Sviluppatore: Behold Studios Publisher: Behold Studios Piattaforma: PS4 Genere: Gioco di Ruolo Giocatori: 1 PEGI: 7 Prezzo: 14,99 €

Dungeons & Dragons è sicuramente uno dei migliori strumenti per occupare intere serate passate tra matite, fogli di carta e personaggi di plastica (nei migliori dei casi), intenti a seguire una storia fantasy tutta da vivere. Knights of Pen and Paper ci fa vivere questa meravigliosa esperienza nerd sotto forma di videogioco, con uno stile tutto particolare.

Accettiamo la missione

Sdoganato dalla serie Stranger Things, il mondo dei giochi di ruolo carta e penna sta trovando sempre più ammiratori di tutte le età, così tanti da spingere il talentuoso team di Behold Studios a creare un videogioco che facesse rivivere tutte le emozioni di Dungeons & Dragons. Knights of Pen & Paper ha però avuto origini più umili della console di casa Sony, approdando prima su smartphone e tablet e, solo dopo aver riscosso grande successo, anche su PlayStation 4 dove viene presentato in un’edizione ricca di contenuti aggiuntivi e di alcune piccole ma significative novità. Senza però perdere la strada principale, cosa che vi assicuriamo succede praticamente in ogni sessione di D&D, partiamo dalla trama di un gioco che si ripropone di fare il verso ai gruppi di giocatori che si trovano la sera per completare qualche avventura.

Il Master, ossia l’incaricato di gestire la storia e premiare o punire i giocatori, ci inviterà infatti a sederci al tavolo e scegliere quali saranno i giocatori, non solo come classe ma anche come tipo di persona fisica: useremo dei nerd o dei rockettari? Oppure meglio prendere la ragazzina viziata e piena di soldi? Quale che sia la nostra scelta, il narratore ci introdurrà al mondo ironicamente denominato Pen and Paper, dove iniziando dal Villaggio Qualunque dovremo diventare dei veri e propri eroi virtuali.

Posso andare alla locanda?

Come si può intuire dal nome del villaggio e dalle scelte di trama e di ambientazione, una delle armi più utilizzate da Knights of Pen & Paper è quella dell’ironia. L’utilizzo di personaggi stereotipati sarà infatti solo il primo passo per catapultare il giocatore in un mondo fatto di battute, frasi ricorrenti dei giocatori e richiami del Master, stufo dell’indisciplina che solitamente regna sovrana durante le sessioni di gioco. Se siete appassionati di D&D le risate, soprattutto nelle prime ore di gioco, si sprecheranno, ripensando ai pomeriggi e alle sere trascorsi in compagnia dei vostri amici a tirare dadi per lanciare incantesimi o superare trappole e prove di abilità.

La meccanica dei dadi è, peraltro, presente in minima parte anche all’interno del gioco, dato che gli spostamenti tra un villaggio e l’altro, o determinati eventi, saranno appunto regolati dal lancio del classico e celeberrimo D20, dado a venti facce che solitamente determina la buona riuscita o meno di una prova. Il combattimento contro i numerosi mostri che dovremo affrontare sarà invece affidato a una meccanica a turni molto più adatta a un videogioco: il giocatore dovrà scegliere se attaccare i mostri con mosse standard, usare i poteri speciali dell’eroe di turno oppure stare sulla difensiva aspettando di contrattaccare. Ogni vittoria garantirà al gruppo denaro e punti esperienza che potranno essere spesi per acquistare oggetti dai mercanti, oppure dati al Master per ottenere dei favori con durata limitata nel tempo, elemento questo tipico dei giochi per cellulare.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
6/10
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Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.