Downward Spiral: Horus Station – Recensione

Sviluppatore: 3rd Eye Studios Publisher: 3rd Eye Studios Piattaforma: PS4 Genere: Azione/Avventura Giocatori: 1 (Online: 2-8) PEGI: 12 Prezzo: 14,99 € Italiano:

“Ricordati, nello spazio non c’è un sopra né un sotto”. La citazione fa riferimento al famoso film e premiato romanzo fantascientifico Ender’s Game, che rappresenta un caposaldo della cultura nerd sci-fi e un must per gli appassionati astronomi. Tutto è immobile e tutto è in movimento allo stesso tempo, le leggi della fisica valgono ben poco al di fuori dall’atmosfera. Gestire una mastodontica astronave è ben più difficile di quanto immaginiamo, soprattutto quando incombono sconosciuti pericoli di fronte a noi. L’intento del giovane team finlandese 3rd Eye Studios è quello di proiettarci dentro un’avventura misteriosa e claustrofobica, facendoci vivere le bizzarre dinamiche che si sviluppano all’interno della gigantesca stazione spaziale Horus.

Odissea nello spazio

Tutto tace all’interno della Horus Station. A molti chilometri da noi, quello che sembra essere il pianeta Terra è diventato un comune corpo celeste totalmente inabitabile a causa dell’eccessivo tasso di inquinamento racchiuso nell’atmosfera. Siamo i soli superstiti di questa enorme astronave abbandonata. Siamo ignari degli eventi accaduti prima di tornare coscienti e renderci conto delle attuali condizioni a bordo. Solo ferraglia e morte, attorno a noi. Il resto dell’equipaggio è fluttuante, senza vita, a gravità zero. Le sole direttive su cui potremo contare sono le informazioni indicateci dai monitor appesi alle pareti. Gli obiettivi che dovremo raggiungere saranno demandati dal computer e questo sembrerebbe l’unico elemento amico in grado di aiutarci durante questo viaggio attraverso i meandri del silenzioso spazioporto. Lo scopo finale che dovremmo raggiungere non è ancora ben definito, ma le insidie saranno dietro a ogni angolo e non faranno tardi a presentarsi. Il futuro della Horus Station è nelle nostre mani.

Aldilà della gravità

Il gameplay di Downward Spiral: Horus Station è innovativo e inedito per alcune dinamiche di gioco. L’aspetto più caratterizzante di questo titolo è la totale e perenne assenza di gravità che ci circonderà dall’inizio della storia fino alla fine. Non ci sarà nessuna occasione di appoggiare i piedi per terra e camminare; il movimento è totalmente relazionato con l’inerzia dei nostri movimenti attraverso le spinte che compiremo contro le pareti. Per facilitare e velocizzare gli spostamenti, ci verrà fornito quasi da subito un rampino per coprire lunghe zone in minor tempo.

La narrazione dell’intera vicenda è inesistente, non ci sono dialoghi e tanto meno monologhi. Tutto questo senso di frustrazione narrativa lascia spazio alla totale esplorazione del labirinto di lamiera, offrendo ai videogiocatori un gioco mai banale e profondo. Molto spesso l’ispezione della stazione risulterà lento, ripetitivo e monotono, con parecchie sessioni di backtracking, ovvero sessioni di recupero degli oggetti chiave ripercorrendo a ritroso le stanze, per raggiungere determinati obiettivi, come attivare macchinari e riattivare la corrente elettrica, e risolvere semplici enigmi, ad esempio scoprire il codice di accesso per aree bloccate.

Le fasi di azione non ci daranno particolari problemi. Durante l’esplorazione, ci saranno diversi momenti in cui avremo la possibilità di raccogliere armi da fuoco, come pistole, mitragliatrici e fucili, da poter utilizzare contro i nemici che affronteremo. Gli unici avversari che avremo di fronte saranno robot di medie dimensioni in diverse varianti a seconda della tipologia di attacco corpo a corpo o a lunga gittata. Nel caso in cui i nostri rivali avranno la meglio su di noi e ci uccideranno, verremo rigenerati nella camera di rigenerazione più vicina.

Ci sono due ulteriori modalità aggiuntive da poter provare: la modalità cooperativa e la modalità online. Nella prima avremo la possibilità di condividere l’esperienza di gioco insieme a un secondo giocatore; le dinamiche, soprattutto per gli enigmi, cambiano leggermente per permettere un coinvolgimento per entrambi. La seconda modalità prevede, invece, tre tipologie di sfide per confrontarsi con o contro due/otto compagni o avversari. Le tre categorie di incontri sono: Deathmatch, Sopravvivenza e Orda. Il valore aggiunto che offrono sia la coop che la parte online al titolo è minimale rispetto alla vera e propria modalità storia, dovuto anche alla scarsità di giocatori che popolano i server in rete.

Fluttuando nel cosmo

La grafica di Downward Spiral: Horus Station è soddisfacentemente bella da vedere, con un utilizzo basilare degli strumenti offerti del motore grafico Unity e con asset elementari presi tali e quali da quelli presenti nel catalogo dell’asset store, senza ombra di adattamenti e customizzazioni particolari. Questa scelta rende un pochino anonimo il titolo, ma è sinonimo di una produzione tipica di una software house dalle dimensioni esigue. Non ci sono neanche abbellimenti o aiuti grafici nella schermata di gioco, come hud e mini mappe, in grado di aiutarci con l’orientamento. Solamente una visuale in prima persona dell’ambiente e niente più.

Gli effetti sonori sono resi riconoscibili anche a distanze elevate e producono un effetto riempitivo che si sposa perfettamente con l’atmosfera ansiogena. La musica è utilizzata in maniera perfetta nei momenti di azione e momenti di climax narrativi, dando sfoggio di una maturità inaspettata nella logica dello storytelling.

E’ disponibile, e assolutamente da provare, la compatibilità con il PlayStation VR. Dotato di un’ottima fattura complessiva, risulta essere tutto semplice e intuitivo, dandoci l’impressione di fluttuare nello spazio senza forza gravitazionale. L’ottima interazione con l’ambiente fa riprodurre movimenti reali, come se fossimo senza gravità. Ciò che ne risulta è una immersione totale con il mondo e l’universo in cui ci troviamo.

Trofeisticamente parlando: labirinto in miniatura

La lista dei trofei che offre Downward Spiral: Horus Station risulta essere povera e scarna. Gli obiettivi da raggiungere per sbloccare i trofei sono limitati al completamento dei capitoli, all’ottenimento di tutti collezionabili e alla giocabilità di tutte le modalità disponibili. La rarità di essi non è anch’essa un punto di forza; a parte un oro dedicato alla conclusione della storia, il resto dei trofei si restringe al bronzo, senza neanche un argento in vista. Avrebbe potuto essere un facile Platino, magari dai toni lievemente più complessi, invece ci troviamo di fronte a una occasione mancata di sfruttamento dei trofei per aggiungere un pizzico di giocabilità in più a un titolo che potrebbe offrire tanto, ma preferisce attenersi a una politica contenitiva ai minimi termini.

VERDETTO

Downward Spiral: Horus Station è un titolo inedito e interessante, adatto a tutti coloro che amano i walking simulator e le storie silenziose da scoprire passo dopo passo. Il punto di forza è il fattore gravità, che ci farà fluttuare all’interno della stazione spaziale dall’inizio alla fine, come se fossimo degli astronauti provetti. L’integrazione con il VR è magistrale, con azioni semplici ma efficaci. La superficialità tecnica però si rivela un ostacolo per un gioco che potrebbe competere benissimo con ai massimi livelli. La mancanza di una nota graffiante, per lo più sotto un punto di vista grafico, toglie punti a una produzione più che apprezzabile.

Guida ai Voti

Antonino Gennaro
Appassionato di videogiochi di nuova generazione e collezionista di giochi retrò che hanno fatto di PlayStation il prodotto d'eccellenza che conosciamo oggi. Sono un nerd a 360 gradi: oltre ai videogiochi, apprezzo tutto ciò che è arte per gli occhi. Adoro guardare anime preferibilmente in giapponese, leggere manga di ogni genere, amante del cinema cult e fanatico della fotografia.