Far Cry 5 – Recensione

Sviluppatore: Ubisoft Montréal, Ubisoft Toronto Publisher: Ubisoft Piattaforma: PS4 Genere: FPS Giocatori: 1 (Online: 2-12) PEGI: 18 Prezzo: 69,99 €

Hope County, Montana. Nei panni di un vice-sceriffo in servizio da poco, a bordo di un elicottero, sorvoliamo un’area boschiva in compagnia di un agente federale e di tre colleghi. I cellulari non prendono, la vegetazione e il buio della sera celano l’orizzonte in ogni direzione e in generale si respira un’aria malata, inquietante. Sensazioni che traspaiono anche dalle espressioni dei nostri compagni; stiamo andando a presentare un mandato di arresto, ma non abbiamo l’atteggiamento deciso e vincente della legge che si impone sul malaffare. Nel frattempo, un’enorme statua emerge dagli alberi e, mentre il nostro elicottero la supera, l’uomo che vi è scolpito sembra intimarci che qui non abbiamo alcun potere, che questa è la sua terra.

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Quando atterriamo le cose peggiorano. Ci troviamo in un piccolo insediamento nel quale è evidente che non siamo i benvenuti. Uomini armati ci scrutano minacciosamente mentre procediamo con passo lento e insicuro verso un edificio da cui proviene un canto corale, che in questo contesto risuona strano e fuori luogo, al punto da mettere i brividi. Il timore si impossessa di noi, di noi giocatori in carne e ossa e pad in mano, consapevoli degli occhi feroci di questi sconosciuti che potrebbero attaccarci da un momento all’altro. Un timore che si trasforma in paralizzante angoscia quando entriamo nell’edificio, dove il destinatario del nostro mandato di arresto sta celebrando qualche rito; basta la sua presenza a spaventare, l’aura di sacralità e di mostruosità insieme che emana da lui e che sembra possedere tutti i presenti, meri esecutori di una volontà centrale unica che li controlla come automi.

Dalla nostra abbiamo quattro compagni e un foglio di carta, contro ci si presenta un’intera comunità ostile. Eppure ci proviamo lo stesso a mettere in manette quel Joseph Seed che abbiamo imparato a conoscere ben prima di trovarci faccia a faccia con lui. Naturalmente le cose non vanno come dovrebbero, non vanno per niente bene. E’ l’inizio adrenalinico e memorabile di una scena di apertura a metà tra l’horror e l’azione, con fughe rocambolesche, inseguimenti e sparatorie, con la speranza di trovare una via di fuga e di salvezza e di un’occasione per rimetterci in sesto e compiere la nostra missione. E’ l’inizio di Far Cry 5.

Il Montana non è mai stato così lontano

La contea fittizia di Hope County, negli Stati Uniti nord-occidentali, risulta fin da subito più che adatta alle atmosfere tipiche del franchise. La natura la fa da padrona, con foreste estese, corsi d’acqua e montagne che, non fosse per edifici, insediamenti, strade e veicoli che spuntano qua e là, potrebbero essere tanto selvaggi quanto l’ambiente preistorico di Far Cry Primal. L’isolamento a cui Joseph Seed, il Padre, ha costretto la popolazione e il clima di terrore che ha instaurato aprono inoltre una gigantesca parentesi di follia che separa Hope County dal resto degli Stati Uniti e la rende un luogo ostile, pericoloso e lontano.

La mappa di gioco, come sempre generosa in termini di estensione, sin dalla fine della missione tutorial viene suddivisa in tre aree, ognuna delle quali fa riferimento a un fratello di Joseph Seed. Il nostro obiettivo annunciato è quello di indebolire il controllo del culto e/o progetto chiamato Eden’s Gate su queste zone, per affrontare il boss di turno e arrivare al Padre. L’indebolimento passa per diverse strategie, tutte volte ad aumentare il valore della Resistenza: salvare i civili tenuti prigionieri, completare missioni per membri della Resistenza, distruggere edifici strategici per gli edeniti e liberare gli avamposti nelle mani del culto.

Non siamo soli

Gli oppositori del progetto sono numerosi e non disdegnano di impugnare le armi e convertire gli edeniti alla giustizia a suon di pallottole. Oltre a personaggi secondari di spessore, diversi nelle tre regioni della mappa, potremo infatti reclutare in giro per le strade o in seguito a specifiche missioni mercenari – umani e non – pronti a diventare nostri alleati negli scontri a fuoco più ardui. Assegnabili alle frecce direzionali, questi gregari ci seguiranno e ci aiuteranno, agendo individualmente o seguendo le nostre istruzioni, sempre prediligendo la furtività (almeno finché riusciremo a non farci scoprire). Ce ne saranno nove specializzati e altri più anonimi e adatti al semplice assalto a testa bassa. Li troveremo di fondamentale utilità sia per affrontare al meglio diverse situazioni, sia per farci rianimare quando cadremo sotto il fuoco nemico.

Ancor più interessante è però la possibilità di affrontare ogni singola missione di Far Cry 5 in modalità cooperativa con un amico della nostra lista. E’ possibile invitarlo alla nostra partita o essere ospitati nella sua e proseguire insieme nella storia: naturalmente gli avanzamenti e gli sblocchi vengono mantenuti solo per l’host, mentre entrambi i giocatori conservano eventuali ricompense ed equipaggiamenti raccolti nelle missioni. L’amico invitato si comporta di fatto come uno dei PNG che possiamo reclutare nel gioco, con la differenza che si tratta di un altro giocatore in carne e ossa e che possiamo interagire, anche grazie alla chat vocale, in un modo nuovo e divertentissimo.

Un mondo da esplorare

Come dicevamo, la mappa è vasta e spostarsi a piedi è sconsigliato, se non nei pressi dei gruppi nemici che vogliamo cogliere di sorpresa. Nel pieno solco della tradizione di Far Cry non mancano però veicoli di ogni natura, dalle auto ai pick-up, dai quad alle moto, dalle barche agli aerei. Una nota di merito va data alla guida su strada, che trasmette abbastanza bene il peso dell’auto e l’attrito su asfalto e altri terreni, pur senza impedire manovre folli e decisamente videoludiche. Ottima anche la gestione degli impatti dei veicoli contro nemici a piedi, che non cadono come birilli ma accusano il colpo come veri corpi umani. E’ possibile, naturalmente, ridurre i tempi di spostamento utilizzando il teletrasporto verso aree già scoperte, ma perché privarsi dei suggestivi scorci naturali di Hope County o, ad esempio, di un volo in tuta alare?

Restando alla mappa, la gestione dei punti di interesse è un tratto innovativo. Non dobbiamo più preoccuparci, come in passato, di sbloccare torri per attivare luoghi e missioni. La scoperta è un processo molto più libero e autonomo, che favorisce l’esplorazione di un mondo di gioco davvero ben fatto e meritevole. Passando nei pressi di un deposito, di un insediamento, di un’attività questa verrà aggiunta automaticamente alla mappa e potrà essere recuperata in seguito; qua e là, curiosando nelle stanze dei numerosi edifici in cui si può entrare, possiamo trovare cartine geografiche, riviste o appunti scritti da raccogliere per rivelare i dettagli di un’area più o meno vasta o le premesse per una missione opzionale; infine, parlando con gli abitanti del luogo, verremo a conoscenza di informazioni utili per attivare obiettivi secondari e relative location.

Altra novità importante, non esiste alcuna mappa a schermo. Per aprire la mappa dovremo accedervi appositamente premendo il touchpad, mentre nel corso del gioco potremo affidarci solo a una bussola nella parte alta dello schermo (alla Skyrim, per intenderci) che mostra icone di luoghi e veicoli quando siamo nelle loro vicinanze. La nuova gestione è meno intuitiva e amichevole dello standard a cui siamo abituati (ed è un bene). Spesso ci troviamo a non sapere immediatamente che direzione prendere, a meno di non essere in auto e vedere le frecce che segnalano l’itinerario da seguire verso la meta, il che favorisce un’esplorazione che può portare a imbattersi in luoghi, persone o missioni non previste.

Un Far Cry in tutto e per tutto

Ubisoft ci dà esattamente quel che ci aspettavamo, sorprendendoci con migliorie mirate ma efficaci. Non esiste momento, insomma, in cui non si abbia la forte certezza di essere dentro a un Far Cry. Negli scontri a fuoco, il feeling è quello classico della serie, con nemici numerosi e folli (ma non troppo vari esteticamente, né intelligenti, almeno a livello di difficoltà normale), sparatorie concitate, incendi che si propagano tra l’erba secca, cure disperate e frettolose per ripristinare la nostra salute. Non sarà improbabile arrivare alle armi, considerando che le strade sono infestate di edeniti invasati e che, via via che aumentiamo il valore della Resistenza indebolendo il boss di un’area, questo diventerà più aggressivo ordinando ai suoi scagnozzi di attaccarci furiosamente.

Le armi sono molte e di varia natura, selezionabili da un’apposita ruota di facile accesso e gestione. Oltre alla primaria (fucile, mitra, lanciafiamme, arco) e secondaria (pistola) troveremo diverse armi contundenti (pale, mazze) e armi da lancio (granate, C4, molotov, che possono essere ripristinate anche tramite crafting), sempre che non vogliamo ricorrere ai nostri poderosi pugni. Questi ultimi sono poco efficaci una volta che siamo stati scoperti dai nemici, ma sono micidiali se riusciamo a sgattaiolare alle spalle di un cultista ignaro per un attacco furtivo, magari dopo averlo distratto lanciando una pietra o una lattina. Numerosi negozi sparsi per la mappa ci permettono di acquistare e modificare armi e munizioni, la cui reperibilità comunque non è mai un vero problema (i nemici morti non se la prendono se rubate loro un mitra).

Il protagonista è personalizzabile sia all’inizio, con la scelta del sesso e dei tratti principali di viso e corpo, sia nel corso del gioco, con miglioramenti estetici da acquistare nei negozi. A livello di progressione, non ci sono elementi GdR come quelli introdotti nel recente Assassin’s Creed Origins, ma esistono cinque rami di abilità da sbloccare per potenziare il nostro personaggio e/o le armi e/o i mercenari al nostro seguito. Tramite sfide apposite, elencate in un semplice menù, possiamo acquistare punti da spendere in questo senso.

Il rischio ripetitività esiste? Non di certo nelle missioni primarie e solo parzialmente nelle attività collaterali, in particolare nella liberazione dei diversi avamposti. Ma sarebbe ora di sottolineare come il tema della ripetitività sia diventato pregiudiziale: la vita stessa è ripetitiva e sarebbe assurdo chiedere a un videogioco, che vuole simularla, di non esserlo, a meno che si accetti il compromesso di una durata non superiore alle sei/otto ore (io lo accetto e, anzi, mi sembra cosa buona e giusta NdD). E poi, in Far Cry 5 possiamo adottare approcci molto diversi per liberare questa o quella zona, diventando di fatto artefici di quella varietà e di quella sperimentazione che possono evitarci di cadere nel dejà-vu e nella noia.

Quel che rimane

Spostandosi per Hope County si percepisce costantemente un senso di oppressione e paura, di esposizione continua al rischio, che nelle fasi in cui incontriamo i fratelli Seed diventa vera e propria angoscia. I villain sono infatti uno dei punti forti della produzione, ottimamente caratterizzati e folli al punto giusto; non li vedremo mai dare in escandescenze in modo esagerato, ma è proprio dalla loro relativa calma che deriva il terrore che sanno incutere. Tra l’altro non saranno figure astratte e irraggiungibili se non al momento dello scontro decisivo, ma compariranno di frequente sul nostro cammino, via via che la crescita della Resistenza toccherà determinati livelli, e saranno una presenza tangibile, costante, reale.

La vena ironico-satirica che attraversa il resto del gioco e che si palesa nei personaggi secondari quasi caricaturali e in alcune missioni surreali (cito solo quella in cui dobbiamo rimandare alcune mucche in un recinto spaventandole con delle pietre o colpendole con i pugni, o quella in cui dobbiamo guidare per accompagnare una partoriente dall’ostetrico mentre le strade sono teatro di ogni sorta di imprevisto catastrofico) non fa che mettere in risalto, per contrasto, l’espressione del male assoluto e cieco che vive nei fratelli Seed. Contemporaneamente essa imprime profondità alla trama e al mondo di gioco, rendendolo più verosimile e agendo, in questo senso, come una controparte astratta e trasversale di elementi fisici come le foreste e i corsi d’acqua, gli animali che li popolano, le comparse con le loro storie e così via. Tutto gioca a favore di una grande immersività, che giova al titolo e che avrebbe potuto ricevere un’ulteriore spinta verso l’alto popolando un po’ di più strade, rifugi e insediamenti, che invece a volte risultano piuttosto vuoti.

Io no che non m’annoio, non m’annoio

Far Cry 5 non rischia di annoiare dopo il completamento della campagna. Altro tratto caratteristico della serie, e degli open world in generale, è la presenza di elementi sandbox che ampliano a dismisura varietà e longevità del titolo con attività secondarie spassose e ben realizzate. Oltre alle numerosissime missioni opzionali, a Hope County troveremo opportunità per dedicarci alla caccia e alla pesca, con prede diverse in base alla zona prescelta (un po’ come avveniva in Primal). Attività utili anche a fini economici, perché vendere pesci e pelli frutterà dollari da convertire in veicoli, abiti, armi e potenziamenti.

Esteso capitolo a parte meriterebbe poi la modalità Far Cry Arcade. Accessibile dal menù iniziale o dai cabinati che si trovano in alcuni locali di Hope County, è un vero e proprio gioco nel gioco che propone un editor di mappe e la possibilità di giocare, da soli o in cooperativa, quelle create dall’utenza. L’editor include elementi da diversi titoli Ubisoft ed è completo al punto da spaventare con i suoi menù; chi avrà il tempo di dedicarvisi con costanza e organizzazione potrebbe dare vita a qualunque progetto. Il completamento delle missioni Arcade fornisce ricompense utili anche per la progressione del personaggio nel single player, come denaro e punti per sbloccare nuove abilità. Come se non bastasse, in Far Cry Arcade troviamo una classica modalità deathmatch multiplayer sei contro sei che merita una prova, se non altro, anche perché è richiesta dall’elenco dei trofei.

Sembra vero

Passando alla grafica, non si possono proprio muovere critiche a Ubisoft. Pur avendo giocato il titolo su una PlayStation 4 liscia non sono stati rari i momenti in cui alcuni paesaggi sembravano fotografie. Il livello di dettaglio degli ambienti, sia naturali che degli edifici, è impressionante, considerando l’ampiezza della mappa. Gli stessi personaggi sono molto curati e ben variegati e anche i dialoghi sono realistici, con i PNG che ci guardano negli occhi e che ci seguono con lo sguardo o ruotando il corpo se ci spostiamo. Se si considerano le cut scene, poi, si raggiungono livelli di fotorealismo che hanno poco da invidiare alla stessa Naughty Dog. Sono da segnalare solo i pop-up di alcuni elementi anche a media distanza e tempi di caricamento non lunghi, ma neanche brevissimi, per tornare al checkpoint dopo una morte.

La colonna sonora che ci accompagna è principalmente la musica emessa dalle radio dei veicoli ed è pienamente in tema col gioco, con stazioni country, canti corali legati all’Eden’s Gate e altre canzoni ancora più energiche per scorrazzare su strada investendo qualche cultista folle. Doppiaggio dei personaggi di altissimo livello, sempre con una nota di eccellenza per quanto riguarda quello dei fratelli Seed. Anche gli effetti ambientali convincono, con, ad esempio, cani che abbaiano in lontananza, aerei ed elicotteri che sorvolano la zona, esplosioni e allarmi e mitragliate ben fatti e che contribuiscono a farci sentire dentro la storia.

Trofeisticamente parlando: un Platino che non si fa pregare

Far Cry 5 propone cinquantuno trofei suddivisi in trentotto di bronzo, dieci d’argento, due d’oro e il Platino. Come si evince dalla nostra guida in costruzione, non si tratta di niente di impossibile né frustrante. Oltre alle coppe legate al completamento della storia e di determinate missioni, dovremo soddisfare con tutta calma alcune richieste particolari, spesso legate a diverse opportunità offerte dal gameplay (la personalizzazione del giocatore, le battaglie aeree, il volo in tuta alare), a diverse modalità (l’avanzamento in Far Cry Arcade, le vittorie in multiplayer) o alle attività secondarie (la pesca, le prove stunt). Sbloccare il massimo riconoscimento sarà divertente quanto dedicarsi a questo imperdibile gioco.

VERDETTO

Far Cry 5 è un bel gioco e un ottimo Far Cry. I fan del franchise ritroveranno meccaniche amate e consolidate, insaporite con una trama interessante, un setting affascinante, un boss (anzi quattro) che convince, qualche novità di gestione e un'ironia che alleggerisce e nello stesso tempo dà consistenza al mondo di gioco. I nuovi arrivati scopriranno uno sparatutto frenetico e divertente, infarcito di missioni secondarie, attività opzionali e modalità online capaci di impegnare per decine di ore, il tutto sotto un comparto grafico e sonoro più che degno. Non esente da difetti e dal rischio della ripetitività in alcune fasi, Far Cry 5 vuole innovare senza snaturare e ci riesce alla perfezione, confermando l'attenzione di Ubisoft per il feedback ricevuto dalla comunità videoludica e la volontà di non lasciar affondare i propri marchi storici.

Guida ai Voti

Jury Livorati
Classe ’85, divido il tempo tra la moglie e i tre figli e le più svariate passioni. Amo la lettura, la scrittura e i videogiochi e recito dal 2004 con l'Associazione Culturale VecchioBorgo. Eterno bambino, amo la vita e guardo sempre allo step successivo, soprattutto se è più in alto del precedente. Sono grato a PlayStationBit per avermi fatto scoprire la (sana) caccia ai trofei e i Metroidvania.

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