Sviluppatore: 6 Eyes Studio Publisher: 1C Entertainment Piattaforma: PS4 Genere: Action RPG Giocatori: 1 PEGI: 7 Prezzo: 24,99 €

Tranquillo, è solo un graffio

Se state pensando che Fell Seal sia tutto rose e fiori, vi sbagliate di grosso. Nonostante una difficoltà scalabile, infatti, i combattimenti risulteranno sempre ostici e ogni errore potrebbe portare a una prematura sconfitta, anche giocando con i parametri settati al minimo. Dopo aver dato il via a una battaglia, presente sui nodi della mappa di spostamento tra una città e l’altra oppure affrontabile a volontà pattugliando le aree precedentemente esplorate per migliorare le nostre abilità, sarà necessario studiare ogni nemico e ogni elemento. L’esperienza raccolta dai personaggi per ogni azione permetterà di salire di livello rapidamente e anche durante un combattimento, ma il rovescio della medaglia sarà che anche i nostri nemici potranno accumulare punti e potenziarsi durante lo scontro; più subiremo danni, quindi, più le nostre possibilità di vittoria caleranno.

Da un’eventuale sconfitta dei nostri eroi in battaglia sarà possibile apprendere anche di un’altra interessante meccanica ideata da 6 Eyes Studio, ossia quella delle ferite: se lasceremo arrivare a zero i punti vita di un personaggio, questi morirà e, oltre a non poter essere rimpiazzato per il combattimento corrente, riporterà una ferita che ne ridurrà le caratteristiche del 10% fino a che non riposerà e si curerà. Se la percentuale di punti caratteristica persa vi sembra poco, è bene sapere che, se deciderete di schierare i vostri guerrieri a mezzo servizio, non solo non guariranno, ma rischieranno, in caso di morte, di accumulare ulteriori ferite e dunque subire un ulteriore ribasso ai propri valori, diventando via via sempre più inutili. Si tratta senza dubbio di una proposta interessante che spinge a ruotare i membri che verranno inviati in combattimento e testare tutte le potenzialità delle varie classi e delle combinazioni che il team ha cercato di proporre.

Cartolina da Teora

Un vecchio detto dice che anche l’occhio vuole la sua parte, ecco perché, nonostante le tantissime qualità di Fell Seal, fa piacere sapere che il duo di 6 Eyes Studio dimostra di non aver trascurato nemmeno la grafica e il sonoro. Come svelato anche nel corso della campagna Kickstarter, infatti, il team si è impegnato per proporre non la solita grafica retrò a 8 bit con melodie chiptune, ma piuttosto un’opera bella da guardare e da ascoltare oltre che da giocare, con il risultato di poter ammirare su schermo personaggi unici, dotati ognuno delle sue specifiche animazioni.

Oltre a questo, al giocatore verrà offerta la possibilità di personalizzare ogni membro secondario del party modificandone stile, aspetto e colori, rendendoli così davvero unici, mentre i protagonisti della storia saranno accompagnati durante le cutscene, realizzate con grafica di gioco, da piccole immagini che ne mostrano le espressioni e che aiuteranno a immedesimarsi in loro e farsi coinvolgere maggiormente dalla narrazione, sfortunatamente disponibile solo in lingua inglese. Altro plauso va fatto per la colonna sonora, mai esageratamente invadente e con particolare enfasi musicale nei momenti più concitati della storia, proprio per sottolinearne l’importanza. Da sottolineare, questa volta negativamente, quello che è forse l’unico vero problema del gioco: durante le battaglie non sarà possibile ruotare la visuale isometrica, con la conseguenza che a volte gli ostacoli naturali o i dislivelli dei campi di battaglia nasconderanno punti vuoti o, peggio, insidie.

Trofeisticamente parlando: fino all’ultimo tempio

La lista trofei di Fell Seal: Arbiter’s Mark non proporrà sfide tremendamente lunghe oppure combattimenti impossibili, ma piuttosto una serie di coppe che potranno essere sbloccate con un minimo di dedizione, come ad esempio quelle per aver portato al massimo le varie classi oppure completato storia principale ed eventi secondari. Non saranno presenti trofei legati alla difficoltà, come a voler sottolineare la libertà di giocare nel modo che riterrete più opportuno.

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8/10
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Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.