Sviluppatore: Iron Galaxy Publisher: Modus Games Piattaforma: PS4 Genere: Azione Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 59,99 €

Mischiare meccaniche di capolavori del calibro di Shadow of the Colossus, Devil May Cry e Attack on Titan è un’idea che potrebbe alzare l’asticella dell’hype più del dovuto. Questo è ciò a cui deve aver pensato Iron Galaxy per concepire Extinction, un action in cui bisognerà mozzare le teste dei minacciosi giganti per salvare il mondo dal disastro. Le premesse nei riguardi del titolo sono ben marcate, tuttavia avere un’idea non sempre significa saperla sviluppare. Scopriamo insieme perché Extinction è un prodotto dalle buone potenzialità, ma fallimentare nella maggior parte dei suoi aspetti.

La sentinella che veglia sulla barriera

Da tempo immemore, il mondo è costantemente in guerra. Generazione dopo generazione, gli uomini hanno stretto i denti e cercato di respingere la minaccia dei Ravenii, orchi giganteschi con il solo desiderio di uccidere e distruggere tutto ciò che incontrano (dove ho già sentito questa storia?). Gli unici uomini in grado di tenere testa ai Ravenii sono le sentinelle, un antico ordine di guerrieri mistici ormai quasi estinto, del quale resta soltanto il protagonista delle vicende, Avil. L’ultima sentinella si servirà della sua spada incantata, della sua velocità e delle sue abilità per opporsi agli enormi orchi e salvare il mondo, con l’aiuto della sua fidata amica Xandra, l’unica persona in grado di analizzare le tecnologie nemiche.

La storia non rappresenta di certo il piatto forte di Extinction; questa risulta scontata sin dalle prime battute di gioco ed è narrata con piccole finestre di dialogo all’inizio e alla fine di ogni missione e da brevi intermezzi animati (che fungono da flashback) al completamento di ognuno dei sette capitoli. Questi dialoghi sono per giunta scritti e sceneggiati male; intere scene sono riempitive e ridondanti, con sempre lo stesso concetto di fondo discusso ancora e ancora. Il testo delle battute di una buona percentuale del gioco conterrà elogi al personaggio di Xandra e piani mal studiati (che in genere richiedono solo la forza bruta) per salvare le persone di ogni città. I personaggi sono piatti e, senza un qualche elemento che li contraddistingua, leggere i dialoghi è noioso e i colpi di scena sono pari a zero.

L’altezza non conta

Nei giochi d’azione solitamente non è la storia il piatto forte. Ci si aspetta dunque un gameplay fruibile e vivace, caratteristiche che Extinction presenta pure. C’è però un “ma”. In Extinction controlleremo il già menzionato Avil, e il nostro scopo sarà solitamente quello di eliminare tutte le minacce, cercando di salvare quanti più cittadini possibili, ed evitare che i mostri uccidano e distruggano la città in cui ci ritroveremo a operare. I nemici che Extinction ci presenta si dividono in due categorie: i Ravenii, ossia gli orchi giganti che mirano a distruggere gli edifici, e gli sciacalli, orchi più piccoli che invece puntano agli umani, che dovremo salvare teletrasportandoli chissà dove, tramite un misterioso cristallo da caricare tenendo premuto il tasto Triangolo. Per affrontare un Ravenii bisognerà far accumulare alla spada la potenza necessaria per eseguire il colpo di grazia, e per farlo sarà necessario salvare le persone, uccidere gli sciacalli oppure distruggere le armature dei giganti o tagliar loro gli arti che man mano ricresceranno.

Gli sciacalli possono facilmente venire uccisi con gli attacchi normali di Avil, i quali richiederanno la semplice pressione del tasto Quadrato. Le combo sono di conseguenza pochissime (soltanto quattro varianti); basterà alternare la pressione del tasto di attacco in base alle tempistiche richieste per vederle tutte, in modo simile alle prime combo sbloccabili nei vari Devil May Cry, ma ancor più semplificate. I Ravenii d’altro canto saranno invulnerabili ai semplici colpi, pertanto bisognerà buttarli giù con l’attacco runico, una tecnica (di tanto in tanto soggetta a un fastidioso bug che non ne permette l’utilizzo) che rallenta il tempo e ci permette di mirare e tagliar loro gli arti o le armature, spesso dovendo distruggere anche particolari protezioni quali i lucchetti o altri strati di corazza.