Mortal Kombat 11 – Recensione

Sviluppatore: NetherRealm Studios Publisher: Warner Bros. Interactive Entertainment Piattaforma: PS4 Genere: Picchiaduro Giocatori: 1-2 (Online: 2-8) PEGI: 18 Prezzo: 69,99 €

Sangue, smembramenti, decapitazioni e ogni brutalità possiate mai immaginare, questi sono il marchio di fabbrica di un solo e unico titolo presente all’interno del panorama videoludico. E più passano gli anni, più curiose e macabre diventano le uccisioni dei protagonisti in gioco, facendo così spazio al gore più assoluto. Deboli di stomaco siete avvertiti, Mortal Kombat è tornato ed è più violento che mai!

La morte non è il destino peggiore!

Tutto inizia esattamente dopo la fine di Mortal Kombat X, Cassie Cage ha sconfitto il malvagio Shinnok e Raiden, impossessatosi del suo medaglione, si è trasformato in un despota pronto a difendere il regno dell’EarthRealm a qualsiasi costo. La morte non può però fare presa su Shinnok, il quale viene continuamente torturato dal dio del tuono, così quest’ultimo gli riserva un destino ben peggiore della morte. Ciò però non passa inosservato a Kronika, custode del tempo e architetto del destino dell’universo e, per sfortuna degli abitanti dell’EarthRealm, madre di Shinnok, che stanca delle ormai continue modifiche che Raiden ha apportato alle linee temporali, decide di riavvolgere il tempo e creare un nuovo universo senza la presenza del protettore della Terra.

Il riavvolgimento del tempo, però, causa enormi squilibri ma soprattutto riporta in vita lottatori ormai scomparsi da tempo come il terribile Shao Kahn, Kabal o Skarlet, ma anche le versioni giovanili dei nostri eroi come Johnny Cage, Sonya Blade, Jax Briggs, Kung Lao e Liu Kang; ovviamente non mancano le versioni Revenant di alcuni lottatori viste nel precedente capitolo, uniti con Kronika nella lotta contro Raiden.

Per portare a termine la modalità storia verranno richieste circa 4/5 ore, nulla di trascendentale, quindi, ma una menzione d’onore va comunque fatta alla realizzazione di quest’ultima, davvero divertente, piena di colpi di scena e tecnicamente all’avanguardia con un quantitativo di nemici a schermo da far impallidire chiunque. Gli scontri totali, inoltre, sono davvero pochi e questo aiuta i giocatori a immergersi nella trama. Purtroppo non potranno essere utilizzati come addestramento prima delle modalità secondarie, ma per questo troviamo un’apposita ed enorme modalità tutorial mai vista prima in nessun picchiaduro.

Nota negativa va invece fatta al doppiaggio italiano (esclusivamente nella modalità storia, fortunatamente). Pur sentendo voci del calibro di Claudio Moneta, questo risulta quasi sempre fuori sincrono, lasciando le labbra dei personaggi ancora in movimento nonostante abbiano già ultimato la frase. Un gran peccato, perché il doppiaggio è davvero ben realizzato; chiaramente cambiando il doppiaggio in lingua originale i problemi di sincrono andranno a risolversi, ma questa è una scelta che spetta a ogni singolo giocatore e che comunque non inficia più di tanto il prodotto finale.

Questo essere combatte per proteggere l’alveare!

Il tutorial, come dicevamo in precedenza, andrà a spiegare e analizzare ogni singolo aspetto del gioco, dalle basi del movimento ai frame di ogni singola mossa, con tanto di vantaggi, svantaggi, frame trap e combo basilari con cui avviare poi mosse più lunghe e articolate. Completare l’intero tutorial, oltre a sbloccare alcuni trofei, permette di ottenere le basi non solo per quanto concerne l’utilizzo di Mortal Kombat ma di ogni picchiaduro in circolazione, utilizzando una terminologia che vediamo quasi esclusivamente in ambito competitivo.

E’ proprio sul competitivo che vorrei spendere qualche parola, sia per quanto riguarda la parte offline che quella online. Nella modalità offline, tra le varie modalità presenti, non può chiaramente mancare il classico versus, dove due giocatori potranno sfidarsi in locale 1 vs 1; il versus però offre la possibilità di combattere con i potenziamenti attivi e con abilità che non fanno parte del set base dei lottatori, oltre ad avere la possibilità di equipaggiare dei power-up su ogni attrezzatura, proprio come accadeva in Injustice 2. Per ovviare a questo e, per chi preferisce un gioco pulito, anche in vista di qualche competizione, è stata inserita l’apposita modalità Torneo che permette di affrontare match con le impostazioni ufficiali e senza alcun potenziamento disponibile ma solo con le dovute modifiche estetiche.

La stessa modalità è stata aggiunta alla controparte online, dove a ogni match sarà possibile scegliere se effettuare un combattimento “Kasuale” o “Kompetitivo”, andando quindi a utilizzare personaggi potenziati oppure le classiche regole da torneo. Va detto che, da Mortal Kombat X, ci troviamo dinnanzi a un capolavoro sotto il profilo tecnico. I match vengono trovati in pochi secondi e il lag, almeno con PlayStation 4 collegata via ethernet, è praticamente inesistente riuscendo così a portare in gioco match molto fluidi e decisamente competitivi. Gli sviluppatori hanno ben pensato, inoltre, di punire chi lascia gli incontri prima della loro conclusione, assegnando una divertente Quitality (una sorta di Fatality meno cruenta) ai giocatori onesti e regalando così una Flawless Victory a chi non abbandona le varie partite online.

E’ solo una questione di… tempo!

Non è Mortal Kombat senza una modalità dedicata alle torri Lotta, e in questo undicesimo capitolo troviamo ben due modalità: la prima permette di affrontare le torri classiche (la modalità Arcade per intenderci) composte da scalate che spaziano da cinque scontri a infinito, mentre l’altra, dopo il successo del Multiverso visto in Injustice 2, permette di sbloccare non solo consumabili da sfruttare per facilitare la scalata delle torri ma, soprattutto, skin e oggetti estetici per i nostri lottatori. Le torri Tempo, come facilmente intuibile, hanno una loro scadenza e, una volta scomparse, non sarà più possibile ottenere le ricompense al loro interno, almeno fino a quando non riappariranno di nuovo.

Per quanto riguarda la personalizzazione dei singoli lottatori dobbiamo fare un po’ di chiarezza. Purtroppo non ci troviamo di fronte a una personalizzazione completa e profonda come quella vista in Injustice 2, dove era era possibile modificare ogni singolo pezzo di vestiario e creare il lottatore secondo il nostro personalissimo gusto estetico. In Mortal Kombat 11 possiamo esclusivamente equipaggiare skin complete e già preimpostate e andare invece a selezionare a proprio piacimento solo tre parti di equipaggiamento come, ad esempio, la maschera, la katana e il kunai di Skorpion. Prima di leggere questa recensione avrete sicuramente letto la notizia in cui veniva detto che per sbloccare tutte le skin e gli equipaggiamenti di gioco sarebbe stato necessario spendere oltre 6.000 euro; questo è in parte non vero perché, sì, all’interno del gioco esiste un negozio dove è possibile acquistare con valuta reale, ma il tutto è al solo scopo di velocizzare l’ottenimento delle skin, le quali possono essere sbloccate semplicemente giocando la modalità storia (con tanto di stage finale), completando le torri Tempo e aprendo gli scrigni nella Kripta. Al momento non esiste alcun equipaggiamento da acquistare esclusivamente in valuta reale e, visto come è stato trattato Injustice 2, facciamo fatica a crede che arriveranno mai.

Un ultimo paragone con il titolo DC Comics va fatto riguardo alla casualità dell’equipaggiamento ottenuto. In Mortal Kombat 11, prima di affrontare qualsiasi Torre, il giocatore saprà fin da subito quale skin andrà a sbloccare e nulla verrà lasciato al caso se non, ovviamente, per quanto riguarda l’apertura degli scrigni nella Kripta, che comunque permetteranno di sbloccare anche bozzetti, Fatality e consumabili.

Servirai come monito e come emblema della mia ira!

Per quanto riguarda il gameplay, nonostante questo resti ancorato a quanto già visto in precedenza, possiamo scorgere delle piccole modifiche che rendono sostanzialmente diverso il titolo e molto più fruibile per chi non è avvezzo a eseguire combo lunghissime. In primis notiamo la totale assenza del breaker; non sarà più possibile quindi spezzare le combo avversarie pagando due barre di indicatore, ma al contempo avremo un’opzione di fuga che ci permetterà di scappare durante una combo in juggle. Sono completamente state eliminate le spettacolari X-Ray, sostituite questa volta dagli altrettanto spettacolari e brutali Fatal Blow, attacchi speciali che potranno essere eseguiti una sola volta per match ed esclusivamente quando la salute raggiungerà una certa soglia critica. A questo si aggiungono alcune mosse potenziate come calci o prese che tramite lo stesso effetto delle X-Ray mostreranno la rottura di vertebre o costole e anche queste potranno essere effettuate una singola volta per match.

Il gameplay di base resta sostanzialmente invariato rispetto ai precedenti capitoli, con tanto di parata sul tasto R2, apportando però degli enormi passi in avanti sul fattore dei movimenti dei personaggi e delle animazioni che risultano per niente legnose e molto più articolate e fluide.

Riserviamo l’ultimo paragrafo della nostra recensione al roster. L’elenco completo dei lottatori presenti vede la bellezza di ventiquattro personaggi giocabili (venticinque se consideriamo Shao Kahn, personaggio sbloccabile tramite preorder) e sostanzialmente tutti arrivano direttamente dal capitolo precedente. Alcuni lottatori possono essere usati in forma Revenant mentre altri nella loro versione giovanile, lasciando comunque inalterato il set di mosse a disposizione. Tra le nuove proposte possiamo vedere l’arrivo di Geras, braccio destro di Kronika capace di eseguire tecniche che bloccano il flusso del tempo; Kollektor, ladro che guarda esclusivamente il proprio portafogli e utile nei combattimenti a medio raggio e, infine, Cetrion, Dea Anziana capace di controllare gli elementi. Menzione d’onore per il ritorno di Frost, vecchia apprendista di Sub-Zero, trasformata in cyborg insieme a Cyrax e Sektor (presenti esclusivamente in modalità Storia), che vediamo al servizio della dea Kronika, pronta a impossessarsi del clan dei Lin Kuei.

Trofeisticamente parlando: un Platino brutale

Proprio come per il doppiaggio, anche sotto il fattore trofei siamo lontani da quello che è stato Mortal Kombat IX e il Platino, proprio come il precedente capitolo, è molto più abbordabile e di facile conquista. Il titolo permette di recuperare cinquantanove trofei Platino compreso e fortunatamente, a esclusione dell’immancabile coppa che richiede di versare cento punti rispetto in modalità Re della collina, non troviamo altri trofei online. Il tutto si risolve eseguendo due Fatality diverse con ogni lottatore, cento Brutality, aprendo duecento scrigni nella Kripta, utilizzando cento oggetti consumabili e soprattutto completando duecentocinquanta torri Lotta, trofeo aggirabile sfruttando il combattimento IA e permettendo alla CPU di lottare per voi.

VERDETTO

Mortal Kombat 11 è la prova concreta che NetherRealm, negli ultimi anni, non sbaglia un colpo. Violenza senza sosta e gore al limite del vomitevole (la Fatality di D'Vorah lo conferma) portano questo undicesimo capitolo della saga sul podio dei migliori picchiaduro in circolazione con un roster corposo, uno dei migliori netcode visti in un picchiaduro e l'arrivo di sei nuovi lottatori. Tutti questi fattori rendono Mortal Kombat 11 un titolo da avere a ogni costo, soprattutto per chiudere definitivamente la storia aperta nel nono capitolo. Certo, la speranza è sempre quella di non vedere il gioco morto dopo la fine del Kombat Pass, ma il destino dei titoli NetherRealm è sempre rimasto invariato.

Guida ai Voti

Nicola Raiola
All'interno del mondo del Bit fin dal suo stato embrionale di UPSBlogit. Ha iniziato a giocare alla tenera età di quattro anni. Appassionato a ogni genere videoludico segue con passione, oltre ai videogame, anche film, anime e manga. Questo, purtroppo, è causa della sua instabilità mentale.

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