Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno – Recensione

Sviluppatore: Level-5 Publisher: Bandai Namco Piattaforma: PS4 Genere: Action RPG Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 69,99 €

Arrivato nel 2013 su PlayStation 3, il primo Ni no Kuni stupì un po’ tutti con la sua originalità, nata dal mix tra le capacità degli sviluppatori di Level-5 e l’estro del celebre Studio Ghibli. Il gioco non era perfetto, ma come debutto era impossibile fare di meglio e comunque in molti, compreso il nostro Dario nella sua recensione, apprezzarono il titolo anche così com’era. Nonostante il discreto successo commerciale del primo episodio, che in realtà era una sorta di riadattamento del videogioco uscito su Nintendo DS in esclusiva per il territorio giapponese, in pochi si aspettavano un seguito, anche perché la storia di Oliver era autoconclusiva.

Un po’ a sorpresa, invece, Bandai Namco ha annunciato il ritorno della serie con Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno, ma con più di una novità. Dopo il ritiro di Hayao Miyazaki, lo Studio Ghibli ha infatti intrapreso un processo di riorganizzazione interna, decidendo di non rinnovare la sua collaborazione con Level-5 che, inoltre, ha scelto di dare una svolta al gameplay, abbandonando il sistema a turni dinamico, e alla trama, ambientata trecento anni dopo il primo episodio. Ni no Kuni II rappresenta quindi un taglio netto con il passato? Scopritelo con la nostra recensione!

Un re in esilio

Come già anticipato nell’introduzione, Ni no Kuni II tratta una storia completamente diversa rispetto a quella del suo predecessore. Il protagonista non è più il giovane Oliver di Motorville, ma Evan, futuro re di Gatmandù. Proprio il giorno dell’incoronazione, però, qualcosa va storto; Ratoleon, consigliere del defunto Re Leopold, padre di Evan, ha infatti preparato un colpo di stato per salire al trono.

Come per magia o per una fortunata coincidenza, un uomo si materializza nella camera del giovane, aiutandolo a sfuggire a un terribile destino. Stiamo parlando di Roland, presidente di una terra di Ichi no Kuni (che letteralmente vuol dire “il nostro mondo”), arrivato nel Ni no Kuni (che invece è “l’altro mondo”) in circostanze misteriose, dopo aver assistito alla distruzione del proprio paese. Avendo una discreta esperienza come regnante, Roland deciderà di aiutare Evan nella sua fuga da Gatmandù e nella realizzazione del suo sogno di creare un regno in cui tutti possano essere felici.

Non possiamo andare oltre con i dettagli perché rischieremmo di rovinarvi la sorpresa, ma ovviamente quello di cui vi abbiamo parlato è solo l’inizio di una grande avventura, piena di misteri, colpi di scena e momenti emozionanti, soprattutto nella fase finale. In questo senso, proprio come il primo capitolo, Ni no Kuni II riesce a toccare le corde emotive dei giocatori, a prescindere dall’età, ricordando, in alcuni momenti, le più belle pellicole dello Studio Ghibli.

Lo studio di animazione giapponese, pur non essendo coinvolto direttamente, ha infatti prestato alla produzione del titolo molti dei suoi più rinomati artisti. Stiamo parlando di gente del calibro di Yoshiyuki Momose e Joe Hisaishi, giusto per citarne due tra i più celebri. Insomma, Ni no Kuni II, seppur rinnovato profondamente, è riuscito a ricreare la magia del primo episodio, capace di trasportare i giocatori in una storia tutto sommato semplice, ma non per questo poco emozionante.

Evan e Roland, in particolare, vengono costantemente messi alla prova, mostrando le proprie capacità ma anche le proprie debolezze, dando vita a dei personaggi con cui è impossibile non entrare in contatto. Il discorso è analogo per gli antagonisti, caratterizzati in maniera impeccabile, un po’ meno invece per gli altri componenti del party.

Proseguendo con la trama, infatti, altre figure si uniranno alla nostra squadra (anche se ne potremo utilizzare sempre e solo tre alla volta nei combattimenti) e da alcuni, Shanty e Zoran su tutti, era davvero lecito aspettarsi qualcosa in più. Questi personaggi entrano in scena in maniera prorompente, ma diventano poi marginali ai fini della trama principale, dando un contributo significativo soltanto in alcune quest secondarie.

Un taglio con il passato

Esaurita la nostra analisi relativa al comparto narrativo, passiamo a parlare del gameplay di Ni no Kuni II. Come già detto in apertura, rispetto al primo episodio Level-5 ha deciso di intraprendere un’altra strada, abbandonando il vecchio sistema a turni dinamico in favore di un nuovo gameplay molto più action. Il taglio è davvero netto rispetto al passato…. un esempio? Dite addio ai famigli, pilastro sul quale si basava il primo Ni no Kuni. Al loro posto sono stati inseriti i cioffi, che però sono piccole creature di supporto, capaci di tanto in tanto di fornire bonus o attaccare gli avversari e il cui potere è molto limitato.

Il combattimento vero e proprio non presenta più un menù dal quale selezionare l’attacco desiderato, ma semplicemente due tasti per colpire, attacco pesante e attacco leggero, uno con il quale potremo utilizzare abilità o magie, uno per schivare e difendere e, infine, quello dedicato al cambio d’arma. Durante ogni scontro potremo equipaggiare tre diverse armi da combattimento corpo a corpo, intercambiabili in tempo reale per sfruttare al meglio i diversi vantaggi di ogni spada, ascia, martello o lancia.

Insomma, il cambiamento è davvero significativo e di questo la produzione ne ha davvero giovato. Gli scontri sono infatti estremamente piacevoli e rapidi, capaci di mettere alla prova le abilità e i riflessi del giocatore, oltre alle sue capacità tattiche. Nei dungeon vi basterà entrare nel campo visivo dei mostri (o attaccare, nel caso foste di livello superiore a loro) per cominciare a combattere, senza alcun caricamento. Muovendosi nella mappa del mondo, invece, il sistema è rimasto identico a quello del suo predecessore, ovvero senza scontri casuali, ma con battaglie che si avvieranno ogni qual volta andrete incontro a un nemico.

Pianifica la strategia… ma non troppo

Gli sviluppatori però hanno inspiegabilmente abbandonato anche alcuni pregi della serie; gli esempi più lampanti sono da ricercare nell’assenza di un sistema di progressione (come ad esempio quello dei famigli) e nell’impossibilità di dare istruzioni al proprio team. Nonostante l’intelligenza artificiale sia realizzata in maniera impeccabile e capace di seguire e assistere in maniera sensata il giocatore, a causa di questa mancanza il gioco perde molto in termini di strategia, che è relegata esclusivamente ai momenti antecedenti a ogni scontro.

Sarà infatti fondamentale gestire al meglio l’equalizzatore, attraverso il quale decideremo se aumentare la nostra resistenza ad alcuni elementi (fuoco, acqua, veleno, vento, confusione…) o la nostra efficacia contro una data tipologia di mostro. In tal senso anche scegliere i membri attivi del party risulta molto importante; a seconda del nemico risulteranno più efficaci personaggi forti fisicamente, bravi con la magia e gli attacchi a distanza o dotati di abilità di supporto. Tutto ciò però è davvero significativo solo nelle boss fight più avanzate o nelle battaglie con nemici di livello superiore al vostro; parlando di difficoltà Ni no Kuni II non può essere definito esattamente un gioco hardcore.

Soprattutto nella prima metà di gioco, il livello di difficoltà rasenta la banalità e impedisce al giocatore di apprezzare al meglio le novità del gameplay. Per fortuna, proseguendo con l’avventura e con la scoperta di nuove missioni secondarie, il livello di sfida aumenta, pur non raggiungendo livelli estremi. Facendo un sunto di quanto detto finora, Level-5 è sicuramente riuscita a migliorare quanto fatto con il primo Ni no Kuni, ma l’assenza inspiegabile di alcuni elementi rischia di compromettere la profondità in favore di una maggiore accessibilità anche a un pubblico meno avvezzo al gioco di ruolo classico.

Non solo combattimenti

Uno dei maggiori pregi di Ni no Kuni II è senz’altro la sua varietà e versatilità; come da tradizione, Level-5 ha affiancato all’avventura classica tante modalità secondarie che comunque risultano tutt’altro che marginali. Tra tutte le novità, spicca la sezione gestionale: Evan, per realizzare il suo sogno, dovrà gestire e far crescere Eostaria. Curare e ampliare il nostro regno sarà fondamentale per la progressione nell’avventura e, a volte, addirittura obbligatorio per il prosieguo della trama. Potremo sviluppare armeria e forgia (per creare armi e armature migliori), potenziare i mercati (per ottenere oggetti utili nella creazione degli equipaggiamenti o necessari a completare missioni secondarie), migliorare la gilda degli esploratori, i laboratori magici e tecnologici, senza dimenticare il campo d’addestramento e la caserma.

Più cittadini si uniranno a Eostaria (di solito attraverso il compimento di appositi compiti assegnati dagli stessi) più denaro e risorse otterremo, grazie ai quali potremo ampliare il regno e acquisire nuove risorse per l’avventura. Nonostante il sistema sia molto semplice e immediatamente assimilabile, questa modalità calza a pennello nella produzione, rendendola ancor più variegata. Ci sono poi le schermaglie, in cui controlleremo le truppe del nostro esercito; anche in questo caso, pur avendo una struttura molto semplice, la modalità è divertente e offre sfide sempre nuove al giocatore.

Infine, tra le modalità completamente inedite, c’è la presenza delle Porte oniriche. Superandole ci ritroveremo in dungeon generati in maniera procedurale, nei quali potremo trovare ricompense rare o addirittura introvabili altrove. Più tempo passeremo all’interno di questi labirinti, che non ci permetteranno neanche di accedere alla mappa, più il livello di pericolo crescerà e di conseguenza anche la potenza dei nemici. Naturalmente a ciò si unisce la classica esplorazione, in un mondo più grande rispetto a quello del primo, e le quest secondarie intese nel modo più classico. Il fatto che ognuna di esse abbia una storia, più o meno grande, ma comunque sempre ben curata e mai uguale all’altra, ci ha impressionato.

Artisti leggendari

Come vi abbiamo già detto in apertura, lo Studio Ghibli non ha rinnovato la sua collaborazione con Level-5, ma questo non ha intaccato lo stile e la qualità del comparto tecnico. L’unica mancanza evidente è quella delle cutscene realizzate in stile lungometraggio animato, completamente sostituite da intermezzi in grafica di gioco. La partecipazione di Yoshiyuki Momose è evidente, soprattutto per chi ha già apprezzato il primo episodio o per gli estimatori di pellicole come La città incantata o Principessa Mononoke, per le quali Momose ha lavorato come animatore.

Tecnicamente, soprattutto nelle città, tutto è curato nel più minimo dettaglio. Dalla magica isola sul mare di Talasside al modernissimo paese in ottone di Sequonia, ogni luogo è caratterizzato in maniera straordinaria. La perfezione è raggiunta anche dal livello di frame rate e pulizia grafica, sempre impeccabile. Certo, lo stile chibi dei personaggi nella world map e nella città di Eostaria, a parte la scelta stilistica che può piacere o meno, presenta delle texture non sempre curate nel dettaglio e, durante alcuni salvataggi automatici, il frame rate ha delle incertezze, ma parliamo comunque di piccole imperfezioni che non inficiano il valore della produzione.

Di altissimo livello anche il comparto sonoro, con qualche tema ripreso e rielaborato dal primo episodio e tracce del tutto inedite. Ogni musica è memorabile, messa al posto giusto nel momento giusto e capace di caratterizzare ogni luogo e situazione. Anche in questo caso la presenza di Joe Hisaishi si fa sentire, vista la qualità e lo stile di ogni composizione sonora. Nota finale per la buona qualità del doppiaggio, presente sia in lingua inglese che giapponese, ovviamente accompagnato da sottotitoli in italiano.

Trofeisticamente parlando: un regno da costruire

Ni no Kuni II offre 51 trofei, Platino compreso. Ottenere il massimo trofeo sarà più una questione di tempo che di abilità, un po’ come per il primo episodio. Viste le tante quest secondarie e attività collaterali, la conquista del Platino potrebbe portarvi via tra le settanta e le ottanta ore. Per ulteriori dettagli vi invitiamo a consultare l’elenco trofei in italiano del gioco, già presente sul nostro forum.

VERDETTO

Nonostante il distaccamento quasi totale dal suo predecessore, Ni no Kuni II è riuscito a regalarci le stesse emozioni del primo capitolo della saga. Una trama semplice ma emozionante che parte forte e via via prende forma, con colpi di scena e intrecci secondari, arricchita da una magnifica fase finale. Il gameplay è stato rivoluzionato; le novità introdotte, seppur con qualche difetto che potrebbe pesare soprattutto ai giocatori più navigati, sono state tutte implementate al meglio. Dal nuovo sistema di combattimento action alle modalità inedite di costruzione del regno, passando per le schermaglie fino ai dungeon generati in maniera procedurale. Ciliegina sulla torta la collaborazione di artisti del calibro di Yoshiyuki Momose e Joe Hisaishi, che contribuisce a rendere Ni no Kuni II unico e straordinario anche dal punto di vista grafico e sonoro.

Guida ai Voti

Gennaro Favatà
Detto anche Giovanni, dagli amici di Ubisoft. Newser, inviato, grafico e se sei fortunato lo trovi anche sul forum di PlayStationBit. Ama alla follia fumetti, cartoni animati, videogiochi e quanto di più colorato e nonsense ci sia, non disdegnando però generi più dark come l'horror e il noir. Inoltre, come ogni eroe che si rispetti, sa trattenere il fiato per dieci minuti.