Has-Been Heroes – Recensione

Sviluppatore: Frozenbyte Publisher: GameTrust Piattaforma: PS4 Genere: Roguelike Giocatori: 1 PEGI: 7 Prezzo: 24,99€

Frozenbyte, lo studio responsabile della serie di Trine, dopo il mezzo falso passo compiuto dal terzo capitolo a causa di una cattiva gestione delle risorse, mette da parte la sua saga di punta e cambia completamente genere con un lavoro che sembra quasi una riorganizzazione interna dell’azienda. E’ ormai risaputo che, nel corso delle generazioni di console, i videogiochi hanno man mano perso quel piacevole livello di difficoltà che punisce i giocatori a ogni loro piccolo errore ma che, al tempo stesso, li esorta a continuare e riprovare fino a quando la battaglia non è vinta e il livello completato. La software house finlandese prova a colpire il cuore dei nostalgici e dei giocatori più hardcore, riportandoci in quel periodo con Has-Been Heroes, un titolo dalle meccaniche roguelike che punta tutto sulla crudeltà del gameplay. Con queste parole potreste pensare si tratti del solito gioco violento, tutto sangue e budella in stile Mortal Kombat, ma invece no, Has-Been Heroes è crudele e spietato verso il giocatore stesso, che in più di un’occasione dovrà ricorrere a tutto il calendario per poter mantenere la calma e tutelare l’integrità del pad.

Non invocatelo troppo spesso!

Come avrete ormai capito, il gioco creato da Frozenbyte è un titolo difficile che vi mostrerà la schermata del game over più e più volte. Ma quale potrebbe essere la trama per un gioco dalla difficoltà così elevata? Difendere il mondo da un’invasione di mostri o salvare il regno da un temibile tiranno? Nessuna delle due, la missione dei nostri eroi sarà quella di accompagnare a scuola le figlie del re. Sì, avete letto bene; il regno in cui è ambientato il titolo vive da molti anni un periodo di pace e serenità grazie ai protagonisti di quest’avventura, un gruppo di eroi che, tempo addietro, sconfisse il male. Essi, dopo aver vissuto giorni di gloria, sono divenuti ormai anziani e prossimi alla pensione e svolgono inutili mansioni al servizio del re.

Così, al comando di un vecchio mago e di un guerriero sovrappeso, inizierà l’avventura di Has-Been Heroes a cui si unirà una nuova protagonista, una giovane ladra incontrata durante il tragitto verso la scuola. Dopo un breve (brevissimo) tutorial incontreremo, per la prima volta e in maniera automatica, il nostro migliore amico durante quest’avventura: il game over, che ci condurrà letteralmente alle porte del paradiso. Il custode del regno celeste informerà il party che un enorme ghoul ha aperto un varco nel mondo dando inizio a una invasione di creature malvagie e sarà loro compito sconfiggerlo raccogliendo anime. Il contrasto creato dalla difficoltà del gameplay e dalla trama quasi ironica di Has-Been Heroes è folle e ha un tocco di genialità, purtroppo, però, dopo questo incipit iniziale la storia non avrà altro da dirci e sarà quindi già conclusa in partenza.

Frozenbyte ha creato un gioco dalle meccaniche semplici e complesse al tempo stesso; per avanzare si dovrà attraversare una serie di percorsi, generati in maniera procedurale, ma per arrivare alla fine di essi bisognerà combattere orde di mostri e ostacoli vari. I combattimenti ricordano molto quelli dei giochi mobile, e in particolare lo stile di gioco dei tower defense e di Piante contro Zombi. I personaggi, schierati in una fila verticale divisa in tre corsie di battaglia orizzontali, dovranno difendersi dall’avanzata nemica prima che questa possa raggiungerli. Gli avversari saranno dotati di due barre della salute differenti, una che segna l’armatura e un’altra che indica i punti vita effettivi. Per poterli uccidere dovremo concatenare gli attacchi degli eroi scambiandoli velocemente di posizione, demolendo prima il loro scudo e poi colpendoli in maniera diretta.

Per effettuare quest’operazione è fondamentale conoscere e coordinare gli attacchi del nostro party; ogni eroe avrà infatti delle abilità, delle magie e dei metodi di attacco differenti. Il paladino potrà attaccare in modo devastante i nemici ma potrà colpire soltanto una volta, al contrario la ladra colpirà i mostri per ben tre volte rendendo i suoi attacchi più efficaci per eliminare gli scudi. Attenzione, però, non potremo bersagliare i nemici all’infinito; prima di poter effettuare un nuovo attacco, il giocatore, come accadeva nei vecchi giochi di ruolo, dovrà attendere che la barra della stamina si ricarichi. Le fasi di combattimento saranno alternate con percorsi in cui capiterà anche di trovare dei mercanti o delle streghe che in cambio di monete e anime ci forniranno nuove abilità e magie e, con parecchia fortuna, sarà anche possibile trovare degli accampamenti dove poter passare la notte per poter curare le ferite subite. Una volta riusciti ad arrivare alla boss fight, le cose si faranno quasi impossibili; a schermo saranno presenti decine e decine di fastidiosi minion oltre che, appunto, un potentissimo boss dai poteri micidiali.

YOU DIED

Capire al più presto il gameplay dei combattimenti è necessario per riuscire a sopravvivere alle ondate nemiche e in soccorso dei giocatori è presente un tasto che permette di rallentare il tempo per poter ponderare al meglio le scelte da compiere; tutto ciò non sarà comunque abbastanza, subire la sconfitta fa parte del gameplay e arrivati a un certo punto è quasi inevitabile. Occhio, però, giocando in maniera distratta, molto spesso il game over arriverà anche alla prima battaglia.

Has-Been Heroes è un gioco punitivo che non perdona il minimo errore, subire la morte anche di uno solo degli eroi usati equivale alla sconfitta automatica di tutto il resto del gruppo. Leggendo queste premesse i più penseranno che il titolo è una sfida coinvolgente e appassionante (e in parte è vero), purtroppo però Has-Been Heroes non è solamente difficile ma è anche un titolo calibrato in maniera completamente sbagliata. Non esiste, infatti, un vero e proprio sistema di progressione che permetterà di aumentare il livello degli eroi, i quali potranno sbloccare nuovi potenziamenti solamente all’interno della partita in corso; una volta arrivato il game over tutto ciò che il giocatore avrà fatto sarà quasi vano. Oggetti, magie e abilità sbloccate verranno perse e, nelle partite successive, andranno riconquistate.

Il giocatore, anche per colpa della totale assenza di una trama, sarà invogliato a continuare il gioco solamente per resuscitare e sbloccare tutti i trenta personaggi disponibili (ognuno dotato di abilità e mosse uniche), che sarà poi possibile utilizzare in una nuova partita. Purtroppo anche questa funzione è stata gestita in maniera pessima da Frozenbyte; riuscire a sbloccare un personaggio richiederà decine e decine di tentativi e di partite, a causa della completa casualità dei percorsi affrontati e dei forzieri trovati. Tutta questa frustrazione porterà anche il più temerario degli hardcore gamer ad abbandonare il titolo solamente dopo poche ore di gioco per cercare di preservare la propria sanità mentale.

Per quanto riguarda il lato tecnico, Has-Been Heroes è dotato di una grafica in cel-shading piuttosto anonima. Di fatto i colori risultano spenti e, in un titolo che vive nel contrasto tra ironia e difficoltà, questo risulta come una mancanza. Le animazioni, inoltre, sono piuttosto limitate, così come la tipologia di nemici che appariranno per fronteggiare la squadra scelta. Anche il comparto audio non aggiunge nulla di buono al gioco che, nonostante il doppiaggio in italiano, non presenta una colonna sonora memorabile o quantomeno orecchiabile.

Trofeisticamente parlando: almeno il Platino sarà facile?

In Has-Been Heroes è disponibile una lista di ventisette trofei che, così come il gioco stesso, risultano difficili e frustranti. Per ottenere il rarissimo Platino è richiesto di completare per ben sette volte l’avventura e di riempire il globo delle anime ricevute dai nemici sconfitti per cento volte. Bisognerà anche trovare alcuni personaggi e le relative skin, ma come già detto, essendo Has-Been Heroes un titolo dalle meccaniche procedurali, la completa casualità degli oggetti sbloccati richiederà al giocatore migliaia di tentativi. Leggendario, questo il nome del trofeo più difficile, richiede di sbloccare tutto il possibile. E’ proprio il caso di dirlo… buona fortuna!

VERDETTO

Frozenbyte, dopo i problemi legati al terzo capitolo di Trine, cerca di rinnovarsi completamente pubblicando Has-Been Heroes. Il gioco parte da ottimi presupposti, tra i quali un livello di difficoltà che ricorda le generazioni passate, che però vengono cancellati dopo qualche ora di gioco. Has-Been Heroes non è solamente difficile ma è anche caratterizzato da un gameplay calibrato in maniera pessima. Inoltre la quasi totale assenza di una trama che possa invogliare i giocatori a continuare l'avventura fa sì che Frozenbyte abbia commesso un altro buco nell'acqua.

Guida ai Voti

Alberto Lanzidei
Nato con la passione per la PlayStation è cresciuto coltivando l'amore verso tutti i generi di videogames. I suoi hobby, oltre il gaming, sono le auto e la palestra.