Sviluppatore: Future Games of London Publisher: Ubisoft Piattaforma: PS4 Genere: Arcade Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 9,99 €

Tra il nuovo film di Jason Statham dedicato al megalodonte e il recente annuncio del simulatore di squalo Maneater, non possiamo negare che questo sia un periodo prolifico per le produzioni dedicate al predatore marino per eccellenza. Approfittando di questo fatto, Ubisoft ha deciso di portare Hungry Shark World anche su console casalinghe dopo una gavetta di un paio d’anni tra i meandri del mercato mobile.

Questo titolo ci giunge tra le mani come il quinto capitolo di una serie che, nonostante il passare degli anni, non ha saputo mai schiodarsi da alcune meccaniche di gioco datate e che risultavano alla lunga ripetitive. Potrà la versione PlayStation 4 dare una ventata d’aria fresca al brand? Non vi resta che continuare a leggere la nostra recensione per scoprirlo!

Nasci, mangi e… muori!

Dopo pochi minuti dall’avvio della nostra prima partita, il problema principale di questo gioco è lì, proprio davanti ai nostri occhi: la ripetitività. Essendo infatti nato originariamente come gioco freemium per il mercato mobile, Hungry Shark World non ha fatto altro che liberarsi del fattore vite, così da lasciare il giocatore libero di giocare per ore e ore senza limiti. Sarebbe stato tutto molto bello, se non fosse che la possibilità di effettuare lunghe sessioni non fa altro che alimentare il fattore monotonia appena citato. Il titolo propone infatti a ogni partita sempre la stessa routine: scegli lo squalo, mangia i pesci, completa gli obiettivi ed esplora.

Il gioco offre in sostanza solo questo, in quanto il tutto si baserà su effettuare partite su partite alla ricerca di quella particolare reliquia o completare quel determinato obiettivo. In tutto ciò, il nostro caro squalo non vivrà in maniera tranquilla la sua breve esistenza, ma riuscirà lo stesso a far emergere la sua natura avida e insaziabile. Per mantenersi in vita, infatti, il predatore dovrà nutrirsi con costanza della fauna marina circostante. Più si nutrirà, però, più vorrà nutrirsi e di conseguenza la barra dell’energia finirà per esaurirsi sempre più velocemente.

Le problematiche di sopravvivenza però non saranno limitate esclusivamente alla dieta del nostro pesciolone, ma saranno caratterizzate anche da alcune minacce ambientali che impareremo con il tempo a conoscere ed evitare. La prima regola è tanto semplice quanto banale: pesce grosso mangia pesce piccolo. Durante le nostre scorrazzate per i fondali marini entreremo infatti in contatto con animali più grandi di noi e che, se importunati, potrebbero creare più di un problema. Sbloccare squali più grossi renderà quindi la nostra dieta più varia. Anche evitare i pescatori con gli arpioni o i fusti di materiale radioattivo potrà contribuire ad aumentare l’aspettativa di vita della nostra tenera bestiolina.

La sua natura da gioco mobile ci viene rivelata anche dall’eccessiva semplicità dei comandi. Il nostro squalo infatti penserà autonomamente ad addentare le prede circostanti, lasciando al giocatore il solo compito di guidarlo verso la direzione giusta e di gestire alcuni semplici comandi. Oltre allo scatto, infatti, si potrà effettuare un attacco in pieno stile Lo squalo per avere la meglio su bagnanti, tartarughe e pesci rivali. Anche il sistema a livelli e missioni, che contribuisce in sostanza a creare una sorta di modalità Storia, non riuscirà a rendere la pillola della ripetitività un po’ meno amara.