Sviluppatore: 4A Games Publisher: Deep Silver Piattaforma: PS4 Genere: FPS Giocatori: 1 PEGI: 18 Prezzo: 69,99 €

Chi fa da sé fa per tre

L’evoluzione più significativa la si trova nel modo in cui Artyom deve procurarsi tutto ciò che è indispensabile per gli ottomila e passa chilometri che lui e i compagni percorreranno a bordo dell’Aurora. Diciamo pure addio, senza alcun rimpianto, ai proiettili militari come moneta di scambio per i mercanti, in favore di meccaniche votate al totale fai da te; ogni mappa è piena zeppa di parti di ricambio e agenti chimici da raccogliere che, combinati tra loro, permettono ad Artyom di fabbricare numerosi oggetti. La creazione di alcuni di essi potrà avvenire semplicemente equipaggiando lo zaino, come nel caso di proiettili e frecce per fucile Tikhar e balestra, mentre per costruzioni più elaborate sarà necessario usare i banchi di lavoro presenti nelle zone sicure di ogni area.

Solo e soltanto su questi banchi sarà possibile elaborare le armi trovate durante le nostre scampagnate, pulirle per aumentarne le prestazioni o riporle nella rastrelliera per scambiarle con altre di diverso tipo. Ogni arma può essere costruita a nostro piacimento grazie al vasto numero di componenti disponibili; potremo scegliere di silenziare un revolver per usarlo in azioni furtive o addirittura montargli diverse impugnature per aumentarne la stabilità. Non mancano mirini di ogni tipo, proiettili esplosivi e incendiari e puntatori laser.

Da sempre Metro non è solo uno shooter in prima persona ma anche un riuscitissimo survival in cui ci si ritrova costantemente a secco di risorse; a scarseggiare parecchio ed essere dispendiosi da fabbricare sono i filtri per la maschera, mentre, almeno nelle fasi iniziali, sarà difficile anche avere materiale necessario per medikit e munizioni, motivo per cui forse viene introdotto abbastanza presto il fucile pneumatico Tikhar e successivamente l’arco, entrambi con la caratteristica di avere munizioni facilmente fabbricabili. Anche l’approccio agli scontri è talmente vario da lasciare al giocatore la libertà di decidere come intervenire; potenzialmente è possibile affrontare più di un livello completamente in stealth, con la possibilità di scegliere se stordire o uccidere i nemici quando si esegue un corpo a corpo furtivo, oppure operare solo con armi silenziate tenendo le dovute distanze. In questo caso la non brillantissima intelligenza artificiale ci viene in contro lasciando passare inosservata più di qualche prova della nostra presenza. L’approccio con mostri e mutanti invece è totalmente diverso; tranne per qualche eccezione, essi adotteranno sempre un atteggiamento molto aggressivo, specie se in branco, per cui converrà essere ben attrezzati per affrontare lo scontro o, in caso contrario, scappare.

Quanto può stupire un mondo distrutto da una guerra atomica?

Aver a che fare con diversi ambienti sulla superficie è stata una novità per tutti i fan della saga, ma ancor più per 4A Games che si è imbattuta in qualcosa di mai esplorato prima. Il lavoro dal punto di vista tecnico e grafico è davvero soddisfacente e riserva anche più di qualche scorcio meraviglioso che mai ci saremmo aspettati di fotografare in un gioco in cui il tema prevalente è la distruzione. Basti pensare che la controparte PC di Metro Exodus è stata ritenuta come un salto di qualità talmente grande, quasi da voler imporre un nuovo standard che già ha il sapore di next-gen.

Su PlayStation 4 Pro, a dispetto di quanto emerso dai primi test, il gioco mantiene sempre un’ottima fluidità, con qualche calo di frame solo nelle scene di intermezzo e in fasi con molti dettagli a schermo. Forse merito delle due patch rilasciate dopo il lancio che avevano come obiettivo proprio il miglioramento delle prestazioni. Per il resto, i 4K in checkerboard rendering e l’HDR rendono giustizia all’ottimo lavoro di 4A Games che, come vale la pena ricordare, è uno studio di dimensioni molto inferiori rispetto ai più noti.

Non possiamo, però, lasciar passare l’eccessiva teatralità nel doppiaggio che, soprattutto nei dialoghi iniziali non rende fede a quanto trasmesso su schermo, facendo sfigurare spesso le animazioni facciali e, per fortuna meno frequentemente, la credibilità di alcuni personaggi. Le musiche originali sono ancora una volta composte da Alexey Omelchuk e accompagnano perfettamente le vicende narrate, pur essendo lontane dall’essere memorabili.

Trofeisticamente parlando: Ranger difficile

I cinquanta trofei di Metro Exodus non sono nulla di impossibile da ottenere, con un Platino di difficoltà variabile a seconda della padronanza che avete con gli FPS e con le meccaniche survival. Lo scoglio più arduo da superare è sicuramente quello di terminare il gioco a modalità Ranger difficile e di superare il livello Taiga senza far male a una mosca, per ulteriori informazioni vi consigliamo fortemente di seguire la guida ai trofei sul nostro forum.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8/10
CONDIVIDI
Articolo precedenteI classici di Final Fantasy ritornano nel trailer “Something for everyone”
Prossimo articoloBack 4 Blood, ecco il nuovo gioco di Turtle Rock Studios
Salvatore Terlizzi
E' legato ai videogiochi da quando per la prima volta mette le mani su Monkey Island, da allora comincia ad interessarsi sempre più a titoli di ogni genere e ogni piattaforma. Il suo genere preferito sono indubbiamente le avventure grafiche. Ha una discreta passione per il cinema trash ma niente di serio.