Dragon Quest XI: Echi di un’era perduta – Recensione

Sviluppatore: Square Enix Publisher: Square Enix Piattaforma: PS4 Genere: Gioco di Ruolo Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 59,99 €

Arrivato quasi un anno fa in Giappone, Dragon Quest XI è finalmente disponibile anche in Europa. Sviluppata da tre figure del calibro di Yūji Horii (ideatore), Akira Toriyama (concept artist) e Kōichi Sugiyama (compositore), la serie di Dragon Quest ha sempre riscosso grandissimo successo in Oriente, non riuscendo però a conquistare allo stesso modo il pubblico occidentale (da qui il motivo del ritardo dell’uscita, dovuto a modifiche apportate per rendere il gioco più fruibile anche fuori dai confini giapponesi). Il fascino di altre produzioni più innovative e meno legate alle tradizioni, come Final Fantasy ad esempio, ha in qualche modo oscurato una saga che raramente negli anni ha proposto titoli qualitativamente sottotono. E’ finalmente arrivato il momento di imporsi come punto di riferimento per il genere, anche fuori dalla terra del Sol levante?

Luce e oscurità

La trama di Dragon Quest XI è abbastanza in linea con quella degli altri episodi della saga; un giovane prescelto, chiamato il Lucente, è venuto al mondo per contrastare il ritorno del Signore oscuro. Il percorso del giovane però è tutt’altro che semplice, poiché in molti vedono in lui un portatore di sventura, piuttosto che un salvatore. In ogni caso, nel corso dell’avventura tutti si accorgeranno della purezza d’animo del protagonista, aiutandolo a compiere il suo destino. Ah, nel caso siate profani della serie e ve lo stesse chiedendo, ogni episodio ha una trama a sé stante e completamente scollegata da quella degli altri titoli.

Sotto questo semplice incipit narrativo si annidano decine di sottotrame e storie secondarie, che rendono Dragon Quest XI una delle più piacevoli esperienze JRPG su PlayStation 4. Per raggiungere i nostri obiettivi, infatti, dovremo vagare per l’enorme mondo di gioco, visitando le tantissime (e bellissime) città e ambientazioni presenti. Ogni posto ha la sua storia, i suoi abitanti e i suoi problemi; ciò ci porterà a vivere ogni volta nuove situazioni, continuando comunque a cercare di scoprire di più sui misteri della trama principale. Nonostante la base narrativa non brilli per originalità, la trama riesce a catturare il giocatore e a coinvolgerlo per tutta la durata dell’avventura, mantenendo un buon ritmo dall’inizio alla fine. La qualità del JRPG di Square Enix, grazie a tantissimi ottimi personaggi e a diversi colpi di scena, è sempre crescente, con una partenza più leggera e spensierata che poi lascia spazio a un racconto più intenso ed emozionante.

Ma la trama non sarebbe così bella se non fosse supportata da personaggi di un certo spessore; dai protagonisti alle figure secondarie, in Dragon Quest XI non troverete un personaggio caratterizzato male o poco carismatico. Gli eroi che compongono la nostra squadra, in particolare, hanno tutti un profondo background narrativo che verrà svelato con l’evolversi dell’avventura. Insomma, pur non essendo entrati troppo nel dettaglio per evitare spoiler, avrete capito che siamo di fronte a un titolo davvero eccezionale, adatto sia ai giocatori più smaliziati che ai principianti, sotto tutti gli aspetti. Per quanto ci riguarda, inoltre, riferendoci al discorso iniziale del non riuscire a conquistare pienamente il pubblico occidentale, siamo convinti che la trama sia davvero in grado di fare breccia nel cuore di tutti, a prescindere da nazione e cultura videoludica di provenienza.

Il classico va sempre di moda

L’innovazione di Dragon Quest è proprio il non aver innovato; pur avendo introdotto tantissime migliorie, aggiustamenti e utilissime feature inedite, il gameplay del titolo Square Enix è fondamentalmente lo stesso fin dal primo episodio della saga. Evidentemente il tentativo fatto con Dragon Quest X (MMORPG attualmente disponibile solo in Giappone) non ha pienamente soddisfatto gli sviluppatori che sono tornati a fare ciò che sapevano fare meglio: giochi di ruolo a turni.

L’innovazione, quindi, in un panorama videoludico in cui si è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e sorprendente, sta quindi nell’essere rimasti fedeli alla propria natura, invece che aver provato a sperimentare per catturare quanto più pubblico possibile. In Dragon Quest XI, pur potendo muovere liberamente il personaggio sul campo di battaglia (cosa utile solo nel caso in cui vogliate scattare qualche foto da angolazioni diverse), il combattimento è quello del classico gioco a turni, in cui dovrete compiere la vostra mossa in maniera ragionata, senza avere limiti di tempo e senza dover mettere alla prova i vostri riflessi.

Grazie ai tanti incantesimi o tecniche d’attacco e alle centinaia di diversi mostri, tutti con abilità e mosse peculiari, gli scontri non risultano mai banali o noiosi. Soprattutto nelle battaglie contro boss e nemici più ostici, i ritmi sono altissimi e sarà indispensabile pensare alla giusta strategia per vincere la battaglia, utilizzando con sapienza magie di supporto o tecniche per inibire gli avversari. Il gioco, inoltre, offre la possibilità di far muovere automaticamente uno o più personaggi del party, impostando una tattica più o meno offensiva, semplificando non poco le cose ai meno avvezzi al genere. Per i più esperti, invece, è stata introdotta la modalità Missione estrema, che introduce delle limitazioni che, ad esempio, impediscono di fuggire dalle battaglie o di utilizzare equipaggiamenti difensivi.

Dragon Quest è davvero uno dei titoli più completi del suo genere, non poteva quindi mancare all’appello un buon sistema di sviluppo dei personaggi. La bellezza di questa feature sta nella sua estrema versatilità più che nella sua complessità; sbloccando una casella con l’uso dei punti abilità (ottenibili salendo di livello) su una sorta di scacchiera, avremo accesso a nuovi incantesimi e tecniche o a un incremento delle nostre caratteristiche (forza, difesa, destrezza, punti magia, punti vita). Dicevamo della versatilità; ogni scacchiera ha diverse diramazioni, poiché ogni personaggio può utilizzare diverse armi, ma, a differenza di gran parte dei giochi di ruolo in cui una volta assegnati i punti difficilmente si può tornare indietro, in Dragon Quest, pagando una piccola somma di denaro, potremo riassegnare i punti a nostro piacimento, magari per cambiare approccio di fronte a uno scontro più complesso del solito.

Non solo combattimenti

Ovviamente le battaglie sono solo una parte del gameplay di Dragon Quest XI; sotto questo punto di vista, infatti, il gioco propone davvero tantissime cose da fare, come da tradizione per la saga. Partiamo con l’esplorazione, fase fondamentale dell’avventura, che ci porterà a scoprire luoghi nascosti e dungeon segreti, per trovare mostri sempre più forti, oggetti preziosissimi e materiali rari. A una prima occhiata, sembrerebbe di trovarsi di fronte a un open world, ma la cosa è vera solo in parte: al di fuori delle città ci muoveremo in grandi aree aperte, ma tutte divise tra loro da brevi caricamenti. Dragon Quest evita di proporre quella fastidiosa (almeno per il sottoscritto) presenza di scenari enormi, ma vuoti o che ripropongono sempre le stesse attività. Il mondo creato da Square Enix è vario, con mostri, ambientazioni e cose da fare sempre diverse e interessanti da scoprire. Inoltre sono stati eliminati del tutto gli scontri casuali; i mostri sono ben visibili e vagano all’interno delle ambientazioni. Starà quindi a noi decidere se colpirli, magari con un attacco preventivo, o fuggire, evitando lo scontro.

Per muoverci tra un’ambientazione e l’altra avremo, oltre al cavallo, al teletrasporto, all’imbarcazione e alla creatura per volare (due elementi di cui non vi sveliamo altro per non rovinarvi la sorpresa), anche la possibilità di montare diversi mostri, sia nell’overworld che nei dungeon. Un’altra novità che rende molto più gradevole l’esplorazione, evitando al giocatore spiacevoli perdite di tempo, è la presenza degli accampamenti nel bel mezzo delle aree selvatiche. Una feature davvero utile, che ci permetterà di salvare, fare acquisti dal mercante errante e ricaricare le energie, senza dover necessariamente tornare in città, dando una certa continuità alle fasi di esplorazione o di grinding.

Ma non è tutto, perché negli accampamenti potremo anche forgiare il nostro equipaggiamento; utilizzando appositi materiali, potremo creare da zero o migliorare armi, armature e accessori in nostro possesso, attraverso un semplice ma divertente minigioco. Usando spesso la forgia, inoltre, acquisiremo nuove abilità che ci permetteranno di realizzare equipaggiamenti sempre migliori. Un’altra caratteristica immancabile in un Dragon Quest che si rispetti, è la presenza di missioni e attività secondarie. Spesso e volentieri vi ritroverete a deviare dall’avventura principale per portare a termine le richieste di qualche cittadino in difficoltà, o, magari, a divertirvi nel casinò e nelle corse a cavallo. Come di consueto, portando a termine questi compiti secondari o minigiochi, otterrete oggetti ed equipaggiamenti rari, o ricette per la forgia.

Parlando delle missioni secondarie, invece, possiamo trovare, a nostro parere, uno dei pochissimi aspetti discutibili della produzione; spesso, infatti, per portare a termine i nostri incarichi, dovremo utilizzare i poteri pimpanti. Per attivare questa forma speciale, che ci farà diventare più forti e ci permetterà di utilizzare mosse potentissime, bisognerà subire un certo ammontare di danni. Il problema è che non sapremo mai quanti danni richieda effettivamente per attivarsi, rendendo la cosa un po’ troppo casuale e difficilmente utilizzabile per organizzare le proprie strategie. Proseguendo con l’avventura potremo utilizzare degli stratagemmi per gestire al meglio questi poteri, comunque utilissimi nelle battaglie più difficili, ma i nostri dubbi sull’implementazione di questa feature non sono affatto andati via.

Una gioia per gli occhi

Il comparto tecnico di Dragon Quest XI è semplicemente incredibile. Dai personaggi alle ambientazioni, ai mostri, tutto è realizzato in maniera semplicemente perfetta. Spesso ci siamo ritrovati, durante le esplorazioni a cavallo, a scattare foto ai panorami mozzafiato presenti nel gioco. La pulizia del cel-shading e lo stile inconfondibile dei disegni di Akira Toriyama, rendono, anche dal punto di vista visivo, Dragon Quest XI uno dei migliori, se non il miglior capitolo della saga in assoluto. Nota dolente, invece, per quanto riguarda la colonna sonora; se il doppiaggio è stato interamente rivisto rispetto alla versione giapponese (anche se disponibile solo in inglese per la versione occidentale), non possiamo dirci propriamente entusiasti delle tracce audio. In molti sul web si sono infatti lamentati dell’assenza della versione orchestrale della colonna sonora, sostituita da tracce in versione MIDI che, in alcuni contesti, sono sembrate anche a noi fuori luogo e un po’ troppo antiquate. Molto apprezzata, invece, la completa localizzazione dei sottotitoli in italiano.

Trofeisticamente parlando: l’avventura vi attende!

Dei cinquantanove trofei di Dragon Quest XI, la maggior parte sono legati alla trama. Ottenere il Platino di questo titolo, come spesso accade in giochi del genere, richiederà tempo più che vera e propria abilità. Ovviamente i più esperti potranno raggiungere il massimo riconoscimento più velocemente, ma siamo sicuri che questo sia un Platino alla portata di tutti (a patto di avere a disposizione tanto tempo libero). Per maggiori informazioni sulle coppe, vi rimandiamo all’elenco trofei in italiano già disponibile sul nostro forum.

VERDETTO

Dragon Quest XI: Echi di un'era perduta è uno dei migliori esponenti del genere JRPG e sicuramente uno dei capitoli meglio riusciti dell'intera saga. L'avventura di Square Enix è avvincente sotto il profilo narrativo, quasi incredibile dal punto di vista grafico e molto profonda e varia per quanto concerne il gameplay. Se siete appassionati del genere prendetelo senza neanche pensarci, se invece non vi siete mai avvicinati ai giochi di ruolo a turni... questa potrebbe essere la volta buona per farlo.

Guida ai Voti

Gennaro Favatà
Detto anche Giovanni, dagli amici di Ubisoft. Newser, inviato, grafico e se sei fortunato lo trovi anche sul forum di PlayStationBit. Ama alla follia fumetti, cartoni animati, videogiochi e quanto di più colorato e nonsense ci sia, non disdegnando però generi più dark come l'horror e il noir. Inoltre, come ogni eroe che si rispetti, sa trattenere il fiato per dieci minuti.