Effie – Recensione

Sviluppatore: Inverge Studios Publisher: Inverge Studios Piattaforma: PS4, Steam Genere: Platform Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 19,99€

Nostalgia dei cari vecchi platform di una volta? Allora è il momento di rivivere quei giorni con Effie, il titolo sviluppato dalla spagnola Inverge Studios, che strizza l’occhio ai bei tempi andati facendoci rivivere la semplicità dei giochi di un tempo, con qualche piccola pecca che però oggi pesa sull’esperienza complessiva.

Una rassicurante fiaba

Lo scoppiettio di un camino, una calda atmosfera familiare e ci troviamo d’innanzi alla piccola Effie, desiderosa di ascoltare una fiaba dal suo adorato nonno Galad. Questo è l’incipit delle avventure nelle terre di Oblena, dove il nostro eroe sarà sia narratore che protagonista di un coloratissimo mondo fantasy dalle tinte cartoonesche. Tutto ha inizio con la richiesta di aiuto di una bisognosa sconosciuta al nostro (pigro) Galad che, rifiutando, attirerà su di sé le ire della ragazza, rivelatasi essere una strega che maledirà lo con una prematura vecchiaia. Da qui avrà inizio il viaggio che porterà il non più giovane eroe alla ricerca degli antichi protettori di Oblena per ritrovare la propria giovinezza. Questi gli riveleranno che la strega ha colpito con un maleficio tutto il regno, facendone sparire gli abitanti e popolando le terre di orribili orchi. Per recuperare la sua giovinezza e ristabilire l’ordine nel regno, Galad dovrà recuperare i tre manufatti magici e sconfiggere definitivamente la malvagia strega che ha corrotto le terre di Oblena.

Pad alla mano, ci troviamo alle prese con un rassicurante platform che presenta i canoni più classici del genere, dove il nostro personaggio dovrà saltare da una piattaforma all’altra raccogliendo quante più rune possibili, risolvendo puzzle che ci permetteranno di sbloccare le porte per accedere alle aree successive. Le rune raccolte fungeranno da punti esperienza per accrescere vitalità e stamina, permettendoci così di resistere a un maggior numero di colpi e poter sferrare più attacchi tramite il nostro scudo magico. Questo sarà la principale arma del gioco su cui ruoterà tutto il combat system, basato su due tipi di attacchi, leggeri e pesanti ed una barriera magica che ci proteggerà dai colpi nemici. Con l’avanzare della trama potremo inoltre acquisire nuove abilità dello scudo che permetteranno di arricchire il nostro moveset, con la possibilità di caricare i nemici, sferrare attacchi ad area o attacchi caricati.

Tramite queste abilità, Galad potrà muoversi tra le tre aree principali di Oblena, che avranno come sfondo una zona con dei mulini, una segheria e un vigneto, che insieme garantiranno una decina di ore di gioco anche ai completisti. In queste zone il susseguirsi degli eventi prevederà un classico schema con acquisizione di abilità, risoluzione di enigmi (per lo più basati su leve e pulsanti nascosti) e l’affrontare orde di nemici, il tutto ripetendosi in ogni dungeon. Molto gradevole il comporta sonoro, che garantirà la giusta atmosfera e quel senso di avventura e di mistero che caratterizza ogni area. Per quanto riguarda la localizzazione, le uniche due lingue presenti sono lo spagnolo e l’inglese, e tramite quest’ultima sarà possibile apprezzare tutta la simpatia del protagonista trasmessa da un ottimo doppiaggio. Non è presente l’italiano nei sottotitoli, ma sarà comunque abbastanza semplice fruire di tutti i contenuti.

Fin qui tutto bene, anche se ben presto l’effetto nostalgia verrà smorzato da un appiattimento graduale delle azioni in-game. I puzzle molto semplici e non molto originali e il moveset limitato portano velocemente alla ripetitività nelle varie aree di gioco, trasformando così un contesto piacevole in una reiterarsi costante delle azioni. Nonostante le sessioni di gioco principali avvengano prevalentemente in aree chiuse, è presente anche una componente free roaming che ci permetterà di esplorare delle vaste aree aperte surfando sul nostro scudo per le lande di Oblena.

Uno spensierato tuffo nel passato

Se a colpo d’occhio queste zone risultano piacevoli e ispirate, ben presto ci si scontra con un’ambientazione desolata, che non presenta personaggi con cui interagire o possibilità di azioni da fare durante il surf, portando così queste sessioni di gioco a non avere uno scopo preciso, se non quello di muoverci tra le aree principali con un piacevole paesaggio sullo sfondo.

Nonostante l’ambientazione originale e con la giusta atmosfera, questa non sopperisce al comparto tecnico che non brilla per le animazioni legnose e ormai datate, la presenza di alcuni bug ambientali di compenetrazione e i drastici cali di frame rate che rovinano le fasi di combattimento durante le orde più numerose di nemici.

Effie si presenta come un platform coloratissimo e simpatico, soprattutto grazie al suo protagonista che ci strapperà non pochi sorrisi, regalandoci diverse, spensierate ore di gioco. Sotto la superficie è palese come l’intento sia quello di omaggiare alcuni classici del genere di diversi anni fa, ma in questo si è caduti in svariate banalità che ormai credevamo di avere dimenticato. Inizialmente l’atmosfera cattura, peccato per la ripetitività che si presenta dopo alcune ore di gioco. Nonostante questo, Effie risulta comunque un buon titolo che offrirà sicuramente ore leggere agli amanti degli indie che hanno voglia di quel retrogusto nostalgico (senza troppe pretese).

Trofeisticamente parlando: non guardare mai indietro

Siete dei cacciatori e volete raccogliere il Platino anche per questo titolo? Allora dovrete cimentarvi nella raccolta dei venticinque trofei totali del gioco, nel complesso non troppo complicati da raggiungere. Effie nasconde ben diciotto reliquie sparse per tutto il mondo di gioco, di cui sette nei dungeon della storia principale. Fin qui nulla di nuovo, se non fosse che superate le varie aree di gioco non sarà più possibile tornare indietro per accedervi. Magari sarà possibile recuperarle alla seconda run in modo da appagare i collezionisti più attenti? Purtroppo no, perché quando inizierete la seconda partita vi verrà imposto di cancellare i salvataggi della vostra prima run. Questa scelta è alquanto discutibile, e purtroppo riduce la già scarsa rigiocabilità del titolo.

VERDETTO

Effie si presenta come un coloratissimo platform dalle atmosfere fantasy, dall’ambientazione piacevole e ispirata, con il chiaro intento di strizzare l’occhio ai classici del genere dl alcuni anni fa. La trama lineare e un gameplay semplice e di facile apprendimento garantiranno una buona esperienza a tutti gli amanti del genere, senza però alcun guizzo. Nonostante questo, purtroppo, la struttura del gioco in breve tempo scivola nel ripetitivo, portando a un appiattimento graduale dell’esperienza in-game oltre che a qualche scivolone di troppo nel comparto tecnico. Ad ogni modo, Effie risulta un buon titolo che offrirà sicuramente ore leggere agli amanti degli indie che hanno voglia di quel retrogusto nostalgico (senza troppe pretese).

Guida ai Voti

Alessandro Clemente
Dopo una prima cotta giovanile per il Nintendo 64, scopre il vero amore con la sua prima Playstation e da li non sarà più lo stesso. Questo lo porterà ad un percorso pluriennale di esplorazione videoludica, con la consapevolezza di un veloce avvicinamento alla povertà. Non contento, in tempi più recenti si avvina al mondo dei fumetti, confermando così l'eterna passione per hobby molto dispendiosi.