Embr – Recensione Speedrun

Sviluppatore: Muse Games Publisher: Curve Digital Piattaforma: PS4 Genere: Azione Giocatori: 1 (Online: 2-4) PEGI: 7 Prezzo: 19,99 €

Diventare pompieri è un gioco da ragazzi con Embr, analizzato per voi in una recensione Speedrun. Il titolo di Curve Digital e Muse Games parte da una premessa molto interessante che spinge a collaborare con i propri amici: basterà questo a spegnere le fiamme?

Libero professionista delle fiamme

Come vi abbiamo già anticipato, l’incipit di Embr è curioso e molto attuale. Sfruttando una comoda applicazione ci si unisce a un gruppo chiamato appunto Embr, che si spaccia come la rivoluzione dei servizi di emergenza. Con qualche istruzione e un breve corso si diventa quindi dei pompieri free lance, che accettano incarichi da privati cittadini.

La trama si concretizza in un titolo che richiama lo stile di Moving Out e Overcooked, scegliendo però una visuale in prima persona per aumentare l’immersione del giocatore. L’idea alla base del gioco è comunque molto semplice: scelta una zona si cerca di salvare le persone dagli incendi e di completare una serie di richieste secondarie. Il tempo è scandito dal bruciare delle abitazioni, dunque è necessario essere rapidi e sfruttare al meglio gli strumenti da pompiere. Una volta completata la missione si riceve una valutazione e si passa all’area successiva, in un susseguirsi di sfide di difficoltà crescente.

Niente di clamorosamente innovativo, ma sufficiente a intrattenere senza troppi patemi i giocatori. La grafica è di quelle in stile cartone animato, con personaggi che ricordano pupazzi e che possono essere lanciati come sacchi di patate senza problemi. I due capisaldi di Embr sono infatti il divertimento e la collaborazione, elementi che il team di Muse Games ha sviluppato in maniera coerente all’esperienza proposta.

Rompere in caso di emergenza

A livello di gameplay, Embr soffre di un grosso problema di ripetitività. Nonostante la presenza di un buon numero di oggetti e di personalizzazioni, le missioni si susseguono tutte uguali tra loro nella breve campagna. L’unica variabile sono dei boss, resi complicati da una gestione dei comandi che definire infelice è un complimento. I movimenti della telecamera sono sempre imprecisi e rendono ogni azione complicata da eseguire, soprattutto quelle di precisione. Salire su una scala, per esempio, è un’impresa che a lungo andare vi farà maledire ogni singolo piolo.

Purtroppo questi problemi danneggiano un’idea di fondo buona, con qualche trovata intelligente come il passaggio di corrente sfruttando l’acqua per sbloccare porte e aree. A completare la demolizione di Embr, come un fuoco che consuma la legna nel camino, troviamo server desolatamente vuoti, che non ci hanno consentito di provare la modalità cooperativa. I livelli possono comunque essere completati giocando in singolo in una manciata di ore, anche se molti si arrenderanno prima di arrivare alla fine.

A livello tecnico, oltre alle imprecisioni della telecamera, ci sono svariati rallentamenti, effetti di pop-up e in generale una grafica simpatica ma antiquata. Questo rende Embr più simile a un prodotto per PlayStation 2 che a un gioco dell’attuale generazione. Apprezzabile il comparto audio, seppur pieno di musiche ed effetti simili a mille altri giochi in commercio.

Trofeisticamente parlando: ho un fuoco dentro

Le sfide di Embr sono tutt’altro che complicate, considerata anche la brevità del gioco. Arrivare al Platino richiede comunque un discreto impegno, dato che bisogna ottenere la massima valutazione in ogni missione, comprare ogni oggetto e completare varie prove di miscellanea. Se cercate un Platino facile, guardate altrove, ma se avete amici con cui “dividere” l’impresa Embr potrebbe fare al caso vostro.

VERDETTO

L'idea alla base di Embr è davvero buona e intrigante. Diventare dei pompieri a chiamata e collaborare con gli amici in rete per spegnere incendi, sulla carta, sembra qualcosa di molto divertente. Sfortunatamente il titolo di Muse Games si perde ironicamente in un bicchiere d'acqua, a causa di comandi imprecisi e di meccaniche troppo ripetitive. La brevità della campagna potrebbe comunque essere un'attrattiva per un gruppo di amici che cercano un'esperienza diversa, ma la compagnia potrebbe non essere sufficiente ad accendere le braci dell'entusiasmo. Attenti quindi a non rimanere scottati (è proprio il caso di dirlo) da questa esperienza.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.