F1 2018 – Recensione

Sviluppatore: Codemasters Publisher: Codemasters Piattaforma: PS4 Genere: Corse Giocatori: 1 (Online: 2-20) PEGI: 3 Prezzo: 69,99 €

Gli amanti della Formula 1 stanno trovando nel campionato mondiale di quest’anno emozioni a non finire, con una Ferrari nuovamente ai massimi livelli e una Mercedes tutt’altro che intenzionata a cedere il titolo alla Rossa. Ecco allora che l’uscita annuale del titolo dedicato a questo sport e sviluppato da Codemasters assume una grandissima rilevanza.

Gare tra monoposto

Nell’ormai lontano 2010 Codemasters raccolse i cocci di un brand caduto in disgrazia e iniziò a ricostruire la Formula 1, grazie alla sua grandissima esperienza nel campo delle corse virtuali, puntando a sistemare difetti storici della serie e soprattutto offrire agli appassionati di auto un titolo degno di questo nome. Ultimamente questo sport ha subito notevoli modifiche che hanno spinto anche la stessa Codemasters a rivedere la struttura generale di un titolo che si è lentamente trasformato da un prodotto arcade in una vera e propria simulazione di guida, giocabile adattando l’esperienza ai propri gusti personali. F1 2018, ultima incarnazione prodotta dall’azienda britannica, punta a raggiungere la perfezione senza stravolgere quanto di buono fatto nel precedente capitolo, ma cercando nel contempo di introdurre tutta una serie di novità volte a migliorare il gameplay e aumentare il coinvolgimento del giocatore.

Ci lanciamo allora nella creazione di un pilota, primo passo per iniziare a guidare. Al primo avvio del gioco ci verrà richiesto di dar vita a un nostro alter ego virtuale scegliendone aspetto, casco, numero e dandogli un nome. Il nostro eroe sarà quindi pronto a diventare protagonista della Carriera, la modalità di gioco principale che verrà affiancata dalle classiche modalità di gioco libero, dalle sfide e dall’immancabile gioco in rete.

Per la gloria del team

Nella Carriera il pilota creato potrà firmare un contratto con una delle principali case automobilistiche della Formula 1, tutte con licenza ufficiale, scegliere un gregario e provare a diventare il migliore al mondo. Prima di iniziare a correre ci verranno però proposte una prima serie di opzioni per personalizzare il nostro campionato, scegliendo il numero di giri da percorrere in gara, i dettagli relativi alle qualifiche e molto altro ancora. L’estrema flessibilità del sistema di gioco, come vedremo più avanti, è uno dei punti cardine del titolo. I fan della serie non troveranno grosse variazioni sul tema per quello che riguarda la struttura della Carriera. La richiesta sarà quella di completare in sequenza tutte le tappe del campionato, affrontando tre sessioni di prove libere, le qualifiche e la gara vera e propria.

Tra una gara e l’altra sarà poi possibile, per staccare dalle fatiche del campionato, partecipare a una serie di eventi speciali; queste prove forniranno al giocatore delle vetture storiche da guidare seguendo particolari istruzioni, come percorrere un tot di chilometri prima dello scadere del tempo, e permetteranno di accedere a bonus speciali. Tornano inoltre le interviste. Dopo la fredda accoglienza dei fan per questa funzione, già testata nel lontano 2012, Codemasters dà la possibilità di elogiare il proprio team, spronarlo in caso di indolenza o cercare di rendere il pilota più o meno sportivo, con tutte le conseguenze del caso sia in fase di settaggio che in gara.

Dimmi la tua mescola e ti dirò chi sei

Uno degli aspetti simulativi più interessanti di F1 2018 è sicuramente la possibilità di gestire il tempo delle prove libere e delle qualifiche per sperimentare i vari assetti del veicolo come mescola delle gomme, gestione del carburante e molto altro ancora. Come già visto nell’edizione dello scorso anno, ogni aspetto della nostra monoposto potrà essere modificato e sistemato per adattarsi allo stile di guida, funzione che, in mano a giocatori esperti e magari dotati di un volante, sarà preziosa per riuscire a ottenere risultati sempre migliori. Tutti coloro che non se la sentiranno di lanciarsi in settaggi elaborati, potranno invece affidarsi alla proposta base del gioco, che renderà comunque il veicolo performante soprattutto se si manterrà basso il livello di simulazione e l’IA dei piloti avversari.

L’arma migliore di F1 2018 è la scalabilità della difficoltà. Eliminando fattori come il controllo di trazione o la frenata assistita, trasformeremo radicalmente il gioco passando a una vera e propria simulazione influenzata anche da un imprevedibile meteo dinamico, mentre ridurre la competitività dei rivali aiuterà chiunque a ottenere soddisfazioni alla guida. C’è anche il nuovissimo sistema di recupero dell’energia, di recente introduzione anche nella Formula 1 reale; la carica immagazzinata nelle power unit delle monoposto potrà essere spesa in zone DRS per attaccare l’avversario usufruendo di un bonus di potenza. Inutile dire che la gestione oculata di questa carica, modificabile sfruttando sei mappature preimpostate, sarà fondamentale ai livelli di difficoltà più elevati; a ridurre la potenziale frustrazione è confermato il flashback.

Questione di EGO

Dopo aver spolpato la modalità Carriera sarà possibile affrontare le gare in singolo, il campionato con piloti reali, i già citati eventi speciali che si aggiorneranno periodicamente oppure dedicarsi al comparto online, dove Codemasters ha come sempre svolto un lavoro più che egregio. Un totale di venti giocatori possono sfidarsi in gare testa a testa in un’esperienza che aggiunge anche le superlicenze, ossia un sistema che valuta i piloti in base alle prestazioni ma soprattutto alla correttezza in gara. Chi non volesse prendere parte a sfide con altri giocatori potrà invece dedicarsi alla modalità Prova a Tempo, in cui l’unico avversario su pista saranno i fantasmi personali o di altri giocatori.

Parliamo infine dell’aspetto grafico del titolo. L’ormai storico motore EGO muove tutto con una profondità grafica mai vista prima; l’unica pecca è l’aggiunta dell’Halo, il sistema di protezione frontale che ostacolerà la visuale, in quanto l’immagine non è quella stereoscopica che nella realtà crea meno problemi. Questo difetto si risconterà soprattutto in situazioni di bagnato, dato che la pioggia, splendidamente realizzata, unita al blocco dell’Halo ridurrà ulteriormente la visuale. Fortunatamente sarà possibile selezionare una visuale senza questa protezione. Mostruose le riproduzioni delle monoposto, del volante con icone e display aggiornati in tempo reale e dei piloti.

Trofeisticamente parlando: campione del mondo

Anche la lista trofei di F1 2018 non si discosta di molto da quanto proposto lo scorso anno: a fianco di coppe semplicissime trovano spazio sfide più complesse che richiederanno una discreta abilità, senza contare le immancabili sfide in rete per cui sarà necessario parecchio tempo. Un Platino impegnativo ma fortunatamente non impossibile.

VERDETTO

Lo scorso anno Codemasters sfornò probabilmente il miglior gioco di Formula 1 mai prodotto. Riuscire a migliorarlo sarebbe stata una vera impresa. Ecco perché F1 2018 non stravolge quanto di buono fatto dal suo predecessore, ma piuttosto implementa alcune nuove funzioni, come il sistema di recupero dell'energia. Se state cercando al miglior simulazione di F1 sul mercato, allora vi consigliamo di non farvi scappare l'eccellente F1 2018.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.

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