Sviluppatore: Mooneye Studios Publisher: Mooneye Studios Piattaforma: PS4 Genere: Avventura Giocatori: 1 PEGI: 7 Prezzo: 29,99 €

Al giorno d’oggi un videogioco non è mai solo un videogioco, nel senso che sempre meno troviamo titoli che abbiano l’unico scopo di intrattenerci facendoci fare cose fini a sé stesse. La spinta creativa degli sviluppatori e le attese del pubblico non possono quasi mai prescindere dall’inserimento di elementi di contorno e riferimenti secondari che arricchiscano l’esperienza, avvicinandola ora alla cinematografia, ora alla letteratura, ora alla filosofia. Così ci troviamo tra le mani giochi che ci trasformano nei protagonisti di film interattivi, giochi che sfruttano il gameplay per suscitare emozioni e persino giochi che di fatto non sono tali, ma semplici viaggi di esplorazione e scoperta. Lost Ember si posiziona a cavallo tra queste ultime categorie, per un’esperienza a suo modo coinvolgente e con una trovata interessante, ma limitata da un gameplay poco incisivo. Scopriamo perché nella nostra recensione.

lost ember

La Città di Luce

In un tempo passato, non meglio precisato, nelle terre che fanno da scenario al gioco fioriva la civiltà Yanran, un popolo all’apparenza primitivo e organizzato in tribù. Le credenze di questa cultura prevedevano, per l’aldilà, l’accesso a un mondo ultraterreno per tutte le anime di coloro che seguivano i precetti dell’insegnamento Yanran. La Città di Luce era però preclusa a chi andasse contro a tale dottrina e le anime di queste persone sarebbero state condannate a reincarnarsi nel corpo di un animale, diventando “lost ember”.

All’inizio del gioco, una luce vagante nel mezzo della natura cerca di mettersi in contatto con diversi animali. Scopriamo che è un’anima destinata alla Città di Luce che, per qualche motivo, non è ancora stata accolta nel suo posto nell’aldilà. Dopo anni di ricerca e tentativi, la luce riesce finalmente a catturare l’attenzione di un lupo, il protagonista che seguiremo nel corso dell’avventura. Quest’ultimo sembra proprio essere un lost ember. Inizia così un viaggio che condurrà i due personaggi alla ricerca, rispettivamente, di salvezza e redenzione, rappresentata per entrambi dall’agognato accesso alla Città di Luce, anche se gli sviluppi della trama ci lasceranno a bocca aperta nel finale.

Into the wild

Il palcoscenico di Lost Ember è un ambiente naturale che comprende spazi piuttosto vasti per un indie. Ampie vallate dominate dal verde e dal rosa di erba e fiori, corsi d’acqua che alternano torrenti, scenografiche cascate e laghetti pieni di pesci e vegetazione, aree desertiche colpite da tempeste di sabbia, labirintici cunicoli ricavati nella roccia e sottoterra dalle talpe sono solo alcuni dei luoghi che attraversiamo nel corso dell’esplorazione. Non mancano elementi artificiali come scalinate ed edifici, ma sono solo macerie della perduta civiltà Yanran che la natura ha quasi completamente riassorbito. Qui i resti di un tempio, qui quelli di alcune abitazioni ormai decadute, qui vasi e altri oggetti ormai privi di valore che il nostro lupo manderà in frantumi al suo passaggio.

Lost Ember è un titolo fortemente orientato all’esplorazione e un level design a essa improntato era obbligatorio. In questo senso è dunque ammirevole la cura riposta nella costruzione di livelli estesi e mediamente articolati, anche se incunearsi nei luoghi più nascosti ha senso solo per la caccia ai collezionabili, mentre a fini della trama basta andare costantemente avanti. E’ un primo difetto, non trascurabile vista la natura del gioco, che avrebbe potuto calcare maggiormente l’acceleratore su vie alternative per arrivare agli obiettivi intermedi.

lost ember

Trasmigrazione dell’anima

Ciò è rilevante anche in funzione della meccanica principale del gameplay, ossia la trasmigrazione dell’anima del lupo. In ogni momento possiamo infatti interagire con uno dei numerosi animali che popolano il mondo di gioco e trasferirci all’interno del suo corpo. In questo modo ostacoli insormontabili per un lupo diventano facilmente superabili. Gli uccelli sono ideali per attraversare burroni, i pesci per nuotare rapidamente sott’acqua e incunearsi negli stretti cunicoli di strutture subacquee, le talpe per prendere scorciatoie scavate nella roccia e gli armadilli per scavare e muoversi sottoterra.

A voler essere precisi, non si tratta di una vera e propria trasmigrazione dell’anima, perché è l’intero corpo del lupo a trasferirsi nel nuovo animale e a uscirne dopo aver oltrepassato una barriera ambientale. Bisogna un po’ sospendere il giudizio su questo aspetto, insomma, e focalizzarsi sull’obiettivo principale del gioco, che è insieme viaggio e scoperta.

Nella nostra esplorazione, infatti, ci imbatteremo in aree particolari nelle quali possiamo attivare un ricordo. Si tratta sempre di momenti che riguardano vita e tradizioni Yanran o, nello specifico, della ragazza la cui anima sembra essere finita nel nostro lupo. Più avanziamo, più attiviamo questi frammenti di memoria, più aggiungiamo parti alla nostra storia, arrivando infine a dare un senso a tutto ciò che è accaduto a noi e alla luce che ci accompagna.

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
6/10
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Classe ’85, divido il tempo tra la moglie e i tre figli e le più svariate passioni. Amo la lettura, la scrittura e i videogiochi e recito dal 2004 con l'Associazione Culturale VecchioBorgo. Eterno bambino, amo la vita e guardo sempre allo step successivo, soprattutto se è più in alto del precedente. Sono grato a PlayStationBit per avermi fatto scoprire la (sana) caccia ai trofei e i Metroidvania.