Segnaliamo la presenza dei sottotitoli in lingua italiana (anche se realizzati non benissimo), per cui non abbiate paura di perdere alcuna battuta.

Trofeisticamente parlando: Platino malvagio

Darkestville Castle conta un totale di trentanove trofei, suddivisi in ventidue di bronzo, dodici di argento e quattro oro. Per aiutare Cid a conquistare l’ambito Platino, dovrete effettuare una serie di azioni durante tutto il corso dell’avventura; fate dunque attenzione a non mancare nessun obiettivo. Le informazioni fornite dall’elenco trofei vi lasceranno sicuramente storditi, ma seguendo una video guida riuscirete a conquistare il Platino.

VERDETTO

Darkestville Castle è un'avventura grafica vecchio stile, un omaggio alle opere di LucasArts e di Tim Burton. Nonostante non aggiunga nulla di nuovo al genere, il titolo sviluppato da Epic Llama si contraddistingue per la sua irriverenza e per la parlantina del protagonista Cid, sempre pronto a fare battute e a terrorizzare i suoi concittadini. Darkestvile Castle risalta non solo per la costante ironia, ma anche per la splendida realizzazione di scenari e ambientazioni. Un punta e clicca perfetto sia per i novizi, grazie a enigmi piuttosto intuitivi, che per i veterani in cerca di eredi delle vecchie glorie.

Guida ai Voti

Alberto Lanzidei
Nato con la passione per la PlayStation è cresciuto coltivando l'amore verso tutti i generi di videogames. I suoi hobby, oltre il gaming, sono le auto e la palestra.