Sviluppatore: Hoodoo Bear Publisher: Victory Road Piattaforma: PS4 Genere: Platform Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 6,99 €

Qualsiasi videogiocatore, almeno una volta nella vita, ha sognato di essere teletrasportato all’interno della propria televisione per poter affrontare in prima persona le avventure del proprio personaggio. Naturalmente qui non si sta parlando di un’esperienza virtuale, come con il VR di PlayStation, ma di qualcosa di ben diverso. Immaginate di essere seduti sul vostro divano a sorseggiare una bevanda fresca e di avere nelle mani il controller della vostra console. Un battito di ciglia, una luce improvvisa… e tutto cambia. Non vi trovate più nel salotto di casa vostra, bensì nel mondo di gioco in cui vi stavate muovendo poco prima tramite una periferica elettronica. Ecco, questo è ciò che accade a Oliver, il protagonista di questo titolo indie.

Oliver’s Adventures in the Fairyland

Tira più una buona ricompensa che il proprio valore

Essere catapultato dal salotto di casa sua e ritrovarsi in un mondo colorato non deve essere stato facile per il povero Oliver, soprattutto dopo essersi ritrovato davanti a un vecchio vestito con tunica e cappello a punta che si vanta di essere uno stregone. Quest’ultimo spiega fin da subito al protagonista di essere lui l’artefice del teletrasporto e di averlo selezionato per compiere un’importante missione: recuperare il tesoro del re, rubato da figure misteriose e nascosto all’interno di un terribile dungeon. E cosa fa il giovanotto dai capelli castani? Accetta a spada tratta mostrando tutto il suo coraggio? Naturalmente si comporta come qualsiasi ragazzo che fino a poco prima si stava rilassando davanti a un buon videogioco, rifiuta la missione e chiede di poter tornare a casa. Lo stregone tenta il tutto per tutto e, grazie alla profonda saggezza, lo convince ad affrontare la missione offrendogli ciò che non avrebbe forse mai ottenuto nel mondo reale: la prospettiva di numerose ragazze attratte da un valoroso cavaliere trionfante.

Un mondo non così tanto fatato

Equipaggiato solamente della buona volontà di essere gratificato con il premio promesso dallo stregone, il giovane Oliver parte all’avventura, saltando nelle profondità del baratro che gli si para davanti. Il giovane si ritrova dopo una lunga caduta in un dungeon tutto da esplorare, con nemici e trappole da superare per raggiungere il tesoro del re. Il titolo mostra fin da subito la sua natura platform poiché, almeno inizialmente, il protagonista è costretto ad affrontare i pericoli che lo circondano solamente attraverso la possibilità di saltarli, con il rischio di perdere uno dei suoi cuori con il semplice contatto. Il salto è l’abilità che meglio riesce al team di sviluppo poiché, una volta che ci si abitua alla sua natura leggermente fluttuante (ricorda alla lontana quella del ben più noto Super Mario), appare totalmente in linea con gli spazi messi a disposizione tra un ostacolo e l’altro e presenta un’ottima hitbox di caduta.

Oliver’s Adventures in the Fairyland

L’avventura di Oliver all’interno di questo labirinto si può riassumere in una sola parola: backtracking. La mappa, visibile solamente dopo aver salvato uno dei pochi NPC presenti nell’avventura, è divisa in due ali, una orientale e una occidentale, disposte su più livelli. Il malcapitato giovane è costretto a muoversi da stanze situate in zone opposte del dungeon per raccogliere tesori nascosti, chiavi utili ad aprire porte sigillate e oggetti che gli permettono di attivare abilità in grado di sbloccare nuovi percorsi. E in mezzo a questo continuo e piatto girovagare, i mostri che ruolo hanno? I nemici, non molto vari, fungono da semplice disturbo passeggero e non forniscono mai un vero e proprio pericolo da affrontare. Anzi, nella maggior parte dei casi, sono pedane di lancio per raggiungere zone segrete non altrimenti raggiungibili.

Per completare il labirinto e ottenere tutti i tesori, a volte celati dietro muri fantasma, il protagonista deve sfruttare al meglio le sue sei abilità. In fin dei conti, però, solo i guanti forniscono una vera e propria innovazione, inserendo una meccanica che permette a Oliver di scalare praticamente tutte le pareti. Le altre cinque, invece, sono utilizzate come semplice pretesto per raggiungere nuovi luoghi nella mappa, come a voler fornire una valida, ma non troppo concreta, alternativa alle chiavi che aprono le porte chiuse. Questa modalità di esplorazione è la base dei vecchi platform e gli sviluppatori di Oliver’s Adventures in the Fairyland non hanno fatto alcunché per inserire spunti di modernizzazione. I boss, invece, sono una nota ben più lieta. Gli unici due veri ostacoli che si frappongono tra Oliver e una folla seducente di ragazze desiderose di cavalieri erranti, sono i due mostri che si devono affrontare nelle fasi finali. Entrambi difficili da affrontare, mostrano anche a livello grafico una maggiore cura rispetto ai nemici che si incontrano durante il corso dell’avventura.

Oliver’s Adventures in the Fairyland
1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
5/10
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Avvicinatosi per la prima volta al mondo PlayStation con l'intramontabile Fifa 2000, il non più giovane Paschal ha ampliato i suoi interessi, spostando la sua attenzione verso molti altri generi videoludici. Tra i suoi preferiti possiamo trovare i platform, gli action ed i GDR. Solamente negli ultimi anni ha dedicato ogni briciolo della sua forza vitale a quasi tutti i videogiochi che potessero anche solo lontanamente assomigliare ad un ''Soulslike''.

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