Sviluppatore: RuneHeads Publisher: Digerati Piattaforma: PS4 Genere: Indie Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 14,99 €

Fino alla fine

Nei combattimenti abbiamo una barra di vita (piuttosto simile a quella presente nella saga di Ezio su Assassin’s Creed) e una di energia e, mentre colpiamo, scappiamo o blocchiamo quest’ultima barra si ridurrà a ogni azione. Si ricaricherà sganciandoci dal nemico che stiamo combattendo e attendendo pochi istanti (fatali in combattimento contro i boss). Dal primo momento noteremo che i nemici possono essere sfide molto ardue da superare e il gioco potrebbe diventare frustrante per i meno skillati. Ogni volta che moriremo, torneremo in vita partendo dai santuari. Il titolo ha, beffardamente, la particolarità di ricordarci il numero delle volte che moriremo. Dovremo allora andare nel luogo della nostra morte per far rivivere la ragazza, poiché la nostra avventura ruota attorno a lei.

Anche se non abbiamo un sistema di progresso ben definito, mentre giocheremo otterremo equipaggiamento da combattimento. Abbiamo dieci armi e una varietà di armature che renderanno la nostra vita più facile, insieme agli oggetti della storia che troveremo. Ma c’è sempre qualcosa di sbagliato in tutto questo ed è qualcosa di molto vitale: la camera e i controlli. La maneggevolezza della camera è pessima, e i controlli non sono per niente precisi. In più di un’occasione moriremo per ragioni estranee alle nostre capacità. Ultimo ma non meno importante, dobbiamo evidenziare il lavoro svolto al momento dei combattimenti contro l’area e i boss finali. Ogni boss è una grande sfida da superare.

Grafica e sonoro

Graficamente il gioco è molto povero, gli scenari sono vuoti e mancano di contenuti. I character design dei nemici sono molto semplici e in breve tempo diventano ripetitivi. Ma, fortunatamente, l’atmosfera che riescono a creare, nonostante tutti gli alti e bassi, riesce a trasmettere quella sensazione di oscurità e solitudine. Da parte della colonna sonora l’impatto è pressoché nullo, questa si distingue solo nel momento in cui affrontiamo i boss del gioco. Il titolo viene fornito con voci in inglese e testi in italiano.

Trofeisticamente parlando: lunga e buia è la strada

Se vorremo andare per il Platino di Fall of Light: Darkest Edition, dovremo completare il gioco con i tre finali: buono, normale e cattivo, oltre a finirlo alla massima difficoltà. Mentre giochiamo, otterremo i trofei relativi alla campagna, insieme a quelli cumulativi. Abbiamo alcuni trofei relativi alla raccolta di tutte le armi, all’armatura e alla lettura delle voci dei libri che diventeranno gli oggetti da collezione del gioco. Essendo un gioco relativamente breve, possiamo gestire bene ogni dungeon per ottenere il massimo da esso. In sintesi siamo di fronte a un Platino con una difficoltà media, che può richiedere più di venti ore, dipenderà molto dalle vostre abilità.