Dojoran – Recensione Speedrun

Sviluppatore: Nautlander Publisher: Ratalaika Games Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS5) Genere: Platform Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 4,99 €

Con la recensione Speedrun di Dojoran scopriamo che neanche la vita delle rane è così semplice. Il nuovo titolo di Ratalaika Games, che abbiamo analizzato per voi, ci fa capire che forse era meglio rimanere dei simpatici e innocenti girini.

La via del gracidio

Quello che sentono i giocatori pensando a Ratalaika Games è il suono di trofei che si sbloccano a nastro. Dojoran è esattamente questo, una macchina per sbloccare coppe virtuali. La storia è pressoché inesistente, oltre che decisamente ridicola: nei panni di una rana esperta di arti marziali dovremo superare le sfide della vita. Queste si concretizzano in una serie di livelli bidimensionali di difficoltà crescente, in cui superare spuntoni assassini, lumache bavose e pedane semoventi.

Se state pensando che la descrizione che abbiamo fatto si può adattare al 90% dei platform in 2D, siete perfettamente nel giusto. L’unico elemento che distingue Dojoran dai rivali è la totale assenza di colore. L’intero gioco, filmati d’intermezzo compresi, è infatti realizzato interamente in bianco e nero. Questo, unito alla grafica in pixel art, restituisce la sensazione di essere seduti con un vecchio Game Boy tra le mani.

Salta il rospo, salta anche la rana

Il gameplay di Dojoran è come detto molto basilare: il gioco vanta una serie di schemi pieni di ostacoli da superare. La nostra rana, dal canto suo, può saltare, aggrapparsi alle pareti e usare le sue arti ninja per schiacciare i nemici. In realtà le abilità del nostro gracidante anfibio non finiscono qui, dato che il protagonista può anche ingoiare delle enormi mele e sputarle sotto di sé per eseguire un doppio salto.

Se pensate che questa funzione sia più senza senso della trama, aspettate di mettere alla prova i comandi di gioco. Dojoran è un titolo legnoso, con i salti della rana sempre poco precisi e apparentemente scivolosi. In un gioco in cui la precisione è tutto, questo problema si traduce in numerose morti. Fortunatamente sono presenti nei livelli una serie di checkpoint, anche se spesso mal distribuiti. A volte infatti sarà necessario ripetere lunghe sezioni dei livelli, salvo poi trovare a raffica due o tre punti di salvataggio ravvicinati. Niente di eclatante da segnalare sotto l’aspetto grafico, con una stantia e stanca pixel art, né a livello di colonna sonora.

Trofeisticamente parlando: cinque salti in centro

La più grande soddisfazione che Dojoran regala ai giocatori è legata alla sua lista trofei. Per ottenere il Platino, come da tradizione di Ratalaika Games, saranno sufficienti pochi minuti. Se contate che non esistono praticamente coppe di miscellanea e che basterà terminare solo cinque livelli, avete il vero motivo per cui acquistare questo titolo.

VERDETTO

Dojoran è un titolo che non ha nessun elemento in grado di attirare i giocatori. Il gameplay trito e ritrito, unito a una grafica stantia e alla totale assenza di trama, lo rendono un titolo perfetto solo per i cacciatori di trofei. Come da tradizione di Ratalaika Games, infatti, il Platino del gioco è una vera passeggiata e potrà essere sbloccato in una manciata di minuti. Se siete alla ricerca di profondità e innovazione guardate altrove, altrimenti se volete ampliare la vostra bacheca fateci un pensierino (magari sfruttando qualche sconto).

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.