Mortal Kombat 11 – Aftertmath – Recensione

Sviluppatore: NetherRealm Studios Publisher: Warner Bros. Interactive Entertainment Piattaforma: PS4 Genere: Picchiaduro Giocatori: 1-2 (Online: 2-8) PEGI: 18 Prezzo: 39,99 €

A un anno dal suo arrivo ufficiale su console e PC, eccoci tornare a parlare di Mortal Kombat 11, titolo che più di tutti, all’interno del franchise, è riuscito a conquistare unanimemente pubblico e critica donando ai giocatori un’esperienza eccellente sotto ogni punto di vista. Questa volta, però, non siamo qui ad analizzare il gioco completo, visto che abbiamo già approfondito la situazione un anno fa, bensì pronti a parlarvi di quella che è la prima espansione mai vista in un titolo della saga. Con Aftermath, NetherRealm Studios riesce a colpirci ancora una volta creando un pacchetto degno di nota, anche se con qualche piccolissima pecca di contorno. Se vi state chiedendo come è andata la nostra prova, non vi resta che seguirci in questa breve avventura fatta di sangue e smembramenti.

mortal kombat 11 aftermath

Fatality

L’espansione di Mortal Kombat 11, Aftermath prende il via esattamente dove abbiamo lasciato la trama principale. Liu Kang ha sconfitto Kronika e ora, grazie al potere delle sabbie del tempo, può creare una nuova e pacifica linea temporale muovendo gli eventi a proprio piacimento. Mentre il nostro Liu Kang, sotto consiglio di un Lord Raiden ormai mortale, mette le mani sulla clessidra di Kronika, un vecchio nemico fa la sua comparsa, ossia lo stregone Shang-Tsung in compagnia del dio del vento Fujin e dello sciamano Nightwolf, dapprima intrappolati nel vuoto da Kronika.

I due avvertono subito il nostro eroe del pericolo incombente: senza la corona di Kronika, distrutta durante il combattimento, la clessidra del tempo non può essere controllata e rischia di finire in pezzi eliminando l’esistenza dei regni. In questo modo il tempo non potrà mai più essere riscritto e la vita scomparirebbe per sempre. Il nuovo protettore dell’EarthRealm è quindi costretto a inviare indietro nel tempo il nuovo trio, capitanato dall’arcinemico Shang-Tsung, alla ricerca di nuovi alleati e della corona, cercando allo stesso tempo di non alterare la linea temporale passata.

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Come dicevamo inizialmente, la modalità storia si mantiene sempre su livelli altissimi sia per quanto riguarda la qualità generale sia per quanto concerne il doppiaggio italiano, decisamente migliorato rispetto a quanto visto un anno fa, e porterà i giocatori ad affrontare una moltitudine di scontri all’ultimo sangue nei luoghi già visitati durante la trama principale, escludendo questa volta i soliti protagonisti e dando ampio spazio a tutte le nuove aggiunte come Fujin, Sheeva, Sindel, Nightwolf, Shang-Tsung e Shao Kahn.

Se proprio dobbiamo trovare una pecca, questa è purtroppo la durata. Se la trama principale poteva essere completata in circa 5-6 ore, l’espansione Aftermath termina dopo circa un paio di ore scarse, la maggior parte delle quali riempite dagli immancabili e spettacolari filmati che aiutano i giocatori a immergersi nella fitta trama. Fortunatamente, però, le novità non si fermano alla sola narrazione. Sia chiaro, questa piccolissima insoddisfazione non deriva dal confronto con altri titoli; vogliamo subito mettere in chiaro che nessun altro picchiaduro ha mai creato qualcosa di paragonabile ad Aftermath, se non una moltitudine di nuovi combattenti che vanno ad allargare il roster. Ma proprio per via della qualità a cui NetherRealm ci ha sempre abituati, ci saremmo aspettati una trama un po’ più lunga e articolata.

Il trio delle meraviglie

Il pacchetto espansione non si ferma alla sola modalità storia, questa volta è infatti compreso anche il secondo Kombat Pass che aggiunge tre nuovi lottatori, disponibili da subito, quali appunto il dio del vento Fujin, la Shokan Sheeva e Alex Murphy alias RoboCop, protagonista dell’omonimo film del 1987, modellato proprio sulle fattezze dell’attore Peter Weller. Il poliziotto cibernetico è stata sicuramente una gradita aggiunta e si posiziona come quarta guest star del roster insieme al T-800, a Joker e a Spawn.

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Tra i tre personaggi disponibili, Fujin è sicuramente il più interessante; dispone infatti di una quantità di tecniche incredibili adatte in ogni situazione durante i match, anche se necessita di una certa manualità per essere utilizzato al meglio. Sheeva, d’altro canto, è la più abbordabile, e regala ai giocatori un approccio più basilare, senza lunghissime combo complicate, ma allo stesso tempo capace di creare un buon danno, complice anche il classico pestone imparabile che la contraddistingueva anche in Mortal Kombat. RoboCop, infine, è forse la new entry più deludente; non è forte nel combattimento corpo a corpo e predilige un approccio quasi totalmente da zoning (tenere a distanza l’avversario) grazie al suo arsenale con colpi di fucile, granate e pistole. Chiaramente non manca la totale personalizzazione dei nuovi arrivati tramite l’apposito menù con tante skin, una valanga di colori e accessori totalmente personalizzabili.

Gli sviluppatori hanno ben pensato di non lasciare a bocca asciutta nemmeno chi ha acquistato esclusivamente la versione base di Mortal Kombat 11. Tramite un aggiornamento gratuito, arrivato in concomitanza con l’espansione Aftermath, sono stati aggiunti per tutti i giocatori tre nuovi stage: Klassic Deadpool, Soul Chamber e Retrokade Arena, dove quest’ultima permette di visualizzare sullo sfondo tutte le vecchie arene a 16 bit. Infine fanno il loro ritorno, dopo tante richieste, sia le Stage Fatality che le Friendship, mosse finali presenti in Mortal Kombat II e III create proprio per rispondere alla svariate critiche sulla brutalità delle classiche Fatality. Durante queste ultime è praticamente impossibile non scoppiare in una fragorosa risata, soprattutto vedendo il nostro Jax alle prese con il sax, Sub-Zero che vende allegramente gelati, Frost che pattina sul ghiaccio o Lord Raiden che si esibisce in una break dance con un sottofondo dubstep.

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A chiudere l’enorme aggiornamento che dà inizio al secondo anno di vita di Mortal Kombat 11 troviamo un totale ribilanciamento del roster; in questo modo si è cercato di creare meno squilibrio possibile all’interno del cast, ma siamo certi che sarà necessario ancora qualche piccolo ritocco prima di una versione totalmente soddisfacente, soprattutto in vista dell’EVO Online.

Trofeisticamente parlando: un vecchio Platino

Purtroppo i cacciatori rimarranno parecchio scottati dalla notizia, ma Mortal Kombat 11: Aftermath non aggiunge alcun trofeo alla lista del gioco base. Il raggiungimento del Platino e relativo 100% resta quindi del tutto invariato.

VERDETTO

Mortal Kombat 11: Aftermath è a tutti gli effetti un sequel diretto del capitolo principale tra storia, nuovi lottatori, stage e bilanciamento generale. Quello che fa un po' storcere il naso è l'impossibilità di acquistare i contenuti singolarmente. Infatti, se un giocatore fosse interessato ad acquistare esclusivamente i lottatori, dovrà sborsare il costo di tutto il pacchetto senza possibilità di scelta. Per quanto sia valida l'espansione, però, se non siete fan accaniti del brand, consigliamo di metterci le mani al primo sconto utile, perché a esclusione dei personaggi, che potrebbero regalarvi un bel po' di ore tra allenamento e online, la trama principale è veramente troppo breve per il prezzo totale.

Guida ai Voti

Nicola Raiola
All'interno del mondo del Bit fin dal suo stato embrionale di UPSBlogit. Ha iniziato a giocare alla tenera età di quattro anni. Appassionato a ogni genere videoludico segue con passione, oltre ai videogame, anche film, anime e manga. Questo, purtroppo, è causa della sua instabilità mentale.