Sviluppatore: Below The Game Publisher: 1C Entertainment Piattaforma: PS4 Genere: Platform Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 19,99 €

“Leggere un libro non è uscire dal mondo, ma entrare nel mondo attraverso un altro ingresso”. Una citazione che non potrebbe essere più calzante se si parla di Haimrik, titolo sviluppato da Below The Game e pubblicato da 1C Entertainment, in cui si vestiranno i panni di un giovanissimo scriba alle prese con un magico libro e tantissime peripezie. Quindi prego, signori, allacciate le cinture di sicurezza perché stiamo per addentrarci in un mondo fantastico ma con delle turbolenze che, purtroppo, segnano in negativo un’avventura che aveva del potenziale immane.

haimrik

C’era una volta…

Haimrik è uno scriba che vive con la mamma nel regno di Estria, governato dal re Udolf con i suoi “guerrieri della parola”. Il sovrano però ha lasciato marcire delle zone del suo territorio, occupandosi solo di altre città più adiacenti al castello. Ecco, Haimrik vive in una di queste zone difficili, precisamente in un villaggio di nome Silisa, dove si diletta nella professione dello scriba, convinto che un giorno possa arrivare la tanto agognata svolta nella sua vita. Che, effettivamente, arriverà. Il giovanissimo un giorno si ritroverà ad avere a che fare con un libro magico, deciderà quindi di firmarlo con il sangue per vedersi poi risucchiato tra le pagine per viverne una piccola porzione di avventura.

Cavalieri, goblin, addirittura un dragone, nemici che Haimrik combatterà con l’uso delle parole, stampate sulle passerelle sulle quali camminerà, da cui tirerà fuori una spada, una balestra o addirittura degli animali, che gli serviranno ad avanzare tra i livelli. Questi presenteranno uno o due enigmi all’interno di essi. Sorpreso da questa scoperta, egli correrà alla locanda paesana, dove la proprietaria gli tiene in affitto lo scantinato, che lui di solito utilizza come studio personale. Da lì in poi inizierà la vera avventura del giovane, che si troverà invischiato in situazioni alquanto spiacevoli contro i guerrieri della parola, cattivi fino al midollo, e re Udolf.

haimrik

Parole, parole, parole…

Il gameplay di Heimrik è un mix tra platform e word game, che sulla carta rende benissimo l’idea, adornandolo di un alone di mistero e divertimento assicurato, cosa che però, pad alla mano, risulta abbastanza lontana dal concept di base. Correndo, letteralmente, da una parte all’altra del villaggio e degli altri luoghi di gioco, non faremo altro che portare a compimento dei piccoli livelli che ci serviranno poi a guadagnare un oggetto che ci servirà per completare l’obiettivo attuale, procedere nella narrazione e fare e rifare di nuovo la stessa cosa fino alla fine del gioco. Tutto questo senza un’effettiva gratificazione dalla cosa, e con un’avventura che diventa tediosa e frustrante già dalle primissime fasi. I livelli saranno formati da piccoli enigmi che dovranno essere risolti grazie alle parole, e che potranno mettere in difficoltà pure i più esperti, poiché molte volte si dovranno evocare più e più oggetti, unirli tra loro e capire come far fronte al problema.

Altra caratteristica del gioco è quella della scelta cromatica da parte degli sviluppatori. Tutto, veramente tutto il mondo di gioco sarà di un fastidioso color seppia, che potrebbe risultare simpatico all’inizio ma stancherà rapidamente gli occhi, facendovi voltare altrove o sperare in uno schizzo di sangue, unico elemento che spezzerà la monotonia con il suo rosso acceso. Schizzi di sangue che saranno accompagnati da elementi gore, forse un altro punto a sfavore del titolo, che distruggeranno l’aria d’innocenza attorno a esso, facendovi capire che Haimrik non dovrà per nulla avere a che fare con un pubblico suscettibile o di bambini. Un vero peccato, questo, dato che ci troveremo davanti a un prodotto narrativamente validissimo, con personaggi ben caratterizzati, e un’avventura che, grattacapi compresi, procede liscia, divertendo e incuriosendo il giocatore. La trama, pur avendo dei cliché, riesce comunque a non cadere nel banale, lasciando un buonissimo ricordo di sé.