Sviluppatore: Team Ninja Publisher: Koei Tecmo Piattaforma: PS4 Genere: Azione/Avventura Giocatori: 1 (Online: 1-2) PEGI: 18 Prezzo: 59,99 €

“Le difficoltà rafforzano la mente, come la fatica rafforza il corpo”.
Seneca

Il successo della saga Souls, noto prodotto Bandai Namco, ha dato vita a un genere tutto particolare denominato souls-like, in cui la difficoltà è uno degli elementi imprescindibili. Battere anche solo un semplice nemico risulta un’impresa, proprio come accade nel travagliatissimo Nioh, progetto di Team Ninja approdato su PlayStation 4.

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Back to the Future

Chi ha seguito le vicende di Nioh saprà bene perché abbiamo usato un aggettivo come “travagliato” per rivolgerci al progetto. Annunciato nel lontano 2004, il titolo pubblicato da Koei Tecmo ha dovuto superare ere e soprattutto console per riuscire a vedere finalmente la luce su PlayStation 4. Il gioco, che in origine avrebbe dovuto ricalcare la sceneggiatura del film Oni di Akira Kurosawa, ci mette nei panni di un samurai che tutto sembra meno che un guerriero giapponese. William Adams è un britannico dai capelli dorati che, suo malgrado, si troverà coinvolto in un conflitto molto più grande di lui.

Munito di un equipaggiamento di tutto rispetto, la missione di William non sarà però quella, fin troppo ambiziosa, di fermare le guerre che scuotono il Giappone dell’epoca Sengoku (periodo in cui il titolo è ambientato) né tanto meno eliminare i terribili Yokai, spiriti che infestano le terre orientali. Il nostro guerriero vuole trovare Edward Kelley, il cattivo di turno, e recuperare un bene che gli è stato sottratto dallo stesso. Per far però capire al malvagio alchimista cosa si prova ad avere cinquanta e più centimetri di freddo metallo infilati nello stomaco, il nostro William dovrà superare (o meglio, maciullare) una serie di minacce che gli sbarreranno la strada, avvalendosi di una serie di poteri mistici e dell’aiuto di alcuni spiriti benevoli. Questa quindi la semplice trama che ci accompagnerà nelle nostre scorribande, senza però mai realmente risultare coinvolgente, tanto che molto spesso verremo assaliti dalla tentazione di saltare le cutscene per tornare a menar fendenti quanto prima. Il combattimento, infatti, è il vero fiore all’occhiello di Nioh.

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La miglior difesa è l’attacco

Etichettare Nioh come un semplice clone di un gioco della serie Souls sarebbe riduttivo oltre che in parte errato. I fan del titolo FromSoftware avranno comunque una lieve sensazione di déjà-vu affrontando le prime fasi del gioco, in cui le barre della Vita e della Stamina (qui denominata Ki) ci porteranno alla mente tanti ricordi, così come gli oggetti a schermo nel menu a croce e tanti altri piccoli dettagli. Il termine ispirazione, comunque, sembra essere quello più giusto, dato che all’atto pratico Nioh si rivela essere un action game con un sistema di combattimento infinitamente più profondo di qualsiasi altro esponente del genere. William avrà la possibilità di equipaggiare cinque tipi di armi diverse, passando dalle katane alle asce per arrivare fino all’intrigante kusarigama.

Ogni arma avrà il suo personale stile di combattimento, che ci permetterà di approcciare in maniera diversa i vari avversari umani (e non) che affronteremo. Parallelamente alle armi bianche, troviamo poi due tipi di armi da distanza. Archi e fucili saranno fondamentali per sfoltire in tutta tranquillità le fila nemiche, magari sfruttando qualche headshot che arrecherà danni notevoli. Il bello di Nioh, però, è ancora tutto da scoprire. Ogni arma sarà impugnabile in quattro diverse stance (o pose, per dirla in italiano), che ci permetteranno di aumentare i danni a discapito della rapidità, migliorare la nostra difesa oppure ancora consentirci di eseguire attacchi rapidi lasciandoci libertà di schivare. Così facendo i ragazzi di Team Ninja danno in mano al giocatore venti stili di combattimento totalmente diversi, che ci permetteranno di modificare il nostro pattern d’attacco in base alle occasioni e ci faranno sentire degli studenti sempre sui banchi di scuola. La brutalità del gioco ci obbligherà ad apprendere da ogni nostra morte, per diventare dei guerrieri sempre migliori.

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3
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
9/10
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Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.